Transizione ecologica del settore trasporto merci

Sartori (Confartigianato): “Le imprese disponibili a investire in veicoli di nuova generazione ma servono interventi più strutturati e incisivi”

9 maggio 2022

“Quanto si parla di mobilità sostenibile o di transizione ecologica la categoria del trasporto merci viene a mala pena presa in considerazione salvo poi additarla quando si toccano i problemi legati al traffico o all’inquinamento. Coerenza vorrebbe invece che questi due temi, che altro non solo che due facce della stessa medaglia, fossero tenuti in considerazione da chi si occupa della programmazione infrastrutturale locale e dai legislatori in generale”

Igor Sartori, presidente della categoria Trasporto Merci di Confartigianato Imprese Vicenza, che riunisce a livello provinciale 939 imprese che occupano 2.109 addetti, è chiaro nel suo discorso.

IL RICAMBIO DEI VEICOLI

“Un esempio – continua Sartori- è il ricambio dei veicoli. In questo primo scorcio del 2022 nuove criticità si sono sommate a quelle dovute alla pandemia. Il costo delle materie prime, ad esempio, non permette consegne dei veicoli in tempi ragionevoli, chi ha investito in mezzi “ecologici” o alimentati a metano si trova da un lato ad essere ancora in attesa degli incentivi ministeriali per i mai risolti ritardi dei pagamenti della PA; dall’altro a dover fare i costi con prezzi sempre più pesanti per fare un pieno. Se parliamo di transizione energetica applicata all’autotrasporto vuol dire sostituire il veicolo con uno meno inquinante. E qui le considerazioni da fare non toccano solo la disponibilità economica delle aziende ma anche quella culturale di chi, appunto, legifera e programma lo sviluppo del territorio”.

OFFERTA DI MERCATO ANCORA SPERIMENTALE

Il presidente mette in luce il fatto che, in caso di imprese con disponibilità di risorse da destinare a veicoli ‘di nuova generazione’, il problema è un’offerta di mercato ancora sperimentale da parte delle imprese costruttrici. Non solo, c’è poi la questione della una rete di rifornimento energetica, e Istituzioni pubbliche che non sono in grado di offrire un piano di interventi e di sostegni chiaro, completo e di media lunga durata di reale supporto alla transizione ecologica.

GLI IMPEGNI DI CONFARTIGIANATO

“Al proposito – aggiunge Sartori- ricordo che Confartigianato Imprese Vicenza non solo da tempo si occupa delle problematiche legate alla transizione ecologica anche del settore trasporti con progettualità come ‘èimpresasostenibile’, ma sul tema da qualche anno propone momenti di confronto e approfondimento come CI.TE.MO.S. (Festival Città Tecnologia Mobilità Sostenibile). In questo ambito è stato promosso e realizzato, con le Università La Sapienza di Roma e Bicocca di Milano, un documento complementare di stimolo e supporto al PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile elaborato dal Comune della Città di Vicenza. Lo studio, che tiene in considerazione una vasta area urbana, ha avuto come obiettivo proprio quello di analizzare il PUMS focalizzandosi su: mobilità del sistema locale delle piccole e medie imprese; valutazione dei possibili spazi e opportunità di investimento e azione da parte delle imprese del territorio offerte dal PNR (Programma Nazionale per la Ricerca) in un’ottica di ricerca e sviluppo per la mobilità”.

PNRR: NON C’È TRACCIA DI INTERVENTI DEDICATI

“L’autotrasporto viene spesso messo sotto accusa poi però scorrendo il PNRR non c’è traccia di interventi dedicati – prosegue il presidente-. Le misure adottate in questi giorni dal Governo ad esempio in tema accise, seppur utili, rappresentano solo degli interventi tampone. Apprezziamo anche la disponibilità della Vice Ministra Bellanova con la quale più volte ci siamo confrontati a livello nazionale nel tavolo di confronto periodicamente convocato. Ma crediamo che il settore meriti maggiore attenzione, per questo chiediamo un diretto coinvolgimento del Ministro Giovannini. I venti di guerra, con le inevitabili ripercussioni umane, sociali ed economiche che portano con loro, a detta degli esperti spingono verso una economia della sopravvivenza e della recessione. Le imprese del settore si troveranno ad affrontare altri momenti difficili ai quali reagiranno con capacità di adattamento e di flessibilità. Sono queste le caratteristiche delle aziende artigiane, fondate sulla dimensione familiare dai forti legami, e sono queste che hanno permesso al nostro Paese di superare la burrasca della pandemia. Eppure ancora oggi degli autotrasportatori, così come dell’intero comparto artigiano, si tende a vedere solo gli aspetti meno piacevoli dimenticando i tanti pregi”.