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Frana in Valsugana

Cavion (Confartigianato): “Costi raddoppiati per i trasporti. Situazione che mette ancora in evidenza la necessità di concretizzare la A31; importante l’export vicentino verso Germania, Paesi Bassi e Belgio”

Costi di trasporto almeno raddoppiati, in alcuni casi triplicati, per gli autotrasportatori conto terzi o conto proprio. Questo segnalano alcuni imprenditori artigiani della zona pedemontana prendendo ad esempio un mezzo in partenza da Marostica con destinazione Trento Nord che deve fare 100 km in più passando per Verona. È questo l’immediato e tangibile effetto della chiusura della Valsugana a seguito della frana avvenuta alcuni giorni or sono. Ci sono poche altre alternative per percorrere strade e poco adatte ai mezzi pesanti, che si traducono in ore ‘perse’, maggiori costi di personale, una riduzione del volume di servizi nell’arco della giornata, minor sicurezza, stress per i territori attraversati.

“Le nostre aziende che hanno un corposo portafogli clienti del centro nord Europa, Germania su tutti, subiranno notevoli disagi su più fronti a causa della chiusura della Valsugana – spiega Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza-. Ciò si traduce in un aumento dei costi di trasporto impossibili da ‘ribaltare’ sul cliente e il tutto andrà a incidere ancora una volta sulla marginalità dell’impresa. Senza dimenticare che anche dal lato trentino arrivano prodotti e materiali lavorati dalle nostre aziende, in particolare nelle filiere della subfornitura, quindi anche da quel versante non mancheranno disagi. Un fenomeno che toccherà imprese della fascia alto pedemontana e della pianura”.

“Nel ringraziare i sindaci che hanno deciso di aprire la viabilità locale ad aziende e cittadini – aggiunge Cavion- ribadiamo che, accanto a soluzioni di emergenza per tamponare la situazione, vanno necessariamente portate avanti progettualità più strutturate. Non è immaginabile che un evento di questo genere possa bloccare o avere un impatto di tal misura sulla vita e l’economia di un territorio e questo perché non sono state portate a termine le alternative infrastrutturali progettate e richieste a gran voce da anni”.

“Confartigianato ha sempre sostenuto quanto il prolungamento a nord della A31 sia un ‘corridoio’ importante per le nostre imprese, ora la concretizzazione del progetto si rende quanto più necessaria – prosegue Cavion-. Dal settore manifatturiero, all’alimentare, alla logistica, al trasporto persone, sono numerose le imprese costrette a cercare soluzioni alternative per non rischiare di veder compromesso il proprio mercato, auspicando soluzioni strutturali più rapide possibile che prevedano ovviamente la doverosa messa in sicurezza della Valsugana”.

A confermare l’importanza del ‘corridoio’ verso Nord sono i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato. Da Vicenza l’export manifatturiero che negli ultimi dodici mesi (ottobre 2022/settembre 2023) ha preso la strada verso Nord è stato di 3.843 mln di euro, pari al 16,7% dell’export totale provinciale. Più in particolare: 2.750 milioni di euro (11,9%) verso la Germania, 597 mln di euro (2,6%) verso i Paesi Bassi, 495 mln di euro (2,1%) verso il Belgio.