La Maschera d’Oro 2020 presentata in Confartigianato Vicenza

28 gennaio 2020

La nuova edizione del festival nazionale Maschera d’Oro – 26° Premio Faber Teatro è stata presentata nella sede di Confartigianato Imprese Vicenza nel corso di un’affollata conferenza stampa.

Aperta e coordinata dal presidente dell’organizzazione imprenditoriale, Agostino Bonomo, ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente di Fita Veneto Mauro Dalla Villa, del presidente del Festival e vicepresidente nazionale Fita Aldo Zordan, del sindaco di Vicenza Francesco Rucco, dell’assessore all’Istruzione del Comune Cristina Tolio, del consigliere Marco Guzzonato in rappresentanza della Provincia di Vicenza e di Monica Nonis a nome della Regione del Veneto, tutti partner della kermesse. Con loro anche il nuovo selezionatore finale del Festival, Roberto Cuppone, docente dell’Università di Genova, autore, attore e regista teatrale; Cuppone entra nella “famiglia” del Festival dopo la scomparsa, nell’agosto dello scorso anno, di Luigi Lunari, drammaturgo e studioso di teatro che per molti anni ha rivestito questo incarico e al quale è andato un commosso ricordo durante l’incontro.
Da tutti i partecipanti, vivo apprezzamento per un festival che continua a crescere in qualità e gradimento da parte del pubblico. “Siamo particolarmente orgogliosi – ha commentato Bonomo – di questa collaborazione consolidata con il festival attraverso il nostro Premio Faber, uno degli appuntamenti di punta di Confartigianato, convinta che la cultura sia una voce economica importante e con ricadute sociali altrettanto significative. Continueremo a sostenere questa attività, che contribuisce a rendere culturalmente vivace il nostro territorio”.

”Il Comune di Vicenza – ha dichiarato il sindaco Rucco – è orgoglioso di ospitare nella sua ricca vita culturale il festival amatoriale più bello d’Italia, che in più, grazie all’intesa con Confartigianato Imprese Vicenza, porta la compagnia vincitrice all’Olimpico, il teatro coperto più antico del mondo: una positiva sinergia – ha concluso – che attorno al festival si allarga anche ad altre istituzioni provinciali, regionali e nazionali”.
“La Maschera d’Oro – ha commentato Nonis – è uno dei momenti cardine della collaborazione fra Regione e Fita: un punto d’incontro importante, che apre il territorio regionale ad una cultura teatrale viva, dinamica e diffusa, insostituibile opportunità di aggregazione e crescita per le comunità”.
Un concetto condiviso anche da Guzzonato: “Come Provincia – ha dichiarato – continuiamo a sostenere questa iniziativa, perché il teatro è un’esperienza arricchente, che migliora la qualità della vita del singolo individuo ma anche della comunità, rendendola più attenta e sensibile e, quindi, potenzialmente più felice”.
Soddisfazione e ringraziamenti anche da parte di Dalla Villa: “Con questo incontro – ha ricordato il presidente regionale Fita – si chiude la parte preparatoria del Festival e si apre la stagione vera e propria. Al suo interno, anche altri riconoscimenti, e tra questi il concorso per gli studenti delle scuola superiori, al quale teniamo particolarmente, convinti che una delle nostre missioni sia diffondere la cultura teatrale nelle nuove generazioni”.
Sul concorso per le scuole, però, il presidente del Festival, Zordan, ha voluto sottolineare “le difficoltà di dialogo con tanti istituti, fatti salvi i casi nei quali a prendere l’iniziativa sino o direttamente gli studenti o qualche insegnante appassionato: in realtà, ‘La Scuola e il Teatro’ consente un incontro diretto e attivo con il mondo del teatro e della critica teatrale ed è un’occasione che gli istituti potrebbero sfruttare meglio“. All’appello ha subito risposto l’assessore Tolio, che si è detta pronta “per quanto di mia competenza a dare un aiuto per incentivare questo dialogo”.

Zordan ha poi presentato il nuovo selezionatore del festival, ricordandone i meriti accademici e l’approfondita conoscenza del mondo amatoriale. Dal canto suo, Cuppone ha illustrato i criteri principali che lo hanno guidato nella scelta dei sette finalisti: “Al di là di un giudizio tecnico, ho puntato a creare un buon lavoro di squadra con i selezionatori della prima fase e ho cercato di dare spazio soprattutto al coraggio, all’originalità e alla libertà delle proposte, secondo quello che credo debba essere il senso più profondo del teatro amatoriale”.