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OSSERVATORIO CONFARTIGIANATO SULL’IMPRENDITORIA GIOVANILE

Ai giovani manca la voglia di fare impresa?
Non si direbbe, almeno in Veneto. Nel 2010, forse l’anno più difficile per le piccole imprese dall’inizio della crisi, ben 1.336 nuove leve dell’artigianato si sono aggiunte ai piccoli imprenditori under 40 (+2,1%), portando a 64.923 i giovani ‘capitani’ alle cui mani è affidato il futuro della piccola impresa regionale (pari al 10,3% del totale). Un risultato eccellente se si tiene presente che nello stesso periodo il comparto artigiano ha visto mancare all’appello oltre trecento imprese artigiane (-0,2%).
E’ quanto emerge dall’Osservatorio sull’imprenditoria giovanile di Confartigianato realizzato in occasione del Meeting formativo nazionale dei Giovani Imprenditori che si svolge a Treviso al BHR Hotel – Centro Leonardo – Via Postumia Castellana 2 sabato 5 e domenica 6 novembre prossimi dal titolo: “Fare Impresa: distinguersi per non estinguersi”.
I dati collocano il Veneto al secondo posto in Italia dietro alla sola Lombardia per numero di imprenditori e lavoratori autonomi tra i 15 e i 39 anni. Una posizione di rilievo in un Paese, il nostro, primo in Europa sotto questo aspetto. La leadership è confermata dal peso degli imprenditori under 40 sul totale degli occupati della stessa classe di età: 19,8%, una percentuale quasi doppia rispetto alla media europea.
Dove sono – La classifica delle provincie con il maggior numero di artigiani under 40 è guidata da Verona (14.180 imprenditori, pari al 21,8% del totale dei giovani artigiani veneti). Seconda posizione per Padova (12.614 imprenditori, pari al 19,4% del totale) e terzo posto per Vicenza (11.796 imprenditori, pari al 18,2%). Treviso occupa il quarto posto (11.262 gioviani artigiani). Seguono poi Venezia (9.076), Rovigo (3.681) e Belluno (2.314)  
Dove crescono Il saldo positivo veneto del +2,1% perde un po’ della sua valenza messo a confronto con quanto successo in Italia anche se risulta comunque la migliore performance nel Nord Est. A fronte di aumento medio nazionale del 5,2% infatti, è il Mezzogiorno a far registrare nel 2010 la crescita più consistente del numero di giovani artigiani: +8,9%. Segue il Nord Ovest dove la crescita è stata del 6,6%. Chiudono il Centro ed il Nord-Est, con più modesti 2,9% e 1,8%.
Interessante notare come nelle Regioni a Statuto Speciale a noi più vicine, pur a fronte di maggiori incentivi ed agevolazioni per l’imprenditoria giovanile, questa abbia segnato il passo. In Friuli Venezia Giulia gli imprenditori artigiani under 40 sono scesi del 6% ed in Trentino Alto Adige si registra una flessione del 2,5%.
Cosa fanno – I dati di Confartigianato mostrano che il 43,2% dei giovani imprenditori artigiani è attivo nel settore delle costruzioni e il 22,1% nelle attività manifatturiere; questi due comparti, insieme, assorbono quasi i due terzi dell’imprenditoria artigiana giovanile (65,4%). Il resto dei giovani artigiani è in prevalenza a capo di imprese attive nei servizi (12,7%), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motocicli (5,1%) e nel trasporto e magazzinaggio (4,9%).
Sono proprio le costruzioni ad aver fatto registrare il maggiore aumento di giovani imprenditori nel corso del 2010: +20,1%. Invece il manifatturiero si conferma il segmento produttivo che più stenta a riprendersi dai duri colpi della crisi: lo scorso anno i giovani imprenditori artigiani impegnati in queste attività sono diminuiti del 14,4%.
“Fare impresa in Italia non è mai stato facile -dichiara Sandro Venzo, Presidente del Gruppo Giovani di Confartigianato Veneto-. Anche se la voglia di mettersi in proprio non manca, tanti bei progetti si bloccano davanti alle mille barriere che scoraggiano gli aspiranti imprenditori. Le condizioni per lavorare e per aprire un’azienda però, non sono uniformi. La Confartigianato nazionale ha studiato un indice apposito del Lavoro e dell’Imprenditorialità giovanile che vede la Regione Veneto al 4° posto nel ranking nazionale con 662 punti” dietro alla provincia autonoma di Trento, la Lombardia e l’Emilia-Romagna. Confartigianato ha dato i voti alle regioni italiane sulla base di 31 indicatori raggruppati in 5 ambiti: imprenditorialità, mercato del lavoro giovanile, contesto socio-demografico, istruzione e capitale umano, politiche per giovani e imprese. “Dobbiamo consideraci fortunati -prosegue Venzo – di vivere in una delle regioni più  “amiche” dei ragazzi che vogliono mettersi in proprio assieme ai colleghi della Provincia Autonoma di Trento, della Lombardia e dell’Emilia Romagna. La nostra regione in particolare è tra le prime in relazione alle condizioni del mercato del lavoro giovanile, si posiziona a metà classifica per quanto riguarda l’imprenditorialità mentre -conclude Venzo-  risulta tra le più ‘distratte’ sul fronte delle politiche per giovani e imprese. Solo lo 0,1% del PIL regionale viene infatti dedicato alla spesa per funzioni Lavoro, Artigianato e Imprese (siamo ultimi in Italia) ed anche la spesa delle PA per Istruzione e formazione raggiunge solo il 3,0% del PIL (19° posto)”.

Indice Confartigianato del Lavoro e dell’Imprenditorialità giovanile: Regione Veneto: “662”. 4° posizione nel ranking nazionale
I 31 indicatori che compongono l’Indice Confartigianato 2011 del Lavoro e dell’Imprenditorialità giovanile
Di seguito riportiamo gli indicatori su cui l’Indice valuta le condizioni di contesto per il lavoro e l’imprenditorialità giovanile nella regione Veneto, indicando tra parentesi il posizionamento nel classifica tra le 21 regioni e province autonome; ad una alta posizione in classifica corrisponde un alto valore dell’Indice.
CONTESTO SOCIO-DEMOGRAFICO
Giovani che non lavorano e non studiano (NEET: Not in Education, Employment or Training): 13,2% dei giovani tra 15 e 29 anni (3° posizione)
Speranza di vita alla nascita della popolazione: 82,2 anni (5°)
Tasso di fecondità totale: 1,5 nati vivi in media per donne in età feconda (15-49 anni) su totale popolazione femminile (6°)
Indice di vecchiaia al 2010: 139,9, rapporto tra la popolazione con 65 anni e più al 1 gennaio nel 2010 e la popolazione fino a 14 anni, moltiplicato per 100 (7°)
Indice di vecchiaia al 2050: 239,4, rapporto tra la popolazione con 65 anni e più al 1 gennaio nel 2050 e la popolazione fino a 14 anni, moltiplicato per 100 (5°)
Giovani occupati che vivono con i genitori: 61,2% dei giovani tra 18 e 34 anni celibi e nubili che vivono con almeno un genitore (21°)
Quota di utenti di internet: 50,6% della popolazione di 6 anni e più che utilizza Internet (11°)
Mortalità per incidenti stradali: 0,9% di conducenti e passeggeri morti e feriti tra 15 e 29 anni in rapporto alla relativa popolazione (9°)
Difficoltà nel tragitto casa-scuola degli studenti: 15,4% dei bambini dell’asilo, della scuola dell’infanzia e studenti fino a 34 anni che impiega più di 30 minuti per raggiungere la scuola o l’università (11°)

MERCATO DEL LAVORO
Diplomati che lavorano: 63,4% dei diplomati che lavorano a 3 anni dal diploma (2°)
Tasso di occupazione dei giovani 15-24 anni: 30,2% della popolazione tra 15 e 24 anni (2°)
Tasso di disoccupazione dei giovani 15-24 anni: 14,4% delle forze lavoro tra 15 e 24 anni (3°)
Tasso di inattività dei giovani 15-24 anni: 64,8% delle forze lavoro tra 15 e 24 anni (3°)
Peso apprendistato: 11,2% degli occupati tra 15 e 34 anni (6°)
Difficoltà di reperimento del personale: 36,5% delle assunzioni non stagionali previste nell’artigianato per il 2010 che risultano di difficile reperimento (9°)

IMPRENDITORIALITÁ
Tasso di natalità delle imprese: 5,9% di imprese nate in rapporto alla popolazione delle imprese attive (17° posizione)
Tasso di sopravvivenza imprese a 5 anni: 56,6%, dato dal rapporto tra le imprese nate nel 2003 e sopravvissute nel 2008 sul numero di imprese nate nel 2003 (3° posizione)
Peso imprenditori under 40: 8,7% di imprenditori artigiani e commercianti entro i 39 anni sulla relativa popolazione (8° posizione)
Imprese che utilizzano la banda larga: 81,2% del totale delle imprese (11° posizione)

ISTRUZIONE E CAPITALE UMANO
Tasso di partecipazione al sistema di istruzione e formazione: 34,0% dei giovani tra 15 e 29 anni (18° posizione)
Tasso di scolarità per gli istituti tecnici e professionali: 51,6% di iscritti agli istituti tecnici e professionali nell’A.S. 2008/2009 in rapporto alla popolazione tra 14 e 18 anni (8° posizione)Laureati in scienza e tecnologia: 10,3 laureati in Ingegneria, Scienze e tecnologie informatiche, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Scienze statistiche, Chimica Industriale, Scienze nautiche, Scienze ambientali e Scienze biotecnologiche, Architettura ogni 1.000 abitanti tra 20 e 29 anni (11° posizione)
Indice di attrattività delle università: -8,7%, dato dal saldo migratorio netto degli studenti in rapporto al totale degli studenti immatricolati (11°)
Laureati che svolgono un lavoro continuativo: 78,7% dei laureati in corsi lunghi e triennali che, a 3 anni dal conseguimento del titolo, svolgono un lavoro continuativo (6°)
Livello di competenza in lettura degli studenti di 15 anni: 505,5 punteggio medio (5°)
Livello di competenza in matematica degli studenti di 15 anni: 508,1 punteggio medio (4°)
Livello di competenza in scienze degli studenti di 15 anni: 518,0 punteggio medio (5°)
Abbandono prematuro dei giovani degli studi: 17,0% della popolazione tra 18 e 24 anni (12°)

POLITICHE PER GIOVANI E IMPRESE
Spesa regionale per lavoro, artigianato e imprese: 0,1% del PIL regionale per la spesa per funzioni Lavoro, Artigianato e Imprese (21°)
Spesa delle PA per Istruzione e formazione: 3,0% del PIL per consumi finali della P.A. per istruzione e formazione (19°)

L’Indice Confartigianato del Lavoro e dell’Imprenditorialità giovanile per la regione Veneto è stato calcolato nell’ambito del 5^ Osservatorio Confartigianato Giovani Imprenditori sull’imprenditoria giovanile artigiana in Italia ed è basato sull’ elaborazione dell’ Ufficio Studi Confartigianato di trentun variabili basate sui dati più recenti messi a disposizione da Istat, INPS, Unioncamere e Ministero del Lavoro – Excelsior, Unesco-Ocse-Eurostat, MIUR-CNVSU, OCSE PISA, COPAFF e MEF-Ragioneria Generale dello Stato