Striscia biancorossa. Uomini contati, ma anche lo spirito conta

Quando non si riesce a vincere, l’importante è non perdere: va archiviato così il pareggio (2-2) conquistato dal Vicenza col Pescara, acciuffato su rigore all’ultimo secondo.

Una gara che sembrava essere ormai compromessa – oltre che segnata da episodi negativi come il penalty fallito da Giacomelli, il primo gol degli avversari convalidato nonostante il fallo sul portiere, gli ulteriori infortuni, l’espulsione di Laverone – è stata infatti rimessa in piedi grazie alla caparbietà dei biancorossi nel provarci sino alla fine e, non va dimenticato, grazie all’incessante sostegno del Menti. Il tutto in una condizione di partenza per nulla agevole, data la lista degli indisponibili con cui mister Marino ha dovuto (e dovrà) fare i conti. Tra le note positive, vanno comunque segnalate la sempre maggiore incisività di Raicevic in attacco e la crescente affidabilità di El Hasni in difesa, il continuo lavoro di Cinelli fra le linee, l’insidiosità dell’asse sinistro formato da D’Elia e Giacomelli, la freddezza con cui Gatto ha saputo calciare dal dischetto la palla decisiva, le prospettive che lasciano intravvedere Modic e Pinato. Insomma, pur se incerottato, il Vicenza ha saputo tener testa ai quotati avversari, dimostrando quelle doti di carattere e spirito di sacrificio che, evidentemente, l’allenatore riesce a infondere in tutti i componenti della rosa. Ovvio che a tali risorse si dovrà fare ricorso anche questo sabato 3 ottobre, quando la squadra scenderà sul terreno sempre insidioso dell’Avellino. In attesa che, un po’ alla volta, cominci a svuotarsi una infermeria mai affollata come in questi giorni.