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“Stop Abusivismo”. Il settore servizi alla persona di Confartigianato lancia una petizione on line per chiedere l’apertura dei saloni di acconciatura, centri estetici e studi di tatuaggi anche nelle zone rosse. In poche ore raccolte 25mila adesioni

Comunicato 57 – 1 aprile 2021

Non si ferma la battaglia di Confartigianato per ottenere la riapertura delle attività del settore benessere attualmente chiuse per effetto delle zone rosse imposte da Decreto. Così, dopo la lettera al Ministro Giorgetti a livello nazionale e all’appello esteso ai parlamentari vicentini dei giorni scorsi, Confartigianato ha lanciato il 31 marzo una raccolta firme per sollecitare la riapertura dei servizi alla persona; nella stessa giornata in cui il Decreto Aprile veniva approvato di nuovo stabilendo la chiusura delle imprese del benessere, a meno di un passaggio in “arancione” del Veneto.

La petizione, che ha raggiunto in poche ore quota 25mila adesioni, è una ulteriore presa di posizione per riaffermare che saloni di acconciatura e centri estetici sono luoghi sicuri per clienti, dipendenti e imprenditore.
Come già successo in passato e come più volte ribadito dalle categorie benessere, la chiusura delle attività apre la strada agli abusivi che approfittano dei divieti per entrare nelle case senza rispettare alcuna misura di sicurezza e di anti contagio con il rischio, concreto e reale, che il virus si diffonda più facilmente. Per questo Confartigianato, in forma congiunta con le altre sigle sindacali del settore, ha lanciato a livello nazionale una petizione on line per consentire l’immeditata apertura di parrucchieri, centri estetici, studi di tatuaggi, in vista anche del Decreto che dovrà stabilire le misure anti contagio dopo il periodo pasquale.

“I provvedimenti del Governo hanno prima imposto alle imprese del settore di adeguarsi a proprie spese ai protocolli anti-Covid, poi hanno imposto a nuove insostenibili chiusure nonostante le nostre attività non abbiano rappresentato fonte di contagio, anche perché lavorando su appuntamento non si generano i temuti assembramenti. Per questo ci stiamo battendo per chiedere al Governo che le nostre attività siamo autorizzate a ripartire anche nelle zone rosse per non lasciare gli abusivi ad operare indisturbati. Imporre la chiusura vuol dire decretare la morte di tante imprese regolari che non riusciranno a reggere questa situazione ancora per molto”, commentano Renata Scanagatta e Valeria Ferron, presidenti provinciali delle categorie Acconciatori e Estetica di Confartigianato Imprese Vicenza.

La petizione lanciata on line ha avuto in poche ore decine di migliaia di adesioni non solo dagli imprenditori del settore, ma anche dai cittadini che rivendicano la necessità di curare il proprio corpo e poterlo fare in modo sicuro.
Indirizzata a Governo e Parlamento affinchè cambi rotta rispetto alle decisioni prese, la petizione è ancora aperta (www.confartigianatovicenza.it) sulla piattaforma change.org