Transizione 4.0: un nuovo servizio per l’integrazione

Il Digital Innovation Hub di Confartigianato Vicenza propone un servizio per trasformare digitalmente la piccola impresa manifatturiera, passando dalla fase degli adempimenti e degli incentivi a una completa visione strategica.

Se la maggior parte delle PMI hanno saputo cogliere le opportunità date dagli incentivi agli investimenti in nuovi macchinari e impianti digitalizzati, la transizione 4.0 però in pochi casi può ritenersi un processo compiuto. Le ragioni sono tante, in parte anche per limiti tecnologici o normativi. Considerato il gap di competenze digitali che interessa una fetta significativa della forza lavoro attuale, soprattutto per motivi anagrafici, è evidente quanto si faccia sentire, specie nelle piccole e piccolissime realtà produttive, la mancanza di una figura che coordini il processo di trasformazione digitale. 

Proprio per questo il Digital Innovation Hub (DIH) di Confartigianato Vicenza ha attivato e ora propone alle imprese un nuovo servizio di assistenza all’integrazione 4.0.

In pratica, attraverso il supporto di un “innovation manager” certificato messo a disposizione dallo stesso DIH, le imprese saranno seguite per la completa trasformazione, e integrazione, digitale dei processi aziendali, sfruttando strumenti commisurati alle loro esigenze e alle loro potenzialità di crescita.

Osserva al proposito il presidente della categoria ICT di Confartigianato Imprese Vicenza, Cristian Veller: “Talvolta si riscontra, specie nelle piccolissime imprese, la difficoltà a portare avanti i percorsi di messa in connessione dei macchinari 4.0. Da quando il concetto di ‘Industria 4.0’ si è fatto spazio all’interno delle agende politiche e nei piani industriali delle imprese italiane, tanti sforzi sono stati compiuti per traghettare il sistema produttivo, sociale ed economico verso un modello che ponesse la trasformazione digitale quale elemento centrale del cambiamento, qualche volta con buoni risultati, altre con qualche difficoltà”. 

Infatti, secondo Veller, “al di là del rinnovamento dei macchinari serve anche una visione strategica di medio-lungo periodo. Il valore dei dati, non tanto la loro acquisizione quanto l’analisi e il processamento, rimane ancora oggi un aspetto poco compreso”.
Inoltre, pochissime piccole imprese possono permettersi il lusso di poter contare su un proprio “innovation manager”, alimentando così un mercato dei consulenti che in alcuni casi, più che avere a cuore l’interesse dell’azienda, indirizzano gli imprenditori verso nuovi e ulteriori acquisti, rimandando ancora una volta le scelte strategiche. 

“E se da una parte gli ITS e dall’altro i nuovi percorsi formativi universitari – osserva Veller – potranno tra qualche anno favorire un travaso di nuove competenze, è chiaro che nel breve periodo si pone l’esigenza di individuare figure autorevoli e certificate, che possano accompagnare le PMI e le micro-imprese verso un percorso di crescita. Altrimenti il rischio è che solo alcune realtà accelerino e proseguano in questo rinnovamento, mentre altre restano indietro”. 

Di qui l’iniziativa del nuovo servizio messo ora a disposizione dalla Confartigianato vicentina attraverso il suo Digital Innovation Hub.

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