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Leggera flessione (-0,2%) delle imprese artigiane nei primi sei mesi del 2026. In crescita Servizi alle imprese (+0,9%) e alle persone (+0,6%). Cavion: “L’artigianato sta vivendo una profonda trasformazione”

L’andamento delle imprese nel I semestre del 2026 rispecchia sostanzialmente quello dell’occupazione di analogo periodo, ovvero una sostanziale stabilità. Dalla periodica analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza, emerge che a fine giugno 2026 in provincia di Vicenza le imprese artigiane sono 22.436, con un saldo negativo di 35 unità, risultato delle 824 nuove iscrizioni e 859 cessazioni realizzate nella prima metà dell’anno, per un tasso pari a -0,2%. Il totale imprese vicentine, invece, mostra un saldo positivo nei primi 6 mesi dell’anno, +53 unità, variazione pari a +0,1%.

Passando ad analizzare la variazione settoriale, si rileva il proseguire della fase di selezione nel Manifatturiero (-1% nel I semestre 2026, in linea con il -0,8% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente) e una leggera flessione delle Costruzioni

(-0,2%). Variazioni positive, invece, nei comparti di servizi: i Servizi alle imprese segnano una variazione pari a +0,9% e i Servizi alle persone crescono del +0,6%.
Tra i Servizi alle imprese, si nota un aumento delle attività artigiane digitali che crescono del 3,2% pari a +10 imprese.

Esplorando il dettaglio della forma giuridica, si osserva che a pesare sul saldo negativo di imprese sono le società di persone che presentano un tasso pari a -1,8%.

Le ditte individuali e le società di capitali, invece, entrambe con un saldo positivo, mostrano un tasso, rispettivamente, del +0,1% e +0,2%.

A livello territoriale, il tasso di variazione negativo più intenso si osserva nell’area dell’Alto vicentino pari a -0,5% con un saldo di -27 unità, seguita dal Nord est vicentino con un tasso del -0,2%, pari a -11 unità. Le altre aree sono sostanzialmente stabili.

Tra i Raggruppamenti si evidenziano i cali a Schio (-1,5%, pari a -23 unità), Arsiero

(-1,4%, pari a -4 unità) e Arzignano (-0,8%, pari a -9 unità), mentre si rilevano crescite delle imprese artigiane a Barbarano Mossano (+1,1%, pari a +7 unità), Camisano Vicentino (+0,4%, pari a +6 unità), Asiago (+0,4%, pari a +2 unità) e Valle Agno (+0,3%, pari a +5 unità).
«Sull’artigianato pesano molte incognite e molte trasformazioni. Le prime sono la nota situazione internazionale e gli alti costi delle forniture energetiche, con picchi davvero preoccupanti. Per quanto riguarda le trasformazioni, la nuova geografia dei mercati internazionali, l’erosione che subiscono alcuni comparti da parte di Paesi che producono con regole di mercato diverse e discutibili, l’applicazione dell’AI in alcune fasi di produzione, richiedono agli imprenditori investimenti di tempo e denaro. Senza contare che molte attività non trovano chi possa raccoglierne il testimone in ottica di continuità d’impresa e quindi chiudono – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion-. A fare le spese di tutto ciò sono soprattutto le aziende di produzione mentre, come si vede dai dati del nostro Ufficio Studi, tengono le imprese di servizi che supportano altre realtà, o si rivolgono a un pubblico territorialmente vicino».
Per quanto riguarda l’Edilizia, dopo il boom del Superbonus vediamo che il comparto tiene, questo può voler dire anche che il pubblico ha capito l’importanza del recupero e della ristrutturazione degli immobili soprattutto, viste le ultime bollette, in ottica di risparmio energetico». «Vedremo ora cosa ci attende la seconda parte dell’anno. Tra i primi appuntamenti importanti c’è quello della Fiera dell’Oro, una vetrina importante per un settore che sta conoscendo un momento di difficoltà. Fare previsioni di qualsiasi tipo è davvero impossibile. L’impegno di Confartigianato è quello di accompagnare le imprese nella loro attività favorendo anche momenti di incontro e confronto per capirne le reali e concrete esigenze», conclude Cavion.

Comunicato 96