Aumento medio in bolletta del 12% in luglio. Senza contare i consumi per il caldo. Cavion: “Serve una strategia a lungo termine. Il nostro auspicio è che si si intervenga sul marginal price e si attui una politica che incentivi l’autoproduzione”
Caldo torrido e impianti di climatizzazione e rinfrescamento in funzione a pieno regime. La canicola estiva si farà sentire anche in bolletta soprattutto perché l’andamento dei costi energetici, legato alle situazioni di conflitto in corso e al blocco dello Stretto di Hormuz dove passa il 20% del GNL mondiale, è preoccupante.
«Le conseguenze di tutto questo si riscontrano quotidianamente nel carrello della spesa, nel carburante e nelle bollette di energia elettrica e gas – commenta Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza-. Per capire l’impatto del costo delle forniture energetiche, il CAEM, Consorzio che negozia le tariffe per le forniture di gas ed energia alle imprese, ha analizzato l’andamento mensile dei costi per kWh a carico di alcune aziende. Ne emerge una situazione a dir poco sconfortante».
Un’azienda della lavorazione della pelle, ad esempio, a luglio pagherà il 14,2% in più rispetto a giugno per l’energia elettrica, per un’impresa della metalmeccanica siamo a +10,3%, per una della lavorazione del legno al + 10%, e per un’attività di acconciatura al +8,7%. Prendendo poi in considerazione il periodo aprile luglio siamo a un aumento medio tra il 15 e il 20%. E per le famiglie non cambia molto.
«Per quanto il CAEM possa fare, negoziando le tariffe per le sue 7.500 imprese presenti in tutta Italia, gli aumenti rimarranno comunque visibili. Nonostante però il continuo saliscendi dei costi del mercato, nel 2025 il risparmio per le aziende consorziate è stato di circa 5,4 milioni di euro, con una media di 800 euro per impresa – continua Cavion-. In pratica sono stati ridotti i costi della bolletta annuale del 8% rispetto ai costi medi del mercato, e del 15% circa rispetto al costo della materia prima. Questo significa che nel 2025 le 2.617 imprese vicentine aderenti al Consorzio hanno complessivamente risparmiato 2,1 milioni di euro. Cifra alla quale vanno aggiunti altri 2,4 milioni risparmiati dalle 14.000 famiglie vicentine che hanno stipulato i contratti di fornitura usufruendo dell’accordo tra Confartigianato Vicenza e Magis Energia, attivo da anni. Denaro che rimane nel territorio».
Quella degli aumenti dei costi energetici è una situazione sulla quale il Governo sta ponendo attenzione. Spiega Cavion «Serve una strategia di ampio respiro. Nell’immediato è necessario un intervento emergenziale, per quanto possibile, per una riduzione delle tariffe elettriche. L’altro passo è quello che ribadiamo da tempo: la necessita di superare l’impostazione del prezzo marginale (marginal price) che sta facendo pagare a caro prezzo l’elettricità utilizzata da tutti. Il prezzo marginale è il prezzo della borsa elettrica che viene determinato sostanzialmente dalla centrale di produzione più onerosa. Riteniamo invece più equo che il prezzo dell’energia venga definito sulla base della media ponderata tra le centrali che offrono in borsa l’energia da loro prodotta. Ci rendiamo conto che sul tema ci siano diversità di vedute e interessi, ma è evidente che non è giusto pagare il prezzo di produzione di energia calcolato sul sistema più costoso, ovvero quello del gas. Accanto a questo poi, bisogna “spingere” al massimo sulle rinnovabili e sull’efficientamento energetico».
Nel 2024 Confartigianato ha dato vita alla Comunità energetica A-CERTA per autoproduzione e autoconsumo di energia prodotta con pannelli fotovoltaici permettendo anche di intercettare incentivi per gli aderenti alla comunità.
«Chiediamo che una parte significativa dei 14 miliardi di euro, richiesti all’Europa per lo scostamento del bilancio italiano fino al 2028, sia dedicata a sostenere e incentivare aziende e famiglie verso l’autoproduzione di energia elettrica. Auspichiamo che i nostri rappresentanti territoriali al Parlamento si facciano portavoce di questa opportunità – prosegue Cavion-. Dell’interesse verso l’autoproduzione di energia abbiamo avuto prova nell’ultimo anno con i contributi PNRR: molte piccole imprese e molte famiglie si sono dotate di fonti di energia rinnovabili, in particolare di impianti fotovoltaici, per ridurre i costi energetici e per dare un contributo positivo in termini di benefici ambientali e per l’intera collettività. Come Paese dobbiamo renderci quanto più autonomi nella produzione energetica certo con i grandi impianti, senza trascurare la forza di tanti ‘piccoli’ impianti installati sui tetti di aziende e abitazioni».
Comunicato 97
