
Caregiver, sostegno alle famiglie
ANAP e Confartigianato Veneto: positivo il percorso della legge regionale, ora servono risorse crescenti
ANAP Confartigianato Persone Veneto e Confartigianato Imprese Veneto stanno seguendo con attenzione i lavori del Consiglio regionale sulla legge dedicata al caregiver familiare e guardano con fiducia all’approvazione bipartisan del provvedimento. Un passaggio atteso, che per le due organizzazioni rappresenta un importante riconoscimento del ruolo di chi ogni giorno si prende cura di una persona fragile o non autosufficiente.
Riconoscere il caregiver nella rete di assistenza
La legge prevede interventi di supporto, formazione e sollievo, oltre al coinvolgimento del caregiver nella rete dei servizi. Particolare apprezzamento viene espresso per le misure che prevedono supporto psicologico, interventi di sollievo e la possibilità di portare al domicilio alcune prestazioni specialistiche, riducendo gli spostamenti e il carico organizzativo sulle famiglie.
Positivo anche il riconoscimento delle competenze acquisite durante il percorso di cura, che può favorire il successivo reinserimento lavorativo.
«È un aspetto particolarmente importante – aggiunge Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto – perché chi per un periodo si allontana dal lavoro per assistere un familiare acquisisce competenze, responsabilità e capacità organizzative che devono poter essere riconosciute e valorizzate anche quando arriva il momento di rientrare nel mondo professionale».
Per ANAP e Confartigianato Imprese Veneto il riconoscimento del caregiver deve accompagnarsi a risorse crescenti e a una rete di servizi capace di sostenere concretamente le famiglie.
Meno lavoratori domestici, più bisogno di assistenza
In Veneto la dimensione del fenomeno è rilevante: si stimano oltre 600 mila caregiver familiari e più di 328 mila anziani over 65 non autosufficienti. E mentre aumenta il bisogno di assistenza, diminuisce la disponibilità di lavoro domestico regolare.
Secondo i dati Istat richiamati da Confartigianato Imprese Veneto, in quattro anni in Veneto sono venuti a mancare oltre 16 mila lavoratori domestici regolari. A livello nazionale, nello stesso periodo, la diminuzione dei lavoratori domestici regolarmente registrati è stata di circa 173 mila unità.
«Questi numeri ci dicono che non possiamo pensare di affrontare la crescita della non autosufficienza semplicemente aumentando il carico sulle famiglie – sottolinea Roberto Boschetto –. La legge veneta va nella direzione di riconoscere il caregiver e integrarlo nella rete dei servizi. A livello nazionale, invece, l’accesso ai contributi economici è legato a requisiti molto stringenti. La non autosufficienza riguarda tutti: è una questione di welfare e di responsabilità collettiva, che coinvolge le famiglie, il mondo del lavoro e le imprese».
Una sfida destinata a crescere
L’invecchiamento della popolazione rende la sfida sempre più urgente. Il Veneto conta circa 4,85 milioni di abitanti e un indice di vecchiaia del 203%; entro il 2050 gli over 65 supereranno il 34% della popolazione regionale, mentre crescerà significativamente anche la fascia degli over 80.
Un anziano non autosufficiente riceve oggi in media appena 16 ore di assistenza domiciliare l’anno, contro le 150 garantite mediamente in Danimarca.
Una strategia più ampia sulla non autosufficienza
Per ANAP Confartigianato Persone Veneto e Confartigianato Imprese Veneto, la legge regionale dovrà inserirsi in una strategia più ampia, sostenuta da risorse certe e strutturali anche a livello nazionale. La non autosufficienza è infatti una questione di welfare che richiede una responsabilità condivisa tra Stato, Regioni e sistema dei servizi.
In questa direzione si collocano le proposte del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, promosso da 61 organizzazioni della società civile, che prevede per il 2027 un primo investimento di 1.047,8 milioni di euro, nell’ambito di un percorso triennale per rafforzare i servizi e ridurre le disuguaglianze territoriali.






