Esposto segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato da parte di Confartigianato contro i Click Day

Cavion: “Metodo inefficiente e iniquo: non è possibile affidare alla casualità l’accesso a contributi e incentivi da parte delle imprese”

2 agosto 2022

Sempre più spesso per assegnare incentivi alle imprese la Pubblica Amministrazione si affida al cosiddetto Click Day, che individua gli aventi diritto in base all’ordine temporale di presentazione telematica delle domande.

METODO INEFFICIENTE E DISTORSIVO

Un metodo che più volte Confartigianato Imprese Vicenza ha criticato per l’evidente inefficienza e per l’effetto distorsivo della concorrenza tra imprese. Confartigianato Imprese nazionale ha raccolto le criticità lamentate da Vicenza, inoltrando un esposto segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per denunciare un sistema non funzionale, poco chiaro, penalizzante e iniquo.

“ABBIAMO SEMPRE ESPRESSO LA NOSTRA CONTRARIETÀ”

“Per ogni Click Day abbiamo espresso la nostra contrarietà perché non è possibile affidare a circostanze esterne, e quindi con un grado di casualità elevato, l’accesso a contributi e incentivi da parte delle imprese – commenta il presidente dell’Associazione provinciale, Gianluca Cavion-. Se la logica è fornire a tutte le imprese le medesime opportunità, a fronte dei requisiti richiesti, il fatto di essere costretti davanti a un pc per schiacciare un bottone in pochi secondi non sembra certo il modo migliore”.

TROPPE VARIABILI

Le variabili in gioco per la buona riuscita dell’invio delle richieste, infatti, dipendono da molti fattori che, alternativi o sommati, di fatto favoriscono alcuni a scapito di altri e quindi mettendo i primi in condizioni concorrenziali migliori rispetto ai secondi. Le imprese che accedono a contributi e fondi, in pratica, hanno un vantaggio non da poco potendo rientrare delle spese, o contare su incentivi per crescere o innovare.

“VINCE CHI È PIÙ VELOCE”

“Se le richieste fossero basate solo sulla presenza di requisiti certi e documentati non ci sarebbe nulla da obiettare, anzi – aggiunge Cavion- ma qui siamo di fronte a una situazione per cui ‘vince’ chi è più veloce, o più attrezzato. La connessione internet, non uguale in tutti i territori, l’incidenza del digital divide che tocca aziende meno strutturate, l’intasamento delle infrastrutture informatiche in occasione dei Click Day che rallentano le procedure, sono alcuni fattori che fanno la differenza. Non a caso con il Click Day hanno preso vita società di servizi specializzate, attraverso sofisticate apparecchiature informatiche, per aumentare le possibilità di ‘arrivare primi’. Naturalmente tutto questo ha un costo che non tutti possono permettersi. Risultato: ammesse le imprese più veloci o più attrezzate”.

MILLESIMI DI SECONDO

Confartigianato ricorda il bando di Invitalia per le risorse “Impresa sicura”, che prevedeva rimborsi per le spese di prevenzione e diffusione del contagio da Covid. In ‘palio’ 50milioni di euro esauriti dopo un secondo dall’apertura del portale con il record della prima impresa attestato a 0,000237 secondi. O il bando per l’imprenditoria femminile di cui si è parlato per tre anni e che ha messo sul piatto 400milioni di euro ‘sbancati’ in 25 secondi. Solo per fare un paio di esempi.

NON ESISTONO GRADUATORIE PUBBLICHE

“Capire chi si aggiudica quei soldi poi è impossibile perché in molti casi non esistono graduatorie pubbliche. In questa situazione ben di capisce perché molte micro e piccole imprese (circa 80% di quelle che avevano manifestato interesse sulla misura agli uffici di Confartigianato Vicenza) non partecipino neanche più ai Click Day visti i costi, il tempo richiesto per la predisposizione della documentazione e le bassissime probabilità di riuscire a spedire la domanda in qualche decimo di secondo”.

VA CONTRO I PRINCIPI DI TRASPARENZA E IMPARZIALITÀ

“Affidare l’accettazione o l’esclusione delle domande a circostanze aleatorie va contro i principi di trasparenza e imparzialità, e quindi contro il principio della libera concorrenza tra soggetti economici”, conclude Cavion. Su questi presupposti Confartigianato è intervenuta affinché l’Autorità assuma le iniziative previste dagli articoli 21 e 21-bis della legge 10 ottobre 1990 n. 287 che prevedono la possibilità, per la stessa Autorità, di segnalare a Parlamento e Governo, affinché adottino le azioni necessarie per rimuovere o prevenire le distorsioni segnalate o, in alternativa, nei casi più gravi, di agire in giudizio contro gli atti amministrativi e i provvedimenti di qualsiasi amministrazione pubblica che vìolino le norme a tutela della concorrenza e del mercato.