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Costi gas e luce. Rispetto a ottobre 2025 le bollette di ottobre 2026 sono aumentate del 50% per il gas e tra il 30 e 40% per le forniture elettriche. Cavion: «Situazione preoccupante e sempre più insostenibile per le imprese ma anche per i cittadini. Servono interventi tempestivi, realistici e concreti»

Costi delle forniture energetiche sempre più alti. Confartigianato Imprese Vicenza, attraverso il suo Consorzio Caem, ha raccolto qualche dato. Numeri e cifre reali.

Partendo dal gas, il solo prezzo di vendita in ottobre 2026 è più che raddoppiato rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Aumenti di cui si sono ben accorte le imprese che in ottobre hanno pagato circa il 50% in più rispetto a ottobre 2025.
Per esempio, una pasticceria che consumi circa 3.550 mc nei mesi invernali a ottobre si è trovata in bolletta circa 2.050 euro in più rispetto ai 2.500 pagati a ottobre 2025. Per un panificio con 4mila mc/mese di consumi l’aumento è di circa 2.350 euro, in aggiunta ai 2.900 euro di un anno fa; per il settore ceramica siamo attorno a 1.760 euro, in aggiunta ai 2.400 euro del 2025 per consumi di 3 mila mc/mese. E, ancora, per un caseificio l’aumento è di 11.730 euro, in aggiunta ai 13.700 euro di un anno fa (20mila mc/mese); per il settore lavorazione pelli a fronte di un consumo di 25 mila mc/mese si toccano i 14.650 euro, in aggiunta ai 14.600 euro di un anno fa. Tutti i dati si intendono Iva esclusa.
Passando alle forniture elettriche non va meglio. Nella comparazione tra quanto pagato nell’ottobre 2025 e quanto nell’ottobre 2026 (sempre Iva esclusa) l’incremento si attesta tra il 30 e 40% in base a potenza e settore produttivo. Così un’impresa della lavorazione pelli con un consumo di circa 35.000 kWh/mese, nell’ottobre dello scorso anno ha speso 8.900 euro mentre nello stesso mese di quest’anno spenderà orientativamente 13.000 euro (circa 4.100 euro in più pari a + 46%). Non va meglio per le aziende della meccanica: con circa 5.000 kWh/mese nell’ottobre 2025 la bolletta era di 1.400 euro, che diventano 2.030 euro a ottobre 2026 (aumento di circa 630 euro pari a + 45%). Per la lavorazione del legno, questo tipo di attività con circa 2.000 kWh/mese in un anno vede la bolletta aumentare di circa 210 euro (+ 31% ) ovvero dai 670 euro pagati nell’ottobre 2025 si arriva agli 880 euro dell’ottobre di quest’anno. Infine gli acconciatori. Un’impresa del settore con circa 300 kWh/mese a fronte di 120 euro pagati in ottobre 2025 a ottobre 2026 avrà una bolletta di 160 euro (+33%)

«Non parliamo di stime, questi dati sono stati raccolti nelle nostre aziende e per questo più preoccupanti – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Cavion-. Abbiamo aziende che hanno visto come minimo raddoppiare i costi delle forniture. Di questo passo fare impresa diventa sempre più difficile anche perché le aziende cercano di assorbire questi costi quindi riducono i margini e la possibilità conseguente di programmare investimenti. Va anche considerato che pure i cittadini devono fare i conti con l’aumento delle forniture di gas e luce e per farvi fronte operano tagli. Questo significa che, da un lato si attivano strategie per contenere i costi di gas e luce, dall’altro riducono i consumi (alimentari, ristorazione, sanità, auto, spostamenti…). Come Confartigianato proprio attraverso il Caem e la Comunità energetica A-Certa cerchiamo di favorire un contenimento delle spese ma servono realisticamente e concretamente anche altre soluzioni e interventi mirati».

Il riferimento del presidente Cavion è al Decreto Legge bollette in discussione al Consiglio dei Ministri e di nuovo rinviato e ai previsti sconti in bolletta per quelle aziende che investono soluzioni green misura che, seppur temporanea, è stata inserita nella Legge di Bilancio. Oltre al mai risolto tema del Marginal Price.

Comunicato 132