2011 – Ubu Re

Compagnia “Arsenale delle Apparizioni” (Asti) diretta da Tommaso Massimo Rotella – di Alfred Jarry

STORIA DELLA COMPAGNIA

Nata come ramo autonomo dell’astigiano Teatro degli Acerbi, il collettivo giunto in finale alla “Maschera d’Oro” ha al suo attivo numerosi allestimenti, prodotti a partire dai primi anni 2000, fra cui testi di Nicolaj, Stoppard, Feydeau. Il regista di questa versione dell’opera più celebre di Jarry, Tommaso Massimo Rotella, proviene invece da un percorso artistico che gli ha fatto attraversare gli ambiti della recitazione, del teatro di movimento e della danza, per poi farlo approdare alla regia, nel teatro di prosa, nel balletto e nella lirica. Docente di teatro classico a vari seminari del Dams di Torino, Rotella ha lavorato con grandi registi come Liliana Cavani, Giancarlo Cobelli, Ermanno Olmi, Pier Luigi Pizzi, Luca Ronconi e Franco Zeffirelli.

TRAMA E NOTE DI REGIA

Non è un incontro consueto quello tra i nostri palcoscenici e la drammaturgia di Alfred Jarry, uno dei grandi innovatori del teatro moderno, dalle cui intuizioni e provocazioni si può dire si siano sviluppate esperienze quali, direttamente, il teatro dell’assurdo e, indirettamente, il teatro epico di Bertolt Brecht o quello disgregante di Samuel Beckett. Personaggio-simbolo del teatro di Jarry – straniante fusione di satira, parodia, grottesco e farsa – è appunto Ubu Re o Padre Ubu, che nella versione della compagnia astigiana rappresenta, con registri di surreale e visionaria comicità, tutto il peggio del potere, fatto di vigliaccheria e spavalda cattiveria, senza traccia di valori ed eroismo.