S. Vito di Leguzzano, nuova panchina rossa
Una nuova installazione per alimentare la cultura del rispetto e del no alla violenza sulle donne
Il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Vicenza e il Raggruppamento di Malo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, hanno installato una panchina rossa in Piazza Marconi a San Vito di Leguzzano. Si tratta di una nuova installazione che si inserisce in un più ampio progetto del Movimento con l’obiettivo di alimentare la cultura del rispetto e del no alla violenza sulle donne.
Il Presidente del Raggruppamento Confartigianato di Malo, nonché dell’Area Alto Vicentino, Valerio Torresan, nel suo intervento nel corso della cerimonia ufficiale di consegna, ha rivolto un grazie particolare ai ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado “Rita Levi-Montalcini” che hanno proposto alcune letture sul tema del rispetto e delle relazioni. “E’ un piacere vedere che avete raccolto il nostro invito a partecipare a questo evento non solo come spettatori, ma anche come attori – ha detto Torresan-. Voi siete il nostro futuro e quelli che possono seminare e coltivare al meglio la cultura del rispetto di tutte e tutti. Quello che tutti noi possiamo fare è agire nel nostro piccolo affinché violenze, soprusi e sottomissioni non si ripetano. Usare la violenza è un atto di debolezza, non di forza, in qualsiasi contesto”.
Anche il Sindaco Poscoliero ha rivolto un pensiero ai ragazzi della scuola presenti: “E’ stato pensato di installare la panchina rossa non come arredo, ma come simbolo di sensibilità verso il fenomeno molto grave di violenza contro le donne. Il colore rosso della panchina è simbolo di una donna che non c’è più per colpa di una violenza di un uomo. Nell’adolescenza nascono le prime simpatie e delusioni e i ragazzi devono imparare a praticare la forma più dell’amore che non estrinseca nel possesso esclusivo tu sei mia, ma significa rispettare l’altra persona, il suo pensiero, le sue inclinazioni, la sua libertà di muoversi e agire e anche di dire no. E quando riceverete un no dovrete capire che è no senza fare drammi. Solo se riuscirete la libertà di scelta riuscirete ad amare ed essere amati liberamente.”
Il Vicesindaco del Comune di San Vito con delega al sociale Loredana Calgaro ha illustrato le attività del Comune sul tema della violenza sulle donne, in particolare ha focalizzato l’attenzione sullo Sportello Uomini Maltrattanti che è uno dei pochi presenti del Veneto. Il Dott. Leonardo Maggio di Associazione Ares Aps ha integrato l’intervento riportando le attività concrete che vengono fatte dallo sportello.
La Presidente della Commissione Pari e opportunità Comune di Schio, nonché cittadina di San Vito di Leguzzano, Michela Colasante ha citato la convenzione del Consiglio d’Europa sulla convenzione al contrasto alla violenza. Convenzione di Instabul articolo 3 ratificato anche dal Governo italiano: “La violenza non è raptus ma si basa su pregiudizi, stereotipi che ogni giorno tutti noi vediamo nei comportamenti, nei linguaggi, nelle azioni di cui a volte siamo meno consapevoli. Le aspettative, i ruoli, i comportamenti attribuiti e socialmente costruiti sono alla base della piramide al vertice della quale si vedono atti estremi di violenza come femminicidio, abusi, violenza fisica. Si ricordano anche le forme di violenza economica e di psicologica, che si vedono tutti i giorni in famiglia, nella scuola o nello sport.”
“La ricchezza di queste panchine è mettere in luce il grande lavoro che c’è nei singoli luoghi e paesi. Ci sono tantissime associazioni, tantissime persone che lavorano e si spendono per vari temi. Questa è la vera rete, non tanto le parole che spendiamo ma quello che fisicamente facciamo tutti i giorni. La violenza in questo momento è percepita come soluzione, annientare l’altro sembra sia l’unico modo per creare un mondo migliore. Le donne hanno la vocazione di fare tanto, di entrare ad integrare quello che manca. Ruolo fondamentale è quello del numero 1522 riportato nella panchina e che deve essere utilizzato in caso di bisogno”, sono state le parole della Presidente Movimento Donne Impresa, Sabrina Pozza.
Ha concluso gli interventi l’Arciprete Don Carlo Formilan: “La panchina ci parla anche di incontro. E’ il luogo dove le persone si incontrano, dialogano, fraternizzano, si fermano a pensare, a leggere, a contemplare, a studiare. Questa panchina rossa diventi uno spazio e un’occasione per parlare, per pensare e riflettere, sia un luogo dove non è consentito essere banali. Dove non sono accolti discorsi o atteggiamenti effimeri. Sia uno spazio che richiama la saggezza. Sia la campanella del cuore, quella che educa che mantiene vigilanti e accorti e svegli, saggi e sapienti. E’ una panchina di colore rosso che mi fa ricordare il sole che accarezza le colline al tramonto. Mi fa ricordare il cuore che è rosso come l’amore. Il dono di questa panchina ci ricorda che l’unica strada percorribile e da proporre all’umanità alla ricerca di positivi riferimenti che l’amore non opprime e non soffoca la parte preziosa dell’anima. I rapporti di affetto non sopprimono le aspirazioni, l’identità, l’originalità di una persona, non intralciano e non spengono il futuro. L’amore quello autenticato e disinteressato, quello ottuso e non certamente egoistico e dono che impreziosisce e rende pregnante la vita riempie il futuro, diventa alimento essenziale per accogliere la trabboccante ricchezza dell’anima.