BASILEA2: DA VINCOLO A OPPORTUNITA’ PER LE PMI DEL VENETO

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05/12/2006BASILEA2: DA VINCOLO A OPPORTUNITa’ PER LE PMI DEL VENETO_x000D_
"Come cambieranno i rapporti tra banche e Confidi, con l’entrata in vigore di Basilea 2? Soprattutto: quali strategie vogliono mettere in atto banche e Confidi, per permettere alle imprese di trarre il massimo vantaggio da Basilea 2? All’argomento dedica un convegno il Consorzio Regionale di Garanzia per l’Artigianato (CRGA) del Veneto: "Banche e Confidi, prospettive e sinergie" il titolo. L’appuntamento è per giovedì, 7 dicembre, a Cortina. A discutere dell’argomento saranno, per il sistema bancario: il Direttore Generale della Federazione veneta delle Banche di Credito Cooperativo, Andrea Bologna, il responsabile Small Business della Direzione Marketing Retail di Banca Intesa, Nicola Generani, Giuseppe Giordano della Direzione Retail & Private di SanPaolo IMI, il responsabile ufficio Risk Management della Banca Popolare di Vicenza, Luciano Menarin e Raffaele Persico responsabile Confidi e Alleanze della Direzione Generale Unicredit Banca. Il mondo dei Confidi sarà rappresentato dal presidente del CRGA Veneto, Mario Citron e dal direttore Vito Sanfilippo, dal coordinatore Fedart Fidi, Tino Vaccari, dal responsabile nazionale del credito per la Confartigianato, Matteo Morandi. Parteciperanno anche gli assessori regionali del Veneto Marialuisa Coppola (bilancio) e Fabio Gava (economia). Concluderà i lavori il presidente regionale della Confartigianato del Veneto, Vendemiano Sartor. A far da moderatore dei lavori, il giornalista Fabrizio Stelluto.Basilea 2 richiede, in estrema sintesi, che le banche accertino in modo più preciso, rispetto alle regole esistenti, i rischi connessi ai finanziamenti che erogano. I possibili metodi di calcolo dei rischi sono tre: il metodo standard che prevede l’utilizzo dei rating delle agenzie esterne per la definizione delle ponderazioni da applicare ai singoli debitori; il metodo dei Rating interni di base con il quale l’Istituto si deve calcolare la probabilità di default del debitore mentre gli altri parametri sono dati dalla regolamentazione e il metodo dei rating interni avanzato dove la banca calcola tutti i parametri che definiscono il rischio del debitore.Rispetto a Basilea1, perciò, la nuova regolamentazione prevede la possibilità per le banche di valutare meglio il rischio di un singolo prestito e quindi di differenziare gli accantonamenti patrimoniali: per un prestito ad un’impresa più rischiosa la banca dovrà accantonare più capitale mentre per un prestito ad un’impresa più affidabile e meno rischiosa la banca potrà accantonare una quota di capitale minore.Basilea 2 prevede anche che le banche possono calibrare i requisiti patrimoniali attraverso opportuni strumenti di mitigazioni del rischio quali le garanzie. Anche le garanzie dei Confidi possono essere riconosciute da Basilea 2 come idonee a ridurre il rischio delle esposizioni delle banche.I confidi che si trasformeranno in intermediari finanziari potranno far riconoscere le proprie garanzie ma dovranno sottoporsi a regole di vigilanza prudenziale equivalenti a quelle delle banche e perciò operare sotto il controllo di Banca d’Italia."In questo contesto normativo -spiega Mario Citron- noi abbiamo messo a punto e stiamo realizzando una strategia in più punti, finalizzata a fornire le massime garanzie alle imprese nostre socie. Innanzitutto, c’è la trasformazione dei Confidi in intermediari finanziari: un Confidi che rientra nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 del Testo Unico Bancario qualifica sé stesso, e contemporaneamente qualifica le garanzie che offre alle banche. Secondo: abbiamo definito un modello di scoring aziendale, proprio per essere in grado di valutare in modo ottimale il rischio della garanzia che forniamo alle imprese. Si tratta di una griglia, messa a punto da un gruppo di lavoro formato dai nostri tecnici, docenti universitari ed esperti di alcune banche.Terzo, è il passaggio che intendiamo approfondire con gli Istituti di Credito al convegno di Cortina: come intendono gli istituti di credito valorizzare le garanzie dei Confidi che diventano intermediari finanziari? E qual è la loro disponibilità a condividere il modello di scoring aziendale che abbiamo realizzato con i contributi professionali esterni dei quali ho fatto cenno? Adesso la parola passa agli istituti: non abbiamo scelto a caso i nostri interlocutori, sono quelli con i quali i Confidi che fanno capo al CRGA hanno la gran parte dell’ operatività. Dunque, sono interlocutori che conosciamo e che ci conoscono. Il nostro obiettivo più evidente è prefigurare e definire una serie di corrispondenze, il più possibile oggettive, tra il nostro modello di scoring e i loro metodi di calcolo del rating. Ma l’obiettivo di fondo è un altro: poter fornire alle piccole e micro imprese, che sono la grandissima maggioranza del nostro sistema economico, gli strumenti conoscitivi e operativi e il supporto tecnico per ottenere da Basilea 2 i vantaggi che può procurare alle aziende, in termini di affidabilità e di costi del credito".A questa sollecitazione Luciano Menarin commenta così: "E’ una novità di estrema importanza per le banche italiane, soprattutto per quelle maggiormente legate al territorio e fortemente orientate al finanziamento delle piccole imprese come la Popolare di Vicenza, quella di ottenere una riduzione della ponderazione, quindi requisiti patrimoniali ridotti, sui prestiti coperti da garanzie personali rilasciate dai Confidi intermediari finanziari vigilati. E’ di estremo interesse anche la possibilità di condividere i criteri di valutazione dei clienti comuni e, in particolare, i modelli di rating che ne stanno alla base, ricordando comunque che ogni istituzione deve essere assolutamente autonoma nei metodi e negli strumenti di valutazione della propria clientela".Giuseppe Giordano ricorda invece che "Il Gruppo Sanpaolo IMI ha sviluppato una nuova metodologia operativa che permette di accompagnare i Confidi in un percorso di crescita sostenibile a vantaggio delle Imprese. Per il Confidi diventa imprescindibile rilasciare garanzie che possano essere valorizzate dalla Banca per migliorare le condizioni economiche di accesso al credito delle piccole e medie imprese associate. Le avanzate tecniche di misurazione del rischio di credito e i modelli di pricing permettono alla Banca divalorizzare in modo trasparente l’effetto della garanzia sul costo dei finanziamenti. Un Confidi solido permette alla Banca di ampliare e migliorare la propria offerta commerciale di prodotti di finanziamento alle Imprese".L’arrivo di Basilea2 (peraltro rinviato al 2008) per le Banche di Credito Cooperativo che adotteranno un sistema non basato sui rating interni, commenta Andrea Bologna, non muterà il valore assegnato alle garanzie dei Confidi della Confartigianato con riferimento alla mitigazione "in concreto" del rischio di credito, ciò grazie alla solidità patrimoniale che li caratterizza, unito alla loro capacità nella valutazione del cliente artigiano, grazie anche agli strumenti informatici di valutazione utilizzati. Tale capacità, per quanto non possa sostituirsi al giudizio delle Banche, indubbiamente facilita il lavoro di queste ultime. L’arrivo di Basilea2, peraltro, potrà far considerare rilevante anche l’effetto di minore ponderazione (al 20%) per le garanzie fornite da quei Confidi che diverranno intermediari finanziari vigilati, specie per alcune Bcc/Cra venete che, in relazione alla loro crescita intensa, hanno un coefficiente di solvibilità più ridotto"."Unicredit è molto interessata al "sistema Confidi" in ogni sua peculiarità, afferma Raffaele Persico; oltre a valorizzare la garanzia confidi nell’ambito del metodo avanzato di internal rating da noi adottato, crediamo importante costruire un sistema efficiente di rendicontazione degli attivi garantiti tale da assicurare efficaci controlli sulle singole posizioni e sull’assetto gestionale di portafoglio nonché alla predisposizione di prodotti finanziari in grado di ottimizzare il mix garanzie prestate/patrimonio. Credo inoltre che le banche debbano valorizzare appieno il prezioso patrimonio conoscitivo che i confidi detengono sia a livello di imprese che di territorio. Quindi, dal nostro punto di vista, nel rispetto dei ruoli tra confidi e banca, sono auspicabili forme di collaborazione che, utilizzando tale patrimonio conoscitivo, consentano di ridurre sovrapposizioni e duplicazioni nella valutazione delle imprese". "Penso che Banca Intesa, ma presumo che questa sia una convinzione unanimemente condivisa, non possa nè voglia ignorare lo sforzo di carattere culturale, organizzativo e finanziario che stanno attualmente sostenendo i Confidi per trasformarsi in intermediari finanziari", afferma Nicola Generani. La valorizzazione delle loro strutture per una migliore valutazione delle imprese, per una puntuale analisi delle necessità e della effettiva meritorietà delle stesse, deve trovare un corrispettivo nelle modalità di concessione del credito e del suo costo. Quali le possibili sinergie che possono essere attivate? Sicuramente quelle già ben note negli ultra decennali rapporti di collaborazione in essere cercando di valorizzare al meglio i rispettivi ruoli di profonda conoscenza della specificità del mercato di riferimento propria dei Confidi da sposare con la capacità e la professionalità di una banca nell’erogare il credito."_x000D_
 

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