Regolamento UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio: cosa cambia per le imprese? Confartigianato lo spiega in un webinar il 3 novembre
Da agosto sono diventate applicabili le prime disposizioni del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi (PPWR), una normativa che coinvolge potenzialmente tutte le aziende che immettono sul mercato prodotti confezionati e che richiede una crescente attenzione alla documentazione tecnica, alla conformità e alla sostenibilità degli imballaggi. Una norma che fissa il 2040 come anno in cui raggiungere il traguardo definitivo per la riduzione complessiva dei rifiuti di imballaggio del 15% rispetto ai livelli del 2018, passando attraverso obiettivi intermedi nel 2030 e nel 2035.
Gli scopi principali del Regolamento consistono nel frenare la crescita dei rifiuti e promuovere l’economia circolare riducendo alla fonte gli imballaggi superflui, vietando formati non necessari ed eliminando gli spazi vuoti eccessivi. Inoltre, la normativa impone che tutti gli imballaggi siano progettati per essere interamente riciclabili, introducendo percentuali minime obbligatorie di materiale riciclato nella plastica, fissando obiettivi vincolanti di riuso e vietando l’impiego di sostanze chimiche nocive come i PFAS. Il Regolamento, che si applica in tutti gli Stati membri, introduce obblighi stringenti e catene di responsabilità condivise per tutti gli operatori economici coinvolti nelle filiere. Nella fattispecie si distingue tra fabbricante, produttore ERP (Responsabilità Estesa del Produttore), importatore, distributore, distributore finale, fornitore (chi fornisce materie prime o componenti per imballaggi) e rappresentante autorizzato. Per ogni figura sono previste attività di valutazione, verifica, o gestione.
«Sono interessate non solo le imprese che producono imballaggi, ma anche molte aziende manifatturiere, alimentari, artigiane e commerciali che utilizzano imballaggi per distribuire o vendere i propri prodotti– spiega Cristian Veller, componente della Giunta Confartigianato Imprese Vicenza con delega alla sostenibilità-. Come accade in questi casi, però, non mancano le criticità che riguardano principalmente la comprensione del proprio livello di coinvolgimento e delle azioni correttive da intraprendere. Non solo, si nota anche una certa confusione sulle scadenze (tra norme già in vigore e disposizioni future). Per le aziende che hanno sempre operato correttamente si tratta forse di una semplificazione; tuttavia, resta complesso reperire la documentazione per il fascicolo tecnico e capire a chi rivolgersi per ottenere i chiarimenti necessari. Insomma, per molte micro e piccole imprese il tema non sarà tanto adeguarsi agli obiettivi ambientali quanto comprendere correttamente responsabilità, documentazione e scadenze».
Per capire cosa cambia in concreto per le imprese Confartigianato Imprese Vicenza propone un webinar il 3 novembre dalle ore 14.30 alle 15.30. L’incontro si propone di fornire una panoramica sul nuovo quadro normativo, analizzando in modo semplice le tappe di adeguamento e gli adempimenti previsti: contesto e obiettivi, obblighi, scadenze e divieti, sostenibilità, trasparenza e impatto aziendale. Interverranno gli esperti Confartigianato Vicenza dell’Area Energia e Sostenibilità e dell’Area Ambiente e Certificazioni. Confartigianato, inoltre, sempre attraverso l’Area Energia e Sostenibilità, si è già attivata fornendo alle imprese una prima consulenza generica, affiancata da un servizio specialistico che supporta l’azienda in ogni fase del processo: dalla mappatura di clienti e fornitori alla valutazione della conformità, fino alla redazione della Dichiarazione di Conformità e alla gestione del Fascicolo Tecnico.
Info e iscrizioni dal sito di Confartigianato Imprese Vicenza (https://www.confartigianatovicenza.it/regolamento-imballaggi-ue-2025-40-ppwr-cosa-cambia-per-le-imprese/)
Comunicato 131
