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Tariffe tunnel Schio – Valdagno

Confartigianato, Confcommercio e Confindustria tornano a chiederne la riduzione per le imprese

Una lettera per ribadire la necessità di intervenire sulle tariffe di percorrenza del tunnel Schio-Valdagno. L’hanno firmata i presidenti di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion, di Confcommercio, Nicola Piccolo, e di Confindustria, Laura Dalla Vecchia, indirizzandola ad Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, ai sindaci di Valdagno, Giancarlo Acerbi, e di Schio, Valter Orsi (entrambi anche consiglieri provinciali) e ad Enzo Urbani, presidente del CdA di VI.Abilità.
I tre presidenti spiegano che a fronte di “un contesto aggravato da un pesante aumento dei costi” e considerato che la “viabilità è da sempre un elemento strategico per il valore competitivo delle imprese”, tornano a chiedere di rivedere il costo del pedaggio del Tunnel Schio Valdagno che incide non poco sul bilancio delle imprese del trasporto e di tutti quegli imprenditori che ne usufruiscono per svolgere la loro attività dei territori interessati, e non solo.

Inaugurato il 3 luglio 1999, come ricordano le tre Associazioni, il passaggio nel tunnel prevede una tariffa agevolata applicata solo per i privati residenti in alcuni Comuni e non per le imprese. Da qui la richiesta di Confartigianato, Confcommercio e Confindustria, di “una riduzione del 50% al passaggio su tutti veicoli di proprietà delle imprese con una sede nei Comuni oggetto della convezione ‘Veneto Pass’”. Ciò incentiverebbe l’utilizzo del tunnel con una serie di benefici anche per il territorio. Ad esempio un minor impatto sulla viabilità nei piccoli centri (a questo punto ‘esclusi’ dai percorsi a favore del tunnel), minor consumo di carburante per i mezzi aziendali (e minori emissioni in atmosfera), “riduzione dei passaggi sul passo Priabona strada non adatta ai mezzi pesanti”.

“La viabilità è un elemento strategico e competitivo per le imprese. La richiesta di rivedere il costo del traforo per i mezzi aziendali, che da tempo chiediamo, va letta anche come una richiesta alla sfera pubblica di condivisione delle difficoltà che le aziende incontrano in una situazione socioeconomica in continuo e rapido cambiamento – spiegano Debora Vigolo e Gaetano Rossi, rispettivamente presidenti dei Raggruppamenti di Valdagno e Schio di Confartigianato-. Gli artigiani, che per motivi lavorativi devono spostarsi nelle zone collegate dal tunnel hanno un’incidenza sui costi sicuramente maggiori rispetto ad altri che lavorano sulle medesime distanze in un’unica area e senza tunnel. Attività come assistenza idraulica, trasporto riparazione e consegna di un pezzo, sono elementi di un rapporto continuativo tra cliente e fornitore. In questo senso si parla di territori collaborativi e che potrebbero aumentare il livello di integrazione, possibilità che il costo del tunnel rischia di rendere vana. Non sono solo quindi i nostri autotrasportatori a fare i conti con il costo di percorrenza, ma anche aziende di filiera, clienti e fornitori, o per esempio aziende del settore casa, che per lavori di qualche mese o giorno, hanno la necessità di percorrere il tunnel in maniera assidua”.

“In un periodo in cui è alta l’attenzione ai prezzi da parte del consumatore – affermano Guido Xoccato e Fiorenzo De Franceschi, rispettivamente presidenti dei Mandamenti di Schio e di Valdagno della Confcommercio -, è importante che sia messa in campo ogni azione possibile anche per ridurre i costi che incidono sul trasporto delle merci e per migliorare l’efficienza della logistica, soprattutto in termini di tempi di percorrenza e risparmi di carburante. Intervenire sulla tariffa pagata dalle aziende per percorrere il tunnel Schio-Valdagno diventa quindi ancor più necessario oggi, considerato che questa infrastruttura è utilizzata con sempre maggiore frequenza per il trasporto di beni da e per negozi, pubblici esercizi, aziende dell’ingrosso dell’area. E una riduzione del pedaggio avrebbe non solo l’effetto di alleviare i costi, ma anche di incentivare ancor più l’utilizzo del tunnel, con un impatto certamente positivo anche sul fronte del traffico e dell’inquinamento e dunque sulla qualità del vivere”.

“Dopo due anni di crescite importanti – spiegano i presidenti del Raggruppamento Ovest e Alto Vicentino di Confindustria Vicenza Lorenzo Venegoni e Silvia Marta –, ci attende sicuramente un periodo di incertezza per nulla semplice. In questo contesto, che comprende anche un’inflazione in crescita strutturale e tassi alti che frenano gli investimenti, la capacità del territorio di esprimere una mobilità flessibile ed efficiente diventa sempre più vitale. Ancor più in vista del prosieguo dei lavori di TAV, Pedemontana e casello di Montecchio che renderanno più complesso il traffico a valle. La competitività delle nostre aziende passa anche da qui, dal collegamento tra due territori vicini, molto industrializzati, molto dinamici, che hanno già un’infrastruttura, ci riferiamo al tunnel, funzionale ed efficace ma che necessitiamo che sia meno oneroso. E serve oggi più che mai, a seguito anche di quasi 25 anni di impegni economici importanti da parte delle aziende. Ovviamente una riduzione del costo faciliterebbe un utilizzo più frequente, con ricadute positive sui centri abitati e anche, senza dubbio, sull’ambiente perché la via diretta comporta risparmi di carburante, e quindi di CO2. L’accoglimento della nostra richiesta sarebbe quindi una vittoria per tutti”.