A Zovencedo, nel Vicentino, iniziativa in cava tra storia e antichi mestieri

È stato uno splendido equinozio d’autunno quello messo in scena nell’antico sito archeologico della cava di “Cice”, a Zovencedo in provincia di Vicenza. Iniziativa inserita nella programmazione “Ruota delle stagioni”, organizzata dal Comune, amministrato dal sindaco Luigina Crivellaro, dalla Pro Loco e dal Gruppo Alpini.

Suggestivo e didattico il luogo. Numerosissime le persone che hanno partecipato all’incontro nella cava. Un successo oltre ogni più rosea previsione che testimonia una nuova sensibiltà nei confronti della nostra storia locale e curiosità verso un mestiere, quello dell’antico cavatore della pietra di Vicenza, tra i più duri dei nostri antenati, appartenente a un passato nemmeno tanto lontano.
Tutto è iniziato con una suggestiva fiaccolata dal paese verso la cava che si trova nei boschi vicini, a cui è seguita, al suo interno, una cena tipica preparata da un gruppo di ristoratori della zona. Nel corso della serata sono stati anche premiati gli scultori che avevano partecipato alla manifestazione “Scultori in Strada”.
Di notevole interesse tutta l’area, che comprende la “Cava de Cice” con il suo Museo della Pietra di Vicenza, un’abitazione rupestre della “Sengia dei Meoni” e un bosco didattico.

I Colli Berici sono costituiti quasi esclusivamente da una successione di formazioni rocciose calcaree stratificate, originatesi da un lento, ma continuo processo di deposizione di fanghi e sabbie sul fondo del mare che, decine di milioni di anni fa, si estendeva con le sue acque dove oggi sorgono. La formazione rocciosa più recente, risalente all’Oligocene, costituita da sedimenti minuti ed uniformi, ha dato origine alla “Pietra di Vicenza”di colore bianco o leggermente paglierino.
Questa pietra è anche detta “tenera”, perché di facile lavorazione appena tagliata. Anticamente veniva estratta a mano con picchetti e oggi con moderni macchinari. È stata utilizzata da Andrea Palladio per le sue ville, da Orazio Marinali per le sue statue e da innumerevoli costruttori per le loro architetture. Tradizione che continua ancora in un territorio, quello dei Colli Berici, meritevole di attenzione anche per le sue altre peculiarità storiche, ambientali, folcloristiche ed enogastronomiche.