Mete alternative estive: alla scoperta di Schio

Il Convento dei Cappuccini a Schio con la chiesa di S. Nicolò

Come evitare le lunghe code, sulle strade, d’estate? Scegliendo mete e percorsi alternativi. Uno di questi è Schio. Una piccola e tranquilla città del Veneto, situata a nord- ovest della provincia di Vicenza, ai piedi del Massiccio del Pasubio.
Capoluogo che ebbe i suoi massimi splendori alla fine dell’Ottocento e che, grazie alla fiorente industria manifatturiera della famiglia Rossi, divenne, per merito del suo fondatore Alessandro, una civitas, modello socio-culturale imperniato su una sorta di avanzato e lungimirante capitalismo “paternalistico”, facendo sì che esso divenisse uno dei principali poli produttivi del settore tessile in Europa.
Sotto la spinta di quei successi Schio, ancora oggi, continua ad essere un punto di riferimento internazionale per produzioni industriali di alta tecnologia meccanica e aerospaziale tanto da farsi chiamare la “Silicon Valley del Veneto”.
Dopo tali premesse occorre ricordare che questo luogo fu anche teatro bellico nella Grande Guerra, dove sono cadute, nella totalità dei fronti, circa 37 milioni di persone. Ancora oggi si dice che quel conflitto sia stato un dei più sanguinosi della storia umana.
Oggi questa città ed il suo territorio offrono al visitatore innumerevoli opportunità nel campo storico-culturale, paesaggistico e artistico. Basti ricordare il Giardino Jacquard, il Duomo, il Lanificio Conte, il Parco Rossi, il Castello, la Fabbrica Alta, la Biblioteca Civica R. Bortoli, il Sacrario Militare e altri siti d’arte. La città, essendo a piedi della montagne, offre inoltre itinerari per escursioni e passeggiate meravigliose. Ma una delle attrattive culturali di grande suggestione spirituale è il complesso del Convento dei Cappuccini con la sua chiesa di S. Nicolò, eretti nel 1536 su un preesistente insediamento e ripristinati nel 1940. Si trovano su una piccola altura ai margini della città. Luogo incantevole immerso nel silenzio che, grazie ad un gruppo di volontari, vive ancora tutto il fascino della semplicità monastica francescana.
Per quanto riguarda la gastronomia locale non dimenticate di assaggiare la “sopressa” di Valli del Pasubio e gli “gnocchi alla fioretta”.