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SIGLATO IL CONTRATTO REGIONALE DELLA CERAMICA

16/09/2010SIGLATO IL CONTRATTO REGIONALE DELLA CERAMICALa dimostrazione concreta di "crederci ancora". Un atto di responsabilità verso le proprie maestranze ed il sistema economico del Veneto. Un "patto" per tentare di rilanciare tutti assieme un mondo che non riesce ad  arginare l'emorragia di posti di lavoro e di talenti. C'è tutto questo e molto altro nel Contratto Regionale Integrativo della Ceramica siglato  nei giorni scorsi tra Confartigianato, Cna e Casa del Veneto e Femca-CISL, Filctem-CGIL e Uilcem-UIL del Veneto. Il rinnovo coinvolge in particolare il distretto di Marostica e Nove nel vicentino dove operano ancora quasi 300 imprese e 800 dipendenti. Hanno commesso una pazzia!  E' questo l'unico giudizio sensato che si potrebbe dare ad una rappresentanza datoriale che stipula il rinnovo di un contratto che impegna per almeno tre anni le imprese di un settore sul quale nessuno punterebbe un euro. «Ma noi artigiani siamo talmente consapevoli del nostro valore e delle nostre straordinarie qualità che non siamo disposti a gettare la spugna». Queste le parole del vicentino Giannino Crestani recentemente chiamato a governare la categoria alla Confartigianato del Veneto: «Negli ultimi quindici anni -spiega Crestani-  il nostro settore ha perduto, silenziosamente, oltre il 65% delle maestranze (diamo lavoro a meno di 800 persone oggi) a cui dobbiamo aggiungere che nel frattempo abbiamo lasciato sul terreno circa 400 aziende. Un "patrimonio" di conoscenza ed imprenditorialità insostituibile. Uno scenario apocalittico che avrebbe demotivato chiunque ma non gli imprenditori artigiani, pronti una volta ancora a rimettersi in gioco siglando un Contratto regionale che è quasi un miracolo».«Un contratto – prosegue Crestani – reso possibile dall'inserimento nel testo di un forte coinvolgimento delle organizzazioni sindacali su tre azioni che possono risultare determinanti per la nostra sopravvivenza. Primo: la promozione del settore attraverso un forte legame con i flussi turistici che interessano il territorio veneto nonché il mondo internazionale  dell'arte. Secondo: il sostegno alla garanzia del vero "made in italy" in particolare attraverso un comune impegno a favore dell'approvazione di un regolamento europeo sull'indicazione di origine obbligatoria sulle merci importate. Ed infine Terzo: il forte impegno a sostenere il rilancio della ceramica attraverso attività specifiche dell'EBAV. In particolare fondi specifici dedicati alle imprese che fanno innovazione del prodotto attraverso il design e un altrettanto importante finanziamento destinato a progetti promozionali per il settore».  «Imprese e lavoratori -conclude Crestani- hanno fatto la loro parte. Mi aspetto ora lo stesso impegno e la stessa concretezza da parte delle istituzioni, in primis la Regione Veneto, le province, le CCIAA e le scuole».