“Boldini e la Moda” a Ferrara, percorso culturale che coinvolge tutti i sensi

Questo è il periodo giusto per visitare le città d’arte. Ferrara è il capoluogo ideale: la vitalità delle sue genti e il suggestivo centro storico offrono sicuramente degli spunti letterari e culinari di particolare interesse. Oltre ai classici monumenti, passeggiate per le vie silenziose del quartiere medievale. Sicuramente scoprirete curiosità che stuzzicheranno la vostra mente. Ma se volete cogliere anche una grande opportunità artistica molto stimolante, proprio in questi giorni è stata aperta (e lo resterà fino al 2 giugno) al Palazzo dei Diamanti, una mostra intitolata “Boldini e la Moda”, un percorso culturale che coinvolgerà tutti i vostri sensi, ammirando ritratti di raffinate signore e gentiluomini dell’alta società, rappresentanti il mondo mondano del tempo, che  emanano un seducente magnetismo che catalizzerà la vostra attenzione.
Giovanni Boldini, affermatosi tra ‘800 e ‘900 a Parigi, crocevia di ogni tendenza del gusto e della modernità, ha immortalato la voluttuosa eleganza delle élite cosmopolita della Belle Époque. Il suo talentuoso pennello ha consegnato alla posterità le immagini dei protagonisti di quell’epoca mitica – da Robert de Montesquiou a Cléo de Mérode alla marchesa Casati – contribuendo a fare di loro delle vere e proprie icone glamour. 
Lo stile originale e innovativo, leggero e provocante di Boldini fu anche il risultato del rapporto che l’artista ebbe con la nascente industria della moda, rapporto messo bene in evidenza in questo percorso espositivo dagli organizzatori della Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna-Museo Giovanni Boldini.
Nelle varie sale sono esposte circa centotrenta opere, ossia grandi tele, disegni e incisioni anche di  Degas, Manet, Sargent, Seurat, Blanche ed Helleu e meravigliosi abiti d’epoca, libri e accessori preziosi. Divisa in sezioni tematiche, ciascuna delle quali fa riferimento a letterati che hanno contribuito a elevare la moda ad elemento fondante delle poetiche della modernità, da Charles Baudelaire a Oscar Wilde, da Marcel Proust a Gabriele D’Annunzio, la mostra rivela con chiarezza  lo stretto rapporto tra arte, moda e letteratura che ha segnato la fine del secolo XIX.