Striscia biancorossa. Lucidità cercasi, a tutti i livelli

L’unico dato positivo, dopo l’1-1 casalingo rimediato con la Pro Vercelli, è che tutto sommato la classifica è rimasta invariata. Il resto, purtroppo, parla di una serata finita in malo modo dopo l’illusione del vantaggio.

Il pareggio degli ospiti giunto mentre Brighenti era fuori campo per farsi medicare, il rigore fallito da Ebagua dopo aver sottratto la palla sul dischetto all’incaricato Galano, un secondo tempo votato all’attacco ma senza troppo costrutto, sono stati gli episodi che hanno preceduto la contestazione degli ultras a fine gara. A questo punto, però, più che di reazioni umorali c’è bisogno di lucidità di analisi per capire in che modo sia possibile uscire da una fase involutiva che non sta (più) producendo i necessari risultati. Crisi di gioco? Poca incisività della manovra? Rendimento di alcuni elementi al di sotto delle aspettative? Necessità di cambiare modulo e schemi? Tutto può essere ma, in momenti come questi, farsi prendere dalla frenesia non giova a nessuno. Così come ci sarebbe la necessità di chiarire “chi comanda” a livello societario, e cioè quale sia il referente dirigenziale con cui deve confrontarsi la componente tecnica. Un aspetto, quest’ultimo, che magari resta in sordina quando le cose vanno bene, ma che pesa nel momento in cui c’è bisogno di una figura di riferimento per affrontare le fasi negative. Nel frattempo, il campionato non aspetta, tant’è che questo sabato 5 c’è l’insidiosa trasferta sul terreno di un lanciatissimo Novara. Ecco: forse giocare lontano dal Menti, a questo punto, non è la cosa peggiore.