Il Consiglio di Stato vieta il self service per il pane sfuso

Garlani (Panificatori Confartigianato): “Rimette al centro la sicurezza del consumatore e riconosce la qualità delle imprese artigiane”

5 novembre 2021

“Chi sforna pane quotidianamente deve rispettare un elenco corposo di norme per garantire la sicurezza e l’igiene dei servizi e dei beni destinati alla vendita. In più nei nostri panifici sono gli addetti alle vendite, personale anche in questo caso sottoposto al rispetto di norme igieniche, a consegnare il pane. Quindi ben venga la sentenza del Consiglio di Stato con cui si vieta la vendita del pane sfuso in modalità self service che rimette al centro la sicurezza del consumatore e riconosce indirettamente la qualità dei servizi offerti dalle imprese artigiane del settore”, commenta Ruggero Garlani, presidente del Panificatori di Confartigianato Vicenza.

“Lasciava quanto meno perplessi, soprattutto in piena pandemia, che il consumatore potesse in piena autonomia scegliere, prendere il pane, ma anche ripensarci”, continua Garlani.
“Vanno poi fatte due considerazioni molto pratiche: rispettare norme e regole per un panettiere ha dei costi, così come produrre pane fresco quotidianamente. E se le norme non vengono rispettate sono previste multe salate. Impegni che panficatori assolvono con rigore per offrire un prodotto di qualità e che, con questa decisione, vengono riconosciuti pubblicamente”, conclude Garlani.


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