2012 – From Medea

Compagnia “I Cattivi di Cuore” e “Teatro del Banchéro” (Imperia) diretta da Gino Brusco – di Grazia Versani

STORIA DELLA COMPAGNIA

La compagnia nasce spontaneamente sul finire degli anni ‘80 con l’allestimento di commedie di stampo goliardico e musicale. Nella volontà di crescere qualitativamente, il gruppo si è avvicinato alla prosa fino a decidere di costituirsi come associazione artistica, con il nome “I Cattivi di Cuore”, nel 1995. Nel corso degli anni, la formazione ligure ha prodotto testi di notevole impegno artistico, tra i quali “ Le muse orfane” di Bouchard con cui è giunta in finale in una passata edizione della Maschera d’Oro, oltre a “La cantatrice calva” di Ionesco, “Terapia di gruppo” di Durang, “Mai stata sul cammello” di Nicolaj e “La gabbia” di Massini, fino ad approdare a questo lavoro scritto dalla bolognese Grazia Verasani, attrice, cantante e autrice, nota anche per “Quo vadis, baby?”, romanzo dal quale Salvatores ha tratto l’omonimo film.

TRAMA E NOTE DI REGIA

Quattro donne sono rinchiuse in un carcere psichiatrico per aver commesso infanticidio, alle prese con una pena inflitta dagli uomini e con il senso di colpa che attanaglia le loro coscienze. Rina, Eloisa, Marga e Vincenza. Quattro vite spezzate per averne spezzate altrettante. Dalla convivenza forzata, che a sua volta genera la sofferenza di leggere la propria colpa in quella dell’altra, germogliano amicizie, frammentate confessioni, un confronto mai pienamente consolatorio ma che fa apparire tutte loro come colpevoli innocenti. Grazie alla sospensione del giudizio nei loro confronti queste donne, che pure sono delle assassine, di fatto non ci appaiono mai come tali: anzi, ci piacciono, a tratti ci divertono e finiamo col comprenderle. Un tema duro, difficile, che scava in fondo al nostro animo senza decidere dov’è il giusto, ma aiutandoci a riflettere.