I dati sul turismo confermano la crescita degli arrivi nel vicentino. Malinverni: «Fondamentale valorizzare il territorio e ampliare le esperienze anche in un’ottica di ‘filiera’»
Piace il Veneto e piace Vicenza. Anche il capoluogo berico infatti si conferma meta turistica sempre con segno più davanti. Dai dati Istat, rielaborati dalla Regione Veneto, si rileva che nel 2025 in provincia di Vicenza le presenze turistiche hanno raggiunto i 2 milioni 359 mila, di cui 1 milione 563 mila di italiani (66,2%) e 797 mila stranieri (33,8%). Nel 2025 le presenze nel vicentino crescono dell’1,6% su base annua, variazione quasi doppia rispetto al +0,9% registrato a livello regionale, grazie ad un maggior dinamismo dei turisti italiani che aumentano del 2%, mentre gli stranieri crescono dello 0,7%. Anche rispetto al 2019, anno precedente la pandemia, nel vicentino si osserva un maggior dinamismo dei turisti italiani, aumentati dell’11,1%, mentre gli stranieri recuperano nel 2025 i livelli pre pandemia (+0,1% sul 2019).
Ma da dove arrivano i turisti stranieri? I primi tre paesi di provenienza sono Germania con il 12,7% del totale delle presenze straniere, Stati Uniti d’America (11,6%) e Francia (6%). Il minore dinamismo dei turisti stranieri è imputabile al forte calo registrato per i turisti statunitensi che nel 2025 scendono del 15,7% in un anno, e arrivano al 2° posto della classifica dei paesi di provenienza dei turisti, ed anche sotto i livelli delle presenze del 2019 (-8,9%). Crescono a doppia cifra, invece, le presenze di turisti da Polonia (+16,1%), Austria (+15,7%), Romania (+10,7%) e Cina (+10,6%). In merito a questi ultimi va però osservato che nonostante le forti crescite degli ultimi 2 anni, le presenze di turisti cinesi sono ancora lontane dai livelli pre pandemia (-57,2%).
A livello comunale, il capoluogo attira quasi un quarto (23,2%) delle presenze del totale provincia, seguono Asiago con il 13,5%, Bassano del Grappa (8,0%), Roana (6,8%) e Montecchio Maggiore (5,5%).
Nel 2025 i 7 comuni dell’Altopiano di Asiago superano la soglia delle 600mila presenze turistiche, precisamente 610.051, e arrivano a rappresentare il 25,9% del turismo provinciale, superando la città di Vicenza. Rispetto al 2024, le presenze turistiche in Altopiano sono cresciute del 4,7%, quasi 3 volte tanto la crescita registrata a livello provinciale, e in accelerazione rispetto al +1,8% registrato nel 2024.
«Rispetto ai dati dello scorso anno, la sensazione è che quest’anno a causa dell’erosione del potere di acquisto delle famiglie, le presenze, ovvero di chi si ferma per qualche giorno, non stiano decollando. Notiamo piuttosto un aumento dei visitatori in giornata. L’impegno di Confartigianato, e della comunità, per favorire il richiamo nei nostri territori è costante ma le variabili che incidono sulla durata delle vacanze sono evidentemente anche altre», commenta il presidente del Raggruppamento di Asiago, Ferruccio Salvetti.
Tra i principali comuni per presenze turistiche in provincia, si rilevano le maggiori crescite a Tezze sul Brenta (+23,3%), Roana (+10,3%) e Bassano del Grappa (+9%), mentre si osservano cali delle presenze turistiche a Montecchio Maggiore (-10%), Altavilla Vicentina (-8,4%), Creazzo (-7,7%), e Vicenza (-4,1%).
Sul versante dell’offerta, a marzo 2026, le imprese artigiane operanti in settori di attività interessati dalla domanda turistica sono 3.075, pari al 13,7% dell’artigianato totale, e danno lavoro a 12.052 addetti, pari al 19,9% dell’occupazione artigiana.
In chiave settoriale il comparto principale è Altre attività manifatturiere e dei servizi che conta 1.047 imprese (34,0% delle imprese artigiane del settore) e comprende importanti attività dell’artigianato nella fotografia, cornici, gioielleria e bigiotteria, ceramica e vetro, lavorazione artistiche del marmo, del ferro, del rame e dei metalli, cure per animali domestici, centri benessere e palestre. Seguono le 586 imprese dell’Abbigliamento e calzature (19,1%) che contribuiscono al nostro successo nel mondo della moda che è tra i comparti più rappresentativi all’estero del made in Italy e dello stile italiano. A seguire 419 Ristoranti e pizzerie (13,6%), 414 imprese dell’Agroalimentare (13,5%), 191 Bar, caffè e pasticcerie (6,2%), 212 imprese del Trasporto delle persone (6,9%) che integrano l’offerta dello spostamento dei turisti, 141 imprese di Prodotti editoriali (4,6%) e 65 imprese di Attività ricreative, culturali e intrattenimento (2,1%).
«I dati rimangono positivi considerata anche la situazione internazionale che rende incerta anche la programmazione e gli spostamenti per le vacanze – commenta Christian Malinverni, componente della Giunta di Confartigianato Imprese Vicenza con delega al Turismo-. Questo vale per tutti, che poi i nostri connazionali preferiscano passare qualche giorno alla scoperta delle bellezze locali è una buona notizia soprattutto per l’effetto condivisione dell’esperienza, anche attraverso i social, che può invogliare altri a passare qualche giorno dei nostri territori. La capacità delle realtà imprenditoriali legate al turismo deve essere quindi quella che rinnovare proposte ed esperienze coinvolgendo tipologie di vacanzieri diversi. Il vicentino è ricco di mete di varia natura che vanno adeguatamente promosse anche creando ‘filiere’ con altre realtà imprenditoriali». «E’ anche questo che propone ViArt, il sito di Confartigianato Vicenza dedicato all’artigianato artistico: esperienze uniche, anche in bottega, alla scoperta non solo delle bellezze storiche, architettoniche e naturali, ma anche delle tante eccellenze artigianali di cui è ricca la nostra provincia», ricorda Malinverni.
