Sostanziale stabilità dell’occupazione nell’artigianato vicentino. I dati del I semestre 2026 registrano una variazione del -0,2% Cavion: “Dinamiche di varia natura influenzano i numeri. Una cosa rimane chiara: dobbiamo raccontare meglio ciò che sappiamo fare, soprattutto ai giovani”
Sostanziale stabilità del mercato del lavoro nell’artigianato vicentino. I dati del I semestre 2026, infatti, confermano una certa staticità: dopo le variazioni del -0,1% a giugno 2025 e del +0,1% a fine 2025, a fine giugno 2026 si rileva un -0,2% rispetto ad un anno prima. È quanto emerge dall’indagine congiunturale semestrale sull’andamento dell’artigianato vicentino realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza, analisi che ha coinvolto 1.654 micro e piccole imprese che occupano 10.575 dipendenti. Cambiano invece le variazioni a livello territoriale: l’occupazione dipendente artigiana cresce nell’area di Vicenza(+1,0% rispetto a fine giugno 2025) e leggermente nell’Alto vicentino(+0,2%), mentre risulta in calo l’occupazione nel Nord est vicentino (-0,4%), nell’Ovest vicentino(-0,6%) e, con una flessione più intensa, nell’Area Berica(-1,8%), dopo due semestri con una dinamica positiva.
Al dettaglio delle attività economiche si osserva una crescita dell’occupazione per Trasporti e autoriparazione che segna un +1,6% rispetto ad un anno prima. Stabile l’occupazione nelle imprese di Metalmeccanica, chimica e concia (+0,1%), Benessere e Edilizia e Impianti (entrambi con variazione nulla, 0,0%).
“Sul primo comparto, autoriparazione, i dati indicano una maggiore disponibilità del cliente alla manutenzione dei veicoli magari rinviando l’acquisto dell’auto. Gli altri settori pagano uno scenario internazionale instabile, come metalmeccanica con chimica e concia. Quanto al Benessere le dinamiche che lo interessano sono principalmente: il fatto che spesso le neo assunte dopo un certo periodo aprono attività in proprio e il cronico problema dell’esercizio abusivo delle professioni. Infine l’edilizia che pare interessi a pochi, nonostante un incremento progressivo degli stipendi. Per questi motivi la stabilità può essere letta in positivo: i fenomeni citati, infatti, avrebbero potuto avere ricadute più pensanti sugli artigiani. Non a caso molte categorie, tra cui il settore edile, si stanno già attivando nel raccogliere spunti utili per capire come rendere i mestieri del settore più attrattivi per le nuove generazioni e valorizzare al meglio il personale già inserito, organizzando momenti di confronto e di ascolto con i loro collaboratori”, commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion.
In forte calo l’occupazione di Artigianato artistico e Orafo (-3,4%), per il difficile momento che sta vivendo il settore, in particolare nel mercato mediorientale, mentre diminuzioni più contenute si osservano per Legno e Arredo (-1,3%), Comunicazione e ICT (-1,2%), Alimentazione (-1,1%), e Moda (-0,7%).
Si conferma la dinamica per genere osservata già a fine 2025: l’occupazione dipendente femminile registra una flessione pari a -1,9%, variazione quasi doppia rispetto al -1% di fine 2025, mentre l’occupazione maschile è in aumento dello 0,8%, confermando il +0,7% di fine 2025.
“Sul coinvolgimento nel mondo del lavoro delle donne va fatta una riflessione che tocca tanto il mondo imprenditoriale che quello politico istituzionale: a fianco, infatti, degli sforzi di lavoratrici e di imprenditori e imprenditrici, anche il decisore politico deve fare la sua parte per favorire non solo l’inserimento, ma anche la stabilità della presenza femminile nel mondo del lavoro”, aggiunge Cavion.
Quanto alla nazionalità dei lavoratori si conferma la dinamica osservata a fine 2025: a giugno 2026 i dipendenti italiani sono in calo dell’1,0% (era -0,6% a fine 2025), mentre crescono i dipendenti stranieri con un aumento del 5% rispetto ad un anno prima (era +4,7% a fine 2025).
“Constatato il fatto che, come già detto qualche tempo fa, si è raggiunto oramai il plateau degli occupati, il calo demografico inizia a farsi sentire e quindi i lavoratori arrivano da altre realtà geografiche o sono over 50 – prosegue Cavion-. In quest’ultimo caso a fare la differenza è anche il peso dell’esperienza che viene valorizzata e che rappresenta una risorsa in ottica di trasmissione alle nuove generazioni”.
Le parole del presidente si riflettono nei numeri che registrano una forte contrazione per gli occupati under 30 che segnano un -3,6% rispetto a fine giugno 2025, variazione quasi doppia rispetto al -1,7% rilevato a fine 2025. In leggero calo gli occupati tra i 30 e 50 anni che segnano un -0,6% (in forte rallentamento rispetto al -3,6% osservato a fine 2025), mentre continuano ad aumentare gli occupati con più di 50 anni che segnano un +3,0% rispetto ad un anno prima, sebbene risulti la crescita più contenuta osservata dal 2014 (anno di inizio rilevazione). Continua la contrazione degli apprendisti che a giugno 2026 registrano un calo pari a -7,0% rispetto ad un anno prima. Crescono, invece, gli operai (+0,8%, in linea con il +0,6% osservato a fine 2025), e gli impiegati (+0,6%, in rallentamento rispetto al +2,7% rilevato a fine 2025).
“A parte il contesto, c’è da fare una riflessione su come rilanciare il mondo della piccola impresa. In troppi, soprattutto giovani, poco conoscono del mondo dell’artigianato o ne hanno un’idea ‘vecchia’. L’artigiano porta con sé tradizione locale e saperi che si tramandano e nel contempo è un imprenditore che investe in innovazione, attento ai temi della sostenibilità, che nei suoi collaboratori riconosce una componente importante, anche in termini di sviluppo e crescita. La dimensione dell’impresa artigiana è spesso scelta per preservare alcune peculiarità di lavorazione e prodotto, ma ciò non significa non sapere evolvere. È questo il messaggio che vorremmo arrivasse forte e chiaro anche a famiglie e studenti soprattutto nella fase di orientamento”, conclude Cavion.
Comunicato 93
