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Val di Non: la primavera e l’autunno sono le stagioni più belle per visitarla

La primavera e l’autunno sono le stagioni più belle per visitare la Val di Non: l’una per la spettacolare fioritura dei meli, l’altra per la raccolta dei frutti. Questa volta il racconto comincia dall’autunno.

Sole e aria tersa ci hanno accompagnati nei due giorni di soggiorno.
Sorprendente, come la valle in leggera salita, appena lasciato Mezza Corona, si apra quasi come fosse un altopiano. Poi ci si accorge che è segnata in tutta la sua lunghezza da profonde spaccature perpendicolari, a tratti profonde anche centinaia di metri, scavate dal torrente Novella e dal più importante Noce.  Spettacolari corsi d’acqua reconditi che quasi sfuggono all’occhio del visitatore.
Il territorio è ovunque disseminato da coltivazioni di mele che rappresentano l’economia della Valle: in questo periodo i frutti sono quasi tutti maturi. A decorare il paesaggio sono gli antichi manieri e i tradizionali agglomerati urbani sparsi qua e là. Tutto è ordinato e mantenuto con cura.
Sosta obbligatoria al Santuario di San Romedio, uno degli eremi più suggestivi d’Europa e sicuramente il più interessante esempio di arte cristiana medievale nel Trentino. Si trova sopra un alto sperone di roccia che appare dopo un percorso pianeggiante in una stretta gola.
Sulla strada principale troverete il Museo Retico. Visitatelo! Scoprirete tutta la storia dell’antica Anaunia e dei Reti, il nome antico della valle e delle sue popolazioni.
A Cavareno fermatevi per ammirare un roseto allestito recentemente nella grande piazza antistante la chiesa.
Continuando, arriverete  al Passo della Mendola, dove  si possono ancora ammirare gli splendidi palazzi e ville dell’aristocrazia austriaca ed europea di fine Ottocento e  primo Novecento: luoghi frequentati anche dall’Imperatore Francesco Giuseppe.
Poi ancora più in alto fino al Penegal (m.1700), dove troverete un grande albergo. Sporgendovi dalla  terrazza panoramica, avrete la sensazione che vi manchi il respiro tanto immensa è, da lassù, la visuale. A destra le Alpi Sarentine, le Dolomiti e la Catena del Lagorai e, in basso, l’occhio spazia  dalla valle di Merano fino a Bolzano, al lago di Caldaro e per tutta la Val d’Adige fino a Trento.
Non dimenticate di fare un giro sull’antica funicolare che, dal Passo della Mendola, scende fino a Caldaro.
Ritornando verso Fondo, fermatevi alla Locanda Alpina di Brez, un  piccolo e accogliente albergo lungo strada principale. Lì sarete accolti con gentilezza e professionalità dal proprietario Danilo. Assaggiate i piatti della cucina realizzati con i prodotti tipici locali e preparati con grande maestria da Silvana, Giulia e Francesco. Non esitate a fermarvi per il pernottamento perché sarete sorpresi dalla piacevolezza delle camere e dalla tradizionale colazione.
Vi ricordo che la Val di Non si può visitare anche con il Trenino dei Castelli, previa prenotazione all’Agenzia per il Turismo.