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NEL DECRETO SVILUPPO SPUNTA LA MOBILITÀ ELETTRICA. IL “FUTURO ELETTRIZZANTE” DI CONFARTIGIANATO VICENZA È ORA PIÙ VICINO

Il “Futuro Elettrizzante” sostenuto da Confartigianato Vicenza è oggi più vicino. Con l’inserimento nel Decreto Sviluppo del nuovo capitolo dedicato alla Mobilità Elettrica Sostenibile, l’associazione provinciale vede infatti premiato il suo impegno su un tema che sta portando avanti da due anni con l’adesione di 84 Comuni (86% della popolazione) del Vicentino.
Intervenendo in marzo al convegno di Confartigianato Vicenza sul tema dell’auto elettrica come strumento in grado di risolvere problemi ecologici ed energetici, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva espresso il suo vivo interesse per l’iniziativa promettendo di prenderlo in seria considerazione. E pare proprio che la promessa sia stata mantenuta.
Con le modifiche apportate sul testo del disegno di legge del Decreto Sviluppo, infatti, è diventata legge la proposta che lo scorso giugno apriva agli incentivi per l’acquisto delle vetture elettriche e sulla quale Confartigianato ha svolto la propria azione di spinta. La norma stabilisce contributi per l’acquisto (e anche la locazione finanziaria)  dei veicoli elettrici e a basse emissioni, che verranno concessi dal prossimo anno. Per il 2013 e il 2014 l’incentivo corrisponderà al 20% del costo del veicolo, mentre nel 2015 la percentuale scenderà al 15%; i tetti massimi variano in base alle emissioni del veicolo.

Per gli incentivi viene messo in campo un fondo di 140 milioni di euro complessivi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, risorse destinate per il 70 per cento alle imprese e ai mezzi della pubblica amministrazione. Al bonus potranno accedere coloro che acquistano in Italia, anche in leasing, un veicolo nuovo a basse emissioni e che rottamano un mezzo di cui siano proprietari o utilizzatori (nel caso del leasing) da almeno 12 mesi.
Non solo: le norme puntano anche a favorire la realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli elettrici e ibridi, sostenendo la sperimentazione e la diffusione di “flotte” pubbliche e private. E per fare questo si affrontano questioni di urbanistica. In che modo? Per avere l’abitabilità, gli edifici privati di nuova costruzione a uso diverso da quello residenziale (e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia) diventa obbligatoria l’installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. Possibilità che avranno anche gli edifici a uso residenziale (condomini). Si tratta di interventi che costituiscono opere di urbanizzazione primaria, quindi esenti dal contributo di costruzione. Queste pianificazioni dovranno essere armonizzate dalle leggi regionali.  
Si prevede poi un Piano nazionale infrastrutturale (che dovrà essere pubblicato entro i prossimi mesi e aggiornato di anno in anno) per la ricarica dei veicoli. Essenzialmente, il piano prevedrà l’istituzione di un servizio di ricarica dei veicoli interoperabile a livello europeo, definendo la regolamentazione dei tempi e dei modi di ricarica, nonché le tariffe.  
Naturalmente le norme non trascurano gli incentivi alla ricerca, in particolare a quella finalizzata al miglioramento dei sistemi delle stazioni di ricarica.
“Stiamo lavorando per creare una grande occasione per il Vicentino, che non sarebbe potuta esistere senza avere sviluppato il memorandum d’intesa con i Comuni della nostra provincia – commenta il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo-. Ora, con questi strumenti, possiamo concretizzare più facilmente la nostra visione di uno sviluppo intelligente e sostenibile della mobilità. Abbiamo preparato per tempo le nostre imprese alla rivoluzione energetica e digitale, intuendo prima di tutti che per poter crescere ed essere competitivi dovevamo dare… la scossa sia alle nostre aziende che al territorio”.
“Il nostro progetto Futuro Elettrizzante ha inaugurato una nuova stagione di attività capaci di garantire un salto in avanti in competitività e sostenibilità – aggiunge il direttore generale di Confartigianato, Pietro De Lotto-. La mobilità elettrica cambierà gli stili e migliorerà di certo la qualità della vita quotidiana, ma soprattutto rappresenta un esempio di politica industriale che parte dalle esigenze delle imprese. Il nostro obiettivo è da una parte contribuire a realizzare un nuovo modello di sviluppo territoriale sostenibile, dall’altra proporre soluzioni per nuove filiere produttive”.
Se, infatti, saranno almeno 10.000 le imprese che, percorrendo tratte inferiori ai 100 km al giorno, potranno ridurre costi aziendali (aumentando la competitività) e le emissioni, molte altre saranno le aziende coinvolte nello sviluppo di prodotti per mobilità elettrica. Stando al nuovo capitolo introdotto nel Decreto Sviluppo, potranno trovare nuove opportunità le imprese dell’elettromeccanica e sia quelle di produzione che di servizi legati all’automotive, ma anche gli installatori e il comparto dell’edilizia.