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Emergenza Covid 19: Confartigianato Imprese Vicenza vicina alle aziende anche per le richieste al Fondo Perduto (1712 per un totale di 3milioni 825mila euro)

Oltre 900mila contatti in due mesi. A cui si aggiungono azioni mirare per categorie e per “linee d’intervento”. Sono questi i numeri registrati da Confartigianato Imprese Vicenza nel periodo del lock down. Appena scoppiata l’emergenza Covid 19, infatti, i telefoni di Confartigianato hanno iniziato a squillare ininterrottamente e le caselle di posta elettronica a riempirsi per le richieste di chiarimenti e delucidazioni, sui diversi provvedimenti governativi e regionali, e sulle norme varie, da parte dei soci. Negli ottantacinque giorni di stop delle attività l’associazione è stata un concreto un punto di riferimento per i circa 20mila soci, e non solo, spesso in difficoltà nel districarsi tra le varie norme. Dall’interpretazione dei codici Ateco sulle attività che dovevano chiudere o potevano rimanere parzialmente aperte; dalla problematiche legate alla gestione del personale in termini di programmazione del lavoro e sicurezza, alle normative sulla sanificazione degli ambienti di lavoro, fino alle diverse misure economiche a supporto delle imprese, del lavoro e del credito, Confartigianato ha  dimostrando la propria “forza” grazie a una capillare presenza nel territorio che conta 25 sedi nel vicentino dove più di 400 esperti sono a disposizione delle imprese.

“Confartigianato ha garantito una vicinanza concreta agli imprenditori fatta di assistenza, consulenza e aiuto costante, autorevole, responsabile e tempestivo con telefonate, email, contatti web avuti nei due mesi e mezzo – ricorda Gianluca Cavion, vice presidente di Confartigianato Imprese Vicenza-. Un supporto garantito sia di persona, rigorosamente su appuntamento, sia in smartworking e che ha toccato vari aspetti della vita imprenditoriale: sicurezza, campagne informative social e web (con quasi 43mila visualizzazioni), le informazioni dedicate a diverse categorie (13mila contatti), la formazione su temi specifici attraverso i webinar (17 momenti formativi e 2600 presenze), l’accompagnamento di centinaia di imprese verso la riconversione di produzione per creazione dispositivi di sicurezza. Sono state poi quasi 4 mila le istruttorie di indennità (contributi a fondo perduto, indennità lavoro autonomo, congedi parentali, bonus babysitter, reddito di emergenza, etc), 863 invece le pratiche attivate sul credito e oltre 40mila le consulenze tributarie, ambiente e sicurezza e paghe. Non è poi mai mancato il dialogo con gli interlocutori istituzionali (Prefettura, Provincie, Comuni, Cciaa, Forze dell’Ordine) con 41 incontri di coordinamento e chiarimenti”.

Tra le voci più importanti, per le aziende, le pratiche relative all’accesso al Fondo Perduto. A Vicenza dal 15 giugno al 9 luglio Confartigianato ha elaborato 1712 richieste per accedere a questa misura per un totale di 3milioni 825mila euro (ovvero una media di 2.200 euro). Di queste pratiche 111 hanno riguardato società di capitali per complessivi 748mila euro (contributo medio 6.750), 328 sono state presentate da società di persone per complessivi 1milione 175mila euro (media contributo 3.580), e 1.274 sono state presentate da ditte individuali per 1milione 902mila euro (con una media contributo di 1.500 euro).
Quanto ai settori il numero maggiore di domande sono state presentate principalmente da quelle attività che hanno subito la chiusura più pesantemente come quello dei servizi alla persona (304); l’edilizia e sistema casa (oltre 500); ristorazione e prodotti freschi (più di 40 domande); trasporto merci (50) e riparazione meccaniche e autoveicoli (42); così come le lavanderie e tintorie (20). Il resto delle richieste arriva dal comparto della manifattura che va dalla lavorazione del legno fino alla gioielleria, dalle lavanderie fino ai servizi alle imprese.