• Home
  • WEEKEND
  • CULTURA
  • Parte a giugno la quarta edizione di “Postounico” organizzato dal Comune di Lonigo

Parte a giugno la quarta edizione di “Postounico” organizzato dal Comune di Lonigo

Dopo i successi degli ultimi anni parte la quarta edizione di “ Postounico”, un festival della musica e del cinema  nei luoghi dell’arte, proposto per la prima volta nel 2016. La rassegna, organizzata dal Comune di Lonigo, inizierà  martedì 4 giugno e durerà fino alla fine di agosto.

Un Festival “unico” per gli artisti e i palcoscenici d’arte che li ospitano. Questa edizione si presenta nel segno della ricerca musicale internazionale e dell’originalità in un articolato programma in collaborazione con altri sette Comuni dell’area Berica tra cui Alonte, Montecchio Maggiore, Sarego, Val Liona, Villaga  e Cologna Veneta.
Suggestivi palcoscenici che il direttore artistico Alessandro Anderloni ha selezionato per una perfetta armonia  con le architetture del Palladio, dello Scamozzi, del Massari e di altri geni che hanno reso celebre questo territorio nel mondo.
I luoghi prescelti saranno ville, palazzi, castelli, corti, chiese e parchi. Esibizioni artistiche inserite in armonia anche  in un paesaggio costituito da alture naturali, canali, borghi.

Programma   

Martedì, 4 giugno, ore 21.15: Villa Cordellina, a Montecchio Maggiore, concerto con gli artisti Marina Rei e Paolo Benvegnù.
Martedì, 11 giugno, ore 21.15: Villa Pisani Bonetti, a Bagnolo di Lonigo, Paolo Jannacci in duo con il trombettista Daniele Moretto.
Sabato, 22 giugno,  ore 21.15: Corte Palazzo, a Cologna Veneta, a ridosso dell’imponente Palazzo Pretorio,  tradizionale musica afroamericana con la voce di Nikem Favour e la sua band.
Mercoledì, 26 giugno, ore 21.15: Rocca Pisana di Lonigo. Un programma al femminile con  concerto della cantautrice romana Pilar con il suo gruppo.
Domenica, 30 giugno, ore 21.15: Villa Brunelli a Villa del Ferro. Si esibiranno i chitarristi Branko Galoić e Francisco Cordovil.
Sabato, 6 luglio, ore 21.15: Corte Dani Sant’Eusebio di Sarego. Lucilla Galeazzi e Stefania Placici in un ritratto di parole e canzoni dell’Italia contadina e della storia del Novecento.
Giovedì, 11 luglio, ore 21.15: Palazzo Morini di Lonigo. Toko Telo in concerto: Monika Njava   e   i chitarristi D’Gary e Joël Rabesolo.
Domenica, 14 luglio, ore 21.15: Villa Trevisan ad Alonte, Micol e la sua “Arpa rock”.
Sabato, 20 luglio, 21.15: Villa Piovene Porto Godi a Villaga. Elena Ledda affiancata da un quartetto di musicisti con Mauro Palmas al liuto e alla mandola.
Giovedì, 25 luglio, ore 21.15: Villa Mugna di Lonigo con il trio swing Les Babettes.

“Postounico” non è soltanto musica, ma anche cinema. Dal 2 luglio a fine agosto le piazze dei Berici si illumineranno grazie al grande schermo del “Cinema sotto le stelle”, con una programmazione  curata dall’ufficio cultura del Comune di Lonigo.
Agli eventi di “Postounico” sono abbinate visite guidate ai luoghi dell’arte e degustazioni enogastronomiche con vini e prodotti dei Colli Berici.

Informazioni sul sito www.postounico.it 

Gli Artisti

Marina Rei e Paolo Benvegnù
Un gioco, un esperimento, un dialogo confidenziale tra due amici e tra due degli artisti più raffinati e sensibili del panorama italiano. Marina Rei e Paolo Benvegnù presentano, in duo, le loro Canzoni contro la disattenzione in box. Un concerto che definiscono «di esposizione della memoria, di disobbedienza verso la disattenzione e di giocosa appartenenza» e che si sviluppa tra brani inediti, riletture di classici della canzone italiana e brani tra i più conosciuti dei repertori dei due artisti. Lui alla chitarra, lei alla chitarra e alla batteria, entrambi alla voce tornano in tournée insieme, proseguendo una felice collaborazione nata con la scrittura de I fiori infranti nel disco La conseguenza naturale dell’errore. Una serata di poesia musicale, nella poesia di Villa Cordellina.

Paolo Jannacci Duet
Paolo Jannacci, il suo pianoforte e il suo inconfondibile e graffiante timbro vocale volano, in duo, con il trombettista Daniele Moretto. Prendono così vita, in un concerto d’intenso lirismo, brani come Who Can I Turn To di Leslie Bricusse, Insensatez di Jobim e O que serà di Chico Buarque, ma anche brani originali di Paolo Jannacci come Allegra e Chiara’s Tune. Non manca il momento in cui Paolo omaggia il padre Enzo, interpretando canzoni che sono ormai pietre miliari della storia della musica italiana come Vincenzina e Vengo anch’io. No tu no. Così la musica d’autore si fonde con il racconto, l’effervescenza di un virtuoso del pianoforte con la simpatia di un affabulatore.

Nkem Favour Blues Band
Lo strepitoso impasto vocale e la profonda conoscenza della tradizione musicale afroamericana fanno di Mia Nkem Favour una delle interpreti più apprezzate dalla scena blues europea. Figlia della scuola gospel di New Orleans, possiede un istintivo “cuore blues” con cui esprime, con struggente passione, i sentimenti dell’anima. Con lei sul palcoscenico suona una band formata da alcuni tra i migliori musicisti blues d’Italia, già esponenti degli storici gruppi Big Fat Mama e Mama’s Pit: Davide Serini (chitarra), Danilo Parodi (basso), Alessandro Muda (Hammond organ & piano) e Mauro Mura (batteria). Tra classici blues e soul e brani originali, va in scena un concerto dal sound potente e raffinato, da ascoltare e ballare.

Pilar
L’atmosfera che pervade il nuovo album di Ilaria Pilar Patassini, in arte Pilar, è quella di una liricità intima e tagliente, vestita da arrangiamenti acustici originalissimi, con la presenza di tre fiati: corno, flicorno e trombone. Con Luna in Ariete, la cantautrice romana, sempre più apprezzata sulla scena cantautoriale femminile italiana, fa uscire allo scoperto la sua natura di autrice, con canzoni che mettono al centro la sua vocalità asciutta e il suono narrante, crepuscolare e nudo della sua musica. Lungo il suo percorso, Pilar ha intrecciato il jazz, la canzone d’autore e la narrazione, collaborando, tra gli altri, con Gianluigi Trovesi, Jean-Louis Matinier e Tim Ries. Nell’incanto di una notte di inizio estate alla Rocca Pisana, Pilar è in scena, insieme con la sua band, come cantante e voce recitante.

Branko Galoic e Francisco Cordovil
Sognatori, poeti, virtuosi: due chitarristi, uno croato e l’altro portoghese, con alle spalle una lunga carriera concertistica nei rispettivi paesi d’origine, si sono incontrati e hanno suonato per la prima volta insieme al “Chez Adel” di Parigi. L’atmosfera bohémienne di questo rifugio di artisti parigino ha favorito l’incontro tra le sonorità inconfondibili della musica balcanica di Branko e il fado struggente o il flamenco passionale di Francisco. Ne è nato un mix esplosivo che da quell’incontro li ha portati in tournée insieme per l’Europa, con concerti dall’energia travolgente, dove si incontrano l’Est e il Sud, in un percorso dai Balcani all’Oceano Atlantico. Nel 2018 Branko Baloić e Francisco Cordovil hanno pubblicato il loro album di debutto, One with the Wind.

Lucilla Galeazzi e Stefania Placidi
Una delle più autorevoli e originali voci della musica popolare italiana si incontra con una raffinata protagonista del folk. È il duo formato da Lucilla Galeazzi e Stefania Placidi, entrambe cantanti e chitarriste, entrambe ricercatrici e interpreti della canzone tradizionale contadina e urbana. Stupefacente l’elenco di collaborazioni e di progetti di Lucilla Galeazzi, da quelli con i suoi maestri Giovanna Marini e Roberto de Simone, ai duetti con artisti internazionali come Mercedes Sosa e Teresa Salgueiro dei Madredeus. Formatasi sulla scena musicale romana, Stefania Placidi ha cantato la “Città Eterna” e l’Agro Romano. Insieme danno vita a un concerto-racconto di melodie popolari, cantilene, ninne nanne, canti d’amore, canti di protesta e di rabbia, per un ritratto italiano in musica.

Toko Telo
La cantante Monika Njava già dagli anni Novanta è una diva nazionale della scena musicale in Madagascar. Con altri due artisti dell’isola dell’Oceano Indiano ha formato e percorre il mondo con un trio dalle sonorità folgoranti. Loro sono D’Gary, il più famoso chitarrista malgascio, e il giovanissimo Joël Rabesolo, anche lui chitarrista tra i più interessanti della nuova generazione di musicisti dell’isola. I tre artisti propongono la musica tradizione della loro terra, con un profondo tocco di presente e con lo sguardo ben rivolto al futuro. In un concerto di passionale energia, i ritmi dello tsapiky, del jihe e del beko convivono e prendono forza, alimentandosi dell’incredibile voce di Monika Njava e degli arrangiamenti originali dei due chitarristi.

Micol
Quando i polpastrelli di Micol Picchioni toccano le corde della sua arpa, tutto diventa improvvisamente possibile e ogni musica può uscirne fuori. Unica “arpista rock” d’Europa, Micol, dopo una formazione classica che l’ha vista suonare con l’Orchestra Luigi Cherubini diretta da Riccardo Muti, è riuscita a contaminare uno strumento antico come l’arpa con la musica rock e a farsi apprezzare in tv, nelle piazze e in prestigiose sale da concerto, come il Parco della Musica di Roma, per i suoi originalissimi arrangiamenti di brani che hanno fatto la storia del rock: dai Led Zeppelin ai Nirvana, dai Genesis a David Bowie, e ancora i Pink Floyd, Bruce Springsteen, passando dalle hit del pop dei Coldplay e di Michael Jackson.

Elena Ledda
In sardo, làntias significa “lumi”. Il nuovo progetto musicale di Elena Ledda respira dei suoni e dei colori della sua Sardegna per raccontare con delicatezza il mondo contemporaneo e abbracciare le storie delle genti del Mediterraneo. Nei brani rivive la delicatezza della tradizione popolare e le sonorità delle feste religiose. Nei testi delle canzone si stagliano le passioni di intense figure femminili, si richiama la saggezza del mondo contadino e le sue scanzonate filastrocche. Sul palcoscenico, insieme con la voce di Elena Ledda, ci sono il liuto e la mandola di Mauro Palmas, il basso di Silvano Lobina, le chitarre di Marcello Peghin, le percussioni di Andrea Ruggeri e la narrazione di Simonetta Soro, a dire dei raccontare e dire dei testi in sardo.

Les Babettes
Les Babettes son un trio vocale swing tutto al femminile. Il nome è un omaggio alla loro città, Trieste, dove le babe, o le babette, sono le ragazze che spettegolano. Nel repertorio di Anna De Giovanni, Chiara Gelmini ed Eleonora Lana echeggiano i grandi classici degli anni Trenta e Quaranta, con un omaggio al mitico Trio Lescano, e uno sguardo al presente con le sonorità contemporanee dei The Knife o di Kimbra, senza farsi mancare, naturalmente, il travolgente Can de Trieste del loro concittadino Lelio Luttazzi. Dalla TV (X Factor 8), ai festival italiani (il Trieste Loves Jazz e l’Umbria Jazz) e internazionali (il Swing Fest a Madrid e altri in Slovenia, Svizzera e Cina) con “la bora in poppa”, Les Babettes cantano l’elegante, raffinata, gaudente sonorità saltellante dello swing.