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Territori, imprese e transizione green

Efficienza energetica, comunità e cura del territorio: il ruolo delle imprese vicentine tra sostenibilità e costi dell’energia

Al recente Forum sulla Sostenibilità promosso da Confartigianato, tra i temi affrontati c’è stato anche quello dei “Territori che custodiscono”: una riflessione che intreccia sostenibilità ambientale, sicurezza, qualità del patrimonio edilizio e capacità delle comunità locali di affrontare le trasformazioni in corso.

Un tema particolarmente attuale anche alla luce delle temperature di questi giorni e dei fenomeni meteorologici estremi. Il 10% del territorio veneto è esposto a pericolosità da frana elevata, percentuale che nel Vicentino è del 2,8%; lo 0,7% del territorio regionale è invece allagabile con elevata probabilità, quota che sale allo 0,8% in provincia di Vicenza.

La transizione green non riguarda soltanto ambiente ed energia: significa intervenire sugli edifici, sostenere le imprese, conservare competenze e rafforzare il legame tra attività economiche e comunità.

Custodire ambiente, imprese e comunità

In questo scenario la riqualificazione del patrimonio edilizio e la transizione verso modelli più sostenibili richiedono una visione capace di mettere al centro le comunità e il loro tessuto economico.

Le micro e piccole imprese e le imprese artigiane rappresentano un attore strategico nel miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e nell’accompagnare famiglie e territori verso una maggiore sostenibilità.

Il patrimonio edilizio: una sfida aperta

I dati presentati al Forum dall’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza evidenziano l’entità della sfida. Il 60,4% delle abitazioni vicentine occupate è stato costruito oltre 40 anni fa, secondo standard energetici ormai superati, mentre il 45,8% degli immobili dotati di Attestato di Prestazione Energetica appartiene alle classi meno efficienti, F e G.

Abitazioni 60,4% costruite oltre 40 anni fa
Efficienza energetica 45,8% degli immobili APE in classe F-G
Occupazione 76,4% nelle micro e piccole imprese
Aree interne 32% dell’occupazione è artigiana

Intervenire sul patrimonio immobiliare significa quindi non solo migliorare le prestazioni energetiche, ma anche creare occupazione e valore economico, presidiare il territorio e rafforzare le competenze che caratterizzano in particolare le zone montane e le aree interne.

Nel Vicentino gli occupati delle micro e piccole imprese rappresentano infatti il 76,4% dell’occupazione complessiva, contro una media provinciale del 69%. Nelle aree interne l’occupazione artigiana raggiunge invece il 32% del totale, rispetto al 28,6% della media provinciale.

Le imprese che si prendono cura del territorio

Sono numerose le realtà artigiane direttamente coinvolte nella protezione dell’ambiente, nella manutenzione degli edifici, nello sviluppo delle energie rinnovabili e nell’economia circolare.

12.005
imprese maggiormente coinvolte nella protezione e cura dei territori, il 74,8% delle quali artigiane
1.408
imprese della filiera delle energie rinnovabili, il 70,9% artigiane
2.720
imprese dell’economia circolare, il 76% delle quali artigiane

Tradizione, reti e sostenibilità

La capacità di custodire il territorio passa anche dalla continuità delle imprese. In Veneto sono oltre 6.700 quelle attive da più di 50 anni, di cui 1.565 nel Vicentino: realtà che testimoniano la possibilità di coniugare tradizione, adattamento e radicamento nelle comunità.

Cresce inoltre la collaborazione tra aziende. Il 44,8% delle imprese vicentine opera in relazione con altre imprese, attraverso forme di collaborazione e reti che consentono di creare nuove sinergie anche sul fronte della sostenibilità.

Comunità energetiche: il modello A-CERTA

Un esempio concreto di collaborazione applicata alla sostenibilità è rappresentato dalle comunità energetiche rinnovabili. In Veneto sono 95, di cui 17 in provincia di Vicenza.

Tra queste c’è A-CERTA, la comunità energetica del sistema Confartigianato nata a Vicenza nel 2024. Il modello è quello dell’autoconsumo collettivo: l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici e non consumata direttamente viene immessa in rete e resa virtualmente disponibile agli altri membri della comunità, contribuendo a ridurre l’energia prelevata dalla rete nazionale.

Come funziona A-CERTA

Per ogni kWh di energia rinnovabile condivisa tra un membro produttore e un membro consumatore, il GSE riconosce un contributo economico. Gli incentivi vengono raccolti da A-CERTA e ridistribuiti ai membri della comunità.

Una parte delle risorse può inoltre essere destinata a iniziative collettive sul territorio, come progetti di carattere sociale o ambientale. A-CERTA opera come soggetto coordinatore e gestisce le pratiche tecniche e burocratiche necessarie al funzionamento della comunità.

La sostenibilità passa anche dall’energia

Il nodo dei costi energetici

Alla prospettiva della transizione energetica si affianca però il problema sempre più pressante dei costi delle forniture. Tra giugno e luglio 2026 la bolletta, considerando costo della materia prima e oneri, è aumentata in media del 10% per le imprese manifatturiere e del 9% per quelle dei servizi.

Nel confronto tra luglio 2026 e luglio 2025 l’aumento supera il 30% per la manifattura ed è dell’8,7% per i servizi. In termini assoluti, sottolinea Confartigianato, oggi le imprese pagano per le forniture energetiche circa il doppio rispetto al 2019.

«Trovare soluzioni è difficile, ma pianificare è possibile. L’obiettivo è abbattere i costi delle bollette utilizzando quanto più possibile l’energia autoprodotta».

Territorio, imprese, comunità ed energia diventano così parti di una stessa strategia: custodire ciò che esiste, renderlo più efficiente e creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile anche dal punto di vista economico.