TUTELA DEL MADE IN ITALY: BENE PAUSA DI RIFLESSIONE SE E’ PER MIGLIORARE IL PROVVEDIMENTO

08/09/2009TUTELA DEL MADE IN ITALY: BENE PAUSA DI RIFLESSIONE SE E' PER MIGLIORARE IL PROVVEDIMENTOIl rinvio di ogni decisone in tema di Made in Italy al prossimo Consiglio dei Ministri in programma per mercoledì 9 settembre p.v.; l'apertura di un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico con le rappresentanze datoriali (Confindustria, Confartigianato, Cna e Casartigiani); l'impegno del Governo a rilanciare con forza una azione in ambito Europeo che porti alla definitiva approvazione del regolamento che rende obbligatorio il "made in" e fermo in Commissione Europea dal 2005, sono tre risultati concreti che soddisfano, per ora, Confartigianato e Cna del Veneto.  "Che l'articolo 17, comma 4 della Legge n. 99 del 23 luglio 2009 entrata in vigore il 15 agosto 2009 sulla contraffazione del made in Italy non sia stato congelato ieri al Consiglio dei Ministri è una grande vittoria degli artigiani ma non solo -commentano Claudio Miotto e Oreste Parisato presidenti di Confartigianato e Cna del Veneto-. Sono infatti miglia in tutto il veneto, e non solo, le aziende industriali che plaudono alla dimostrazione di buon senso data dal Governo"."Siamo riconoscenti -proseguono Miotto e Parisato- ai Ministri veneti Maurizio Sacconi e Luca Zaia, che si sono resi subito disponibili ad ascoltare le ragioni della piccola impresa e che hanno riconosciuto la necessità, per il bene del Paese, di prendere una breve pausa di riflessione durante la quale valutare eventuali miglioramenti e correzioni alla norma".Il Ministero dello Sviluppo economico da mercoledì 2 settembre, ha infatti,aperto un tavolo con le rappresentanze datoriali nel quale si dovranno trovare le opportune correzioni ed integrazioni al testo di legge che ne riducano i possibili effetti negativi e ne esaltino i pregi."Al tavolo -sottolineano Miotto e Parisato- Confartigianato e Cna nazionali hanno dato al Governo ampia disponibilità a discutere su aggiustamenti tecnici che la norma in questione potrebbe richiedere, ferma restando la dichiarazione che non si accetteranno in alcun modo congelamenti, rinvii o modifiche della norma nella sua sostanza. Se si vuole ridiscutere la legge sul made in italy siamo pronti al dialogo perché non sia un modo per tornare al far west  sulle indicazioni di origine e agli inganni nei confronti dei consumatori. La norma in oggetto, infatti, nasce dalla volontà di far conoscere con certezza ciò che acquista consentendo di operare scelte consapevoli. In presenza della nuova norma nessuna impresa, non solo non potrà apporre il "Made in Italy" su prodotti confezionati all'estero, ma non potrà neppure omettere di indicare il reale luogo di origine dei prodotti, se estero, quando il nome italiano della azienda possa far intendere la provenienza italiana della lavorazione"."Le posizioni -concludono i due Presidenti- sono ancora molto distanti. E' certo che Confartigianato e Cna, ove il Governo assumesse decisioni che vadano nella direzione di possibili congelamenti, continueranno a sostenere la norma anche decidendo forti azioni dimostrative".

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