Skip to main content







Semplificazione, è davvero così complicato?

Cavion (Confartigianato Vicenza): “Troppo il peso della burocrazia sulle imprese. Non venga persa l’occasione del PNRR per riformare il Paese”

28 giugno 2022

“238 ore all’anno, ossia 30 giorni lavorativi per adempimenti fiscali e scadenze varie. Questo è il tempo che le imprese sono costrette a ‘rubare’ al proprio business per arricchire le banche dati dell’Amministrazione Finanziaria – sottolinea con decisione Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza -, molto spesso per fornire dati e informazioni che lo Stato già possiede, anche se dagli anni ‘90 si susseguono provvedimenti del Governo che sanciscono il principio che la PA non può chiedere più volte le stesse informazioni ai cittadini; e, a quanto mi risulta, gli imprenditori sono cittadini”.

La presa di posizione si inserisce nel quadro tratteggiato da Confartigianato Imprese, intervenuta in audizione alle Commissioni riunite di Bilancio e Finanze della Camera sul decreto-legge recante misure in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro. Un quadro che vede il nostro Paese, ancora una volta, in una posizione di classifica negativa rispetto alla media dei Paesi OCSE.

SE NE PARLA DA ANNI

“Ormai sono anni che sentiamo parlare di semplificazioni in materia fiscale. Semplificazioni che però non sono mai arrivate – prosegue Cavion -, nemmeno con la fatturazione elettronica e con l’invio telematico dei corrispettivi”. Questi due adempimenti, in particolare, hanno permesso all’Agenzia delle Entrate di incamerare quotidianamente una mole incredibile di dati fiscali: prezzi di vendita, imponibili fiscali, importi di IVA e ritenute, dati di clienti e fornitori, condizioni e sistemi di pagamento.
Dati che consentirebbero un controllo puntuale sul comportamento fiscale delle imprese, ma che ancora oggi, a distanza di quattro anni dall’introduzione della fattura elettronica, restano inutilizzati; tanto è onere del contribuente fornirli nuovamente, quando lo Stato lo richiede. Cosa rende così difficile semplificare la burocrazia che grava così pesantemente sul mondo delle imprese?

BASTA RINVII

“Le semplificazioni devono essere attuate senza ulteriori rinvii, visto che sono uno dei principi contenuti nella legge delega di riforma del sistema fiscale approvata in questi giorni dalla Camera e sono il fondamento delle risorse dedicate al PNRR. Sarebbe davvero una grande occasione mancata lasciare che una riforma così importante e fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese resti solo un insieme di buoni propositi sulla carta – sottolinea ancora Cavion -. Semplificare significa abrogare una serie di “onerosi e inutili adempimenti” a carico delle imprese, introdotti a suo tempo per contrastare le frodi in ambito IVA e oggi sostituibili con i nuovi adempimenti digitali della fatturazione elettronica e dell’invio telematico dei corrispettivi: il regime Iva dello split payment e del reverse charge in edilizia, la ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta, l’obbligo di comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva, l’obbligo di rendere pubblici i contributi ricevuti dalla Pa”.

TEMI CALDI

Sul tema caldo del momento, Confartigianato sollecita anche lo spostamento definitivo al 20 luglio del termine per il versamento delle imposte per i contribuenti per i quali sono elaborati gli Indicatori di affidabilità fiscale (ISA), considerato che ormai da qualche anno assistiamo alle proroghe dell’ultimo minuto, spesso annunciate da comunicati stampa a ridosso della scadenza che non consentono alle imprese e all’associazione che li assiste di pianificare correttamente l’impegno finanziario che ne deriva.

“STAREMO A VEDERE”

“Staremo a vedere se queste 238 ore resteranno tali, oppure scenderanno a un livello più accettabile – conclude Cavion -. Senz’altro le imprese hanno bisogno di dedicarsi al loro fare quotidiano, piuttosto che spendere tempo ed energie per sopperire alle inefficienze dell’apparato statale. La politica non deve mai perdere di vista l’interesse del cittadino in generale e quello di chi, come noi imprenditori, produce valore economico e sociale per le comunità nelle quali opera”.