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Tre leve per il Settore Moda: formazione professionale, lotta alla contraffazione e investimenti stranieri

Garantire la forza del manifatturiero nel settore strategico della Moda attraverso la formazione professionale: a questo saranno indirizzate gran parte delle risorse provenienti dalla futura programmazione del Fondo Sociale Europeo, che destina al Veneto 764 milioni di euro per il periodo 2014-2020.

E poi lottare senza quartiere contro la contraffazione con la conseguente difesa, tutela e valorizzazione a oltranza dei marchi Made in Italy, infine agevolare le imprese straniere che verranno a investire nel Veneto.
Sono questi i tre punti di sintesi espressi dall’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Elena Donazzan, al seminario sulle prospettive del settore Moda nel Veneto che si è svolto al Centro Congressi di Confartigianato Vicenza. L’iniziativa, svoltasi nell’ambito del progetto regionale Formazione Formatori, ha rappresentato un utile momento di confronto sulle prospettive del comparto Moda, tradizionale luogo di eccellenza nell’espressione dello stile italiano. Sono intervenuti, tra gli altri, Giuseppe Sbalchiero e Stefano Stenta per Confartigianato, rispettivamente presidente regionale e presidente del Sistema Moda Artigiano Vicentino, nonché Matteo Marzotto, presidente di Fiera Vicenza, e i rappresentanti di varie compagini imprenditoriali, i direttori di alcuni centri di formazione (CPV, ECIPA, Corso di laurea in Design della Moda e Arti multimediali dello IUAV, Fondazione dell’Accademia dell’Artigianato di Este) e di enti istituzionali (Dipartimento della Formazione, Istruzione e Lavoro della Regionale, Unioncamere Veneto).

I dati
Dai dati sul sistema Moda, forniti dal Centro Studi di Unioncamere, su un settore che va dal “total look” al fashion, emerge che l’Italia è prima al mondo nel saldo commerciale, con in testa il settore delle calzature. Sono ben 86 i miliardi di euro di fatturato complessivo nel sistema Moda, che ha visto una flessione nel 2013 ma che, nonostante tutto, in Veneto rappresenta il 18 %, pari a 15,6 miliardi di euro, un quarto dell’intero manifatturiero regionale. Al settore Moda appartengono 87 mila aziende in Italia e 9.500  in Veneto (un terzo Abbigliamento, 27% Concia, 24 % Calzature). Negli anni della crisi in Veneto sono state perse 1.000 imprese, in Italia 7.000.  A livello settoriale Padova, Treviso e Vicenza sono le province che maggiormente rappresentano il distretto moda. Quanto agli occupati, nella nostra regione sono 100 mila e rappresentano il 12 % di quelli italiani, a dimostrazione che le imprese venete si sono rafforzate. Nel 2014 il sistema moda veneto ha registrato la performance migliore, con segno positivo nei fatturati: esporta per 9 miliardi di euro, circa il 18% dell’export regionale e il 21% di quello nazionale, il che significa che un quinto di quanto va oltreconfine viene prodotto in Veneto.

Cosa si può migliorare
“Il mondo ama la nostra moda – ha commentato l’assessore Donazzan – e il nostro compito è preservare la qualità del manifatturiero, del Well done in Italy, cioè del Bello e Ben Fatto, inserendo giovani lavoratori molto qualificati dentro le nostre imprese. La formazione nel settore moda, quindi, riveste un carattere assolutamente peculiare, sia perché la moda è stata e continua a essere sicuramente uno degli elementi principali dell’identità italiana (ricordo che il Made in Italy è il secondo logo mondiale dopo la Coca-Cola), sia perché rappresenta uno dei punti di forza della nostra capacità industriale”.
Dal canto suo, il presidente Stenta ha sottolineato come il Veneto sia “l’unica regione in Italia che presenta una gamma completa del settore, tanto da rappresentare e formare un sistema compiuto, che va dalle calzature all’abbigliamento”.
“La moda è un settore strategico per l’economia italiana – ha aggiunto Donazzan – e tanto più veneta, perché da noi il comparto racchiude tutte le gamme merceologiche, comprese l’occhialeria e l’oreficeria che, a livello statistico, vengono computate altrove. La nostra priorità, quindi, è di ‘formare formatori’ all’altezza, difendere il Made in Italy con norme adeguate e contrastare fino in fondo la contraffazione”. Di qui, tra l’altro, l’istituzione dell’apposito tavolo della Regione con le associazioni datoriali, le parti sociali e varie realtà per intraprendere azioni adeguate.
“Il Veneto quindi – ha concluso Donazzan – deve ora decidere: quale formazione per favorire il lavoro nel sistema della Moda? Quali figure professionali ci servono, quali competenze devono essere sviluppate? Importante al riguardo sarà il monitoraggio degli esiti occupazionali, oltre a indirizzare gli strumenti finanziari e ad acquisire  una metodologia avanzata degli uffici regionali dedicati alle imprese coi parametri che sono propri del settore privato: velocità, efficacia ed efficienza”.