Dazio di 3 euro per pacchi low cost
Sotto i 150 euro. Cavion (Confartigianato Vicenza): “Primo importante argine europeo, ma ora serve reciprocità”
Dal 1° luglio l’Unione europea ha introdotto un dazio temporaneo di 3 euro per pacchi sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra UE. Un intervento destinato a superare una distorsione che, per anni, ha favorito l’arrivo diretto nelle case dei consumatori di milioni di prodotti a costo irrisorio, senza che fossero applicati i controlli e le condizioni richiesti alle imprese europee.
Per Confartigianato non si tratta di una battaglia contro il commercio internazionale, ma di una richiesta di concorrenza leale. E lo è soprattutto per territori, come quello vicentino, che vive di apertura ai mercati e di capacità di esportare qualità, specializzazione e saper fare.
La questione non riguarda soltanto il prezzo dei prodotti, ma il rispetto di standard tecnici, controlli, sicurezza, tracciabilità, regole fiscali, ambientali e del lavoro.
Competere davvero significa rispettare regole
«Confartigianato accompagna ogni giorno le imprese artigiane vicentine nei mercati esteri e sappiamo bene che cosa significa competere davvero: certificazioni, standard tecnici, controlli, requisiti di sicurezza, contratti, tempi di consegna e responsabilità verso il cliente», commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion.
«È anche grazie a questa rete diffusa di piccole imprese, filiere e distretti produttivi che l’Italia, nel secondo semestre del 2025, ha superato il Giappone, arrivando al quarto posto mondiale per valore delle esportazioni. Non è soltanto un risultato di cui essere orgogliosi: è un patrimonio che va protetto chiedendo che chi vende nel nostro mercato rispetti regole equivalenti».
Il fenomeno dei piccoli pacchi
Il fenomeno dei piccoli pacchi è ormai di dimensioni enormi. Nel solo 2025 sono entrati nell’Unione europea quasi 5,9 miliardi di articoli di basso valore acquistati online da Paesi terzi: prodotti che rappresentano quasi il 98% degli articoli importati, ma appena una quota marginale del valore complessivo delle importazioni.
Un flusso che mette sotto pressione dogane, controlli, ambiente e commercio locale.
Reciprocità, non chiusura
«Non siamo certo contro il commercio tra Paesi, né tanto meno contro questo o quel mercato, quel che non va è trasformare l’Europa nel mercato di sbocco per prodotti usa e getta, venduti a prezzi possibili solo perché non sono sottoposti, nella pratica, agli stessi obblighi di chi produce qui», continua il presidente Confartigianato Imprese Vicenza Gianluca Cavion.
Le priorità indicate
- controlli reali sulla sicurezza dei prodotti;
- verifica della tracciabilità;
- attenzione ai valori dichiarati;
- rispetto delle regole fiscali;
- standard ambientali e del lavoro equivalenti.
«Questo dazio è un primo importante argine europeo, ma servono controlli veri sulla sicurezza dei prodotti, sulla tracciabilità, sui valori dichiarati, sul rispetto delle regole fiscali, ambientali e del lavoro. Questa non è chiusura: è reciprocità».
Difendere le imprese su entrambi i fronti
«E la reciprocità deve valere anche in uscita», prosegue il presidente. «Non possiamo accettare pacchi senza regole in ingresso e, nello stesso tempo, vedere il Made in Italy penalizzato da dazi e barriere commerciali negli Stati Uniti. L’Europa deve difendere le proprie imprese su entrambi i fronti: controlli seri su ciò che entra e un’azione determinata per superare le tariffe che frenano le nostre esportazioni. Le imprese vicentine non chiedono privilegi: chiedono di poter competere alla pari».
Una politica commerciale che premi chi produce valore
Il dazio da 3 euro resterà in vigore fino al luglio 2028, in attesa del nuovo sistema doganale europeo. «L’Europa deve costruire una politica commerciale che premi chi produce valore, innovazione e lavoro regolare», conclude Cavion.
Difendere la competitività delle imprese significa difendere occupazione, investimenti e qualità del sistema produttivo, che ha nell’artigianato uno dei suoi punti di forza.