Pensioni. Cosa bolle in pentola. L’Anap propone quattro appuntamenti: si parte martedì 9 aprile da Arzignano

Sono trascorsi alcuni mesi dall’approvazione della Legge di Bilancio e Anap, l’Associazione degli anziani e pensionati di Confartigianato Vicenza, intende fare luce sulle novità che riguardano le pensioni. Così, con l’aiuto degli esperti del Patronato Inapa, sono stati organizzati quattro incontri in altrettante sedi di Confartigianato: ad Arzignano il 9 aprile, a Vicenza il 12, a Bassano del Grappa il 15 aprile e a Thiene il 17.
“É tempo che i pensionati non fungano più da bancomat per lo Stato, che sia riconosciuta per intero a tutti la rivalutazione delle pensioni con un indice più idoneo alle loro esigenze”, precisa il presidente Anap, Severino Pellizzari.
Per chi è in pensione, infatti, la preoccupazione è la parziale rivalutazione. “Chi ha pensioni sotto 1.500 euro lordi non subirà cambiamenti – rassicura Pellizzari. – Anzi: per le pensioni molto basse è stata introdotta la cosiddetta Pensione di cittadinanza, che prova a rispondere alla nostra richiesta di aumentare le pensioni minime. Sono tante le persone, magari sole, che vivono con pensioni troppo basse: garantire loro un aumento è una questione di dignità. Ma i limiti per poterne beneficiare sono davvero molti. Per chi ha pensioni oltre i 1.500 euro lordi al mese (circa 1.200 euro netti), è previsto invece il cosiddetto “raffreddamento” della rivalutazione: nel Veneto, questo sistema di indicizzazione “raffreddato” riguarda oltre 400mila pensionati. La rivalutazione all’inflazione sarà ridotta anche nel 2020 e 2021 e le somme perse saranno perse per sempre”.
“Sono state bloccate pensioni da 1537 euro lordi, non parliamo di assegni d’oro – precisa Pellizzari -. Parliamo invece dei tanti anziani che si trovano a fare i conti con le spese per cure mediche, badanti, ausili e protesi, ad esempio. Essere anziani ha un costo, che non si può riversare sui figli. Sono vent’anni che le pensioni subiscono meccanismi di rivalutazione parziale, non possono essere i pensionati a pagare i costi di una politica economica che ci sembra più elettorale che orientata a risolvere i problemi del Paese – continua Pellizzari -. Il nostro assegno si è alleggerito ieri, ma temiamo un’ulteriore stangata dopo le elezioni Europee”.
Una delle richieste di Anap Vicenza è la riduzione delle tasse: “Oggi paghiamo la quasi totalità dell’Irpef. L’imposizione fiscale che grava sui pensionati italiani è doppia rispetto alla media europea. Un fatto che di per sé mi pare molto significativo del trattamento che subiscono gli anziani in questo Paese. È tempo – conclude Pellizzari – di scindere la previdenza dall’assistenza, di rivisitare tutto il mondo dell’assistenza, e di assicurare a tutti i pensionati un trattamento pensionistico dignitoso, in linea, appunto, con le direttive dell’Unione europea. Sarebbe opportuno che i Governi prima di assumere provvedimenti in materia di pensioni ascoltassero tutte le Organizzazioni di rappresentanza dei pensionati che ben conoscono le loro reali esigenze”.

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