Con l’Ecobonus al 110% i committenti possono effettuare interventi a “costo zero” chiedendo equivalente sconto in fattura o cedendo il credito ad artigiani o banche

Cavion: la misura ha molti aspetti positivi il pericolo ora è la troppa burocrazia.

Come preannunciato, il DL Rilancio prevede l’aumento al 110% delle detrazioni per gli interventi di efficientamento energetico per spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021 legate ad alcuni specifici interventi. “L’accelerata che il Governo intende imporre a favore della riqualificazione degli edifici esistenti ha da parte nostra un parere positivo – commenta il vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion-. La misura prevista dal DL riqualifica e rivaluta il patrimonio edilizio delle famiglie, dà vigore all’economia e spinta all’innovazione tecnologica, inoltre offre opportunità per nuove generazioni di artigiani, professionisti nella filiera del Sistema Casa, ad esempio edilizia, impianti e serramenti”.

Contagio da Covid 19, il lavoratore può averlo contratto in altro luogo. Venzo : “Non ha senso dare per scontato che il contagio sia avvenuto in azienda e che la responsabilità ricada quindi sull’imprenditore”

Una nuova preoccupazione assilla in questi giorni di ripartenza gli imprenditori, già impegnati a riprendere l’attività con mille pensieri legati alla messa in sicurezza delle proprie aziende e alla loro sostenibilità legata alle incertezze di mercato: il rischio contagio Covid tra il personale.
“Il nostro è un chiaro e netto no alla responsabilità diretta dell’imprenditore per eventuali contagi da Covid19 – sottolinea Sandro Venzo, delegato alle politiche per il lavoro, formazione e scuola di Confartigianato Imprese Vicenza -. Le nostre Imprese stanno applicando ogni forma di prevenzione legata ai protocolli di sicurezza, e non è giusto ‘scaricare’ anche questa responsabilità sull’imprenditore. Non è, infatti, possibile avere la certezza di come un contagiato possa aver contratto il virus, che magari circolava già in altri ambienti frequentati al di fuori dell’azienda. Se questo fosse l’assurdo assunto qualche imprenditore potrebbe trovarsi a pagare per colpe non sue. In pratica sarebbe come chiamare a processo la casa costruttrice di un’arma da fuoco usata da un assassino per uccidere! Chiediamo perciò al Governo di fare chiarezza e togliere ogni dubbio su questo argomento”.

Rimborsi per i DPI. Si conferma la previsione di Confartigianato: richieste per oltre un miliardo di euro a fronte di una disponibilità di 50milioni

“I 50 milioni stanziati sono stati ‘bruciati’ in 10 secondi. Bene che la piattaforma Impresa Sicura non abbia avuto problemi, contrariamente ai portali di altri enti e istituzioni, ma la mole di richieste arrivate a pochi minuti dalla sua apertura conferma l’insufficienza della misura adottata, come avevano preventivato”. Così Gianluca Cavion, vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, commenta i numeri diffusi da Invitalia, Agenzia per lo Sviluppo, nel primo giorno di accesso (11 maggio, ndr) per la richiesta a titolo di rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto dei dispositivi e altri strumenti di protezione individuale per contenere e contrastare la diffusione del Covid 19. 

Impresa Sicura: dall’11 maggio sarà possibile prenotare il rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)

Sul tavolo 50milioni di euro: “Troppo pochi per soddisfare le domande di tutte le imprese e che per di più dovranno affidarsi alla vergognosa ‘lotteria’ del click day”, spiega Gianluca Cavion, vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza 

Dall’11 maggio sono a disposizione delle imprese 50 milioni di euro a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’acquisto dei dispositivi e altri strumenti di protezione individuale per contenere e contrastare la diffusione del Covid 19. È questo l’intervento attivato da Invitalia (Agenzia nazionale per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia), per sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione.

L’appello del Centro Europeo per i Mestieri del patrimonio di Villa Fabris

Tornare ad insegnare il prima possibile in totale rispetto delle norme di sicurezza. 

20 prestigiose Accademie di Arte & Mestiere italiane e Centri di formazione lanciano un importante appello alle Istituzioni nazionali affinché, nel panorama generale dell’Istruzione, si valuti la sostanziale specificità di queste realtà di alta formazione, grande patrimonio di cultura e di imprenditoria. 

Sono oltre 20 le realtà formative di eccellenza nel campo dell’artigianato, della manifattura e dell’ospitalità in Italia che hanno sottoscritto l’appello promosso da ALMA – La Scuola Internazionale di Cucina Italiana – volto a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessità di adottare delle misure specifiche in merito alla riapertura della propria attività didattica. 

L’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente (ARERA) raccoglie l’invito di Confartigianato sull’opportunità di ripensare la TARI 2020.

Dalla Vecchia: “Un costo per quelle aziende che, chiuse, non hanno fatturato e quindi nemmeno prodotto rifiuti”

Imprese ferme, attività ai minimi, minor quantitativo di rifiuti. Proprio seguendo questa “filiera” Confartigianato Imprese Vicenza si è subito mossa affinché si individuassero strumenti volti a mitigare degli effetti economici, per gli utenti e le categorie produttive, derivanti dall’emergenza epidemiologica, tenendo conto del periodo di sospensione delle attività.
“Progressivamente hanno riaperto tutte le imprese alcune, è bene ricordarlo, dopo un fermo anche di due mesi. É il caso del settore della ristorazione e dei servizi alla persona – ricorda Nerio Dalla Vecchia, delegato alle politiche territoriali dell’Associazione -. Da qui la richiesta di Confartigianato Vicenza di rinviare, rimodulare, annullare, tutte quelle tasse a scadenza periodica. La TARI è una di queste. Ci siamo così rivolti ad ARERA, Autorità per la RegolazioneEnergia Reti e Ambiente, che ha accolto la nostra richiesta, segnalata a Governo e Parlamento, ed emanato una apposita delibera che disciplina la riduzione della TARI 2020 per le utenze non domestiche colpite dalla crisi determinata dall’emergenza Covid19”.
Nel documento, ARERA invita i Comuni ad applicare uno scontoalla quota variabile della TARI, quella commisurata alla effettiva produzione di rifiuti urbani e/o assimilati, applicando una distinzione che ricalca quella proposta proprio da Confartigianato. Due le misure suggerite. La prima riguarda tutte le tutte attività soggette per DPCM a sospensione, per lorolo sconto dovrà essere proporzionale ai giorni di chiusura, il cui conteggio spetta all’ente territorialmente competente, e sui quali si applica il fattore di riduzione. In sostanza, per queste utenze è prevista una riduzione “obbligatoria”, da applicare alla parte variabile delle tariffe e da calcolare in modo proporzionato al periodo di chiusura. 

Pronti i protocolli INAIL per le attività di servizio alla persona: la soddisfazione di Confartigianato

“Finalmente!” è con soddisfazione che le categorie del benessere, operatori di acconciatura, estetica e tatuaggio, salutano i protocolli di esercizio definiti oggi (13 maggio, ndr) dall’INAIL a seguito della proposta di riapertura dei saloni e centri di bellezza che, salvo improvvisi peggioramenti epidemiologici, dovrebbero riavviare le loro attività a partire da lunedì 18 maggio. La palla passa ora alle Regioni e nel nostro territorio è nota la posizione più volta espressa dal Governatore Luca Zaia: riaprire il più possibile quelle attività che possono operare in sicurezza.
Notizia vissuta come una liberazione dagli operatori, che vedono finalmente concretizzarsi la possibilità di ritornare a lavorare e di riprendere a curare la bellezza dei loro clienti. “Riteniamo sia stato usato il buon senso, dopo settimane che rivendichiamo la nostra professionalità: pochi altri ambienti di lavoro hanno l’attenzione che noi abbiamo per l’igiene, la sicurezza e la salute di operatori e clienti – affermano in coro Renata Scanagatta e Valeria Ferron, Presidenti delle categorie Acconciatori e Estetica di Confartigianato Vicenza – e le misure contenute nel documento Inail sono in linea con quelle da noi proposte al Governo, ancora a metà mese scorso”. 

Saloni e centri di bellezza si preparano a ripartire e chiedono aperture domenicali per un calendario di appuntamenti che favorisca la massima sicurezza dei clienti

Dal 4 maggio è partita la Fase2, quella della “convivenza” con il Covid 19, e molte aziende hanno già riaperto. Ma, come noto, alcuni settori devono ancora attendere per riprendere l’attività. È il caso delle imprese che si occupano di servizi alla persona, saloni e centri estetici, tra l’altro i primi a chiudere per l’emergenza sanitaria. Ora proprio queste imprese chiedono a gran voce di poter tornare a lavorare prima della data prevista e fissata al 1° giugno. Attualmente l’ipotesi al vaglio del Governo è quella di lasciar decidere alle Regioni, che potrebbero anticipare a metà mese l’apertura.

Dal 4 maggio l’89,1% delle imprese artigiane vicentine riapre

Bonomo: “Ci battiamo per quelle che devono attendere giugno per ripartire e pensiamo anche a come affrontare la ‘nuova normalità’ che ci attende. Al Governo chiediamo: vera liquidità, meno burocrazia”

“Le imprese che in questo momento stanno lavorando, e quelle che il 4 maggio riprenderanno la loro attività, lo stanno facendo in piena sicurezza rispetto agli accordi nazionali del 14 marzo, poi rivisti il 24 aprile. Purtroppo, però, ci saranno alcune categorie di imprese, da quelle dell’acconciatura ed estetica a quelle della ristorazione e del turismo, che ancora non potranno riprendere dovendo aspettare, inspiegabilmente, fino a 1° giugno”. Sono queste le parole del il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Agostino Bonomo, in vista della Fase 2 che nel Vicentino dal 4 maggio vedrà aperte 21.173 imprese artigiane su 23.766, pari all’89,1%; tra quelle che rimarranno chiuse invece l’88,3% sono imprese di acconciatori ed estetica (2.289). 

L’impatto del Covid 19 sull’occupazione dell’artigianato vicentino: da un’indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza le assunzioni registrano un calo del 38,5% nel mese di marzo

“I dati sull’occupazione nell’artigianato vicentino ci confermano quanto temevamo: i trend di febbraio e marzo sono in caduta e registrano un calo del 38,5% delle assunzioni rispetto ad un anno fa. Numeri importanti, e preoccupanti, e mitigati dai non licenziamenti, come stabilito dalla norma in questa eccezionale situazione. L’impatto sul lavoro del Covid 19 nel vicentino è attutito per il fatto che le aziende non sono legate a doppio filo dai flussi del turismo come accade per altre zone della regione. Detto questo, ci attendiamo, quando saranno pronti, numeri ancor più preoccupanti per il mese di aprile”. Così Sandro Venzo, componente della Giunta Provinciale di Confartigianato Vicenza con delega alle Politiche del lavoro, commenta l’indagine condotta dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza sull’andamento dell’artigianato vicentino che ha coinvolto un campione di 1.727 micro e piccole imprese che occupano complessivamente 10.546 dipendenti.