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GIOVEDI’ 25 NOVEMBRE CONFARTIGIANATO VICENZA FA IL PUNTO SULLA SITUAZIONE DEL SETTORE EDILE

22/11/2010GIOVEDI' 25 NOVEMBRE CONFARTIGIANATO VICENZA FA IL PUNTO SULLA SITUAZIONE DEL SETTORE EDILE«La riconferma dell'ecobonus del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e delle abitazioni (anche se spalmato in 10 anni) è una assunzione di responsabilità da parte del Governo che per il Veneto vale doppio». Questo il commento dei presidenti di Confartigianato Vicenza delle categorie Edili,  Installatori Impianti, Legno e Servizi e Affini per l'Edilizia, vale a dire Virginio Piva, Maurizio Pellegrin, Giancarlo Gili e Gianfranco Fantin in merito al testo della Legge di Stabilità. «Avevamo denunciato sin dall'inizio dell'anno – proseguono i quattro dirigenti – che il mancato rinnovo sulla detrazione del 55% avrebbe comportato, oltre ad entrate inferiori per il fisco, un effetto dirompente sul piano casa regionale azzoppandolo proprio nel momento in cui dovrebbe entrare nella fase di massimo utilizzo. Una dimenticanza che ci sarebbe costata carissima. Dal nostro osservatorio CEAV-Cresme, che monitora costantemente il flusso delle domande, stimiamo infatti che entro luglio 2011 saranno attivati 36.000 cantieri, tra residenziale e non residenziale per un valore di circa 1,2 miliardi di euro. Cifre che rischiavano di essere dimezzate».«Nonostante i segnali di ripresa, la crisi del settore edile continua e desta forte preoccupazione anche per la sopravvivenza delle nostre imprese – continuano Piva, Pellegrin, Gili e Fantin-. Questo, in un mercato divenuto sempre più difficile: giorno dopo giorno, infatti, le nostre aziende rischiano di perdere le posizioni guadagnate in molti anni di attività, minacciate anche da una burocrazia esasperante che costringe ad adempimenti spesso di dubbia utilità. O da provvedimenti, come la ritenuta automatica del 10% sui bonifici effettuati dai clienti in relazione a lavori per cui si usufruisce del "bonus fiscale" del 55% o del 36%: un'operazione che, oltre a creare problemi di liquidità alle imprese in un periodo in cui le banche concedono sempre più difficilmente credito, mina la redditività delle aziende, già compromessa da margini di guadagno sempre più esigui». È per questo motivo che, nell'ambito di una iniziativa lanciata a livello veneto, Confartigianato Vicenza ha organizzato un incontro per analizzare, dati alla mano, cosa sta succedendo nel nostro territorio, quali sono le prospettive e quali proposte si vuole portare sui tavoli di rappresentanza, sia regionali che nazionali. L'appuntamento si terrà giovedì 25 novembre, alle 18.30, al Centro Congressi Confartigianato di via Fermi a Vicenza.Durante l'incontro, si analizzerà lo stato di salute dell'edilizia e dei settori collegati, punto di partenza per avanzare proposte alla Regione e al Governo. Verranno illustrate inoltre le richieste alla base della manifestazione nazionale in programma a Roma il 1° dicembre:  sbloccare i pagamenti per le imprese oggi vincolati dal Patto di stabilità, anche per consentire alle stesse il pagamento delle forniture e dei servizi utilizzati. Allentare i vincoli del Patto per gli enti virtuosi al fine di finanziare interventi legati alla tutela e messa in sicurezza del territorio, del patrimonio edilizio e dei beni culturali e artistici;  rendere disponibili le risorse destinate dal Cipe alle priorità infrastrutturali, a partire dalle piccole e medie opere ed edilizia scolastica; puntare su processi di semplificazione amministrativa rafforzando i controlli di sicurezza e regolarità; eliminare le penalizzanti distorsioni fiscali esistenti nel settore immobiliare (vedi l'Iva sull'invenduto dopo 4 anni) nell'ambito di una riforma del fisco orientata allo sviluppo e più equa per lavoratori, imprese e cittadini; rilanciare strumenti di investimento nelle infrastrutture e nell'immobiliare; attivare strumenti di lotta all'illegalità e promuovere la qualificazione con procedure esigibili e chiare in collaborazione con le imprese e i lavoratori, senza penalizzare la quotidiana operatività delle imprese corrette; estendere anche alle imprese artigiane edili gli ammortizzatori sociali definiti per l'industria.Al Governo e alla politica si chiederà dunque, a Roma, un forte impegno di rilancio del settore, proprio a partire dalle priorità sopra indicate.