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Nel 2025 il tasso della dinamica delle imprese artigiane in provincia di Vicenza rimane sostanzialmente invariato (-0,3%) ma dimezzato rispetto al -0,8% del 2024

Come già per l’occupazione, anche il dato sui numeri delle imprese resta sostanzialmente stabile. Secondo i dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza, infatti, a fine 2025 le imprese artigiane registrate nel vicentino sono 22.477, con un saldo negativo di 68 unità(1.319 nuove iscrizioni, 1.387 cessazioni) rispetto all’anno precedente. In termini percentuali la variazione è pari allo -0,3%, dimezzato rispetto al -0,8% del 2024, considerato la crescita delle nuove aperture dell’1,5% e un calo delle cessazioni del 5,8%.

Entrando nel dettaglio dei diversi settori, il vicentino rileva una crescita nei Servizi alle persone (+0,7%) e, più leggera, nei Servizi alle imprese (+0,2%). Le imprese di Costruzioni risultano stabili (0,0%), mentre il settore Manifatturiero presenta una variazione negativa pari a -1,7% (più contenuta del -2,4% del 2024).

Quanto alla forma giuridica, si osserva una flessione delle società di persone (-2,9%), più contenuto il calo delle società di capitali (-0,5%), mentre torna positiva la dinamica delle ditte individuali (+0,4%).
A livello territoriale, invece, flessioni più intense si osservano nell’Area Berica (-0,7%), e Area Vicenza (-0,5%), sostanzialmente stabile la dinamica nell’Alto vicentino (-0,2%), nel Nord est vicentino e nell’Ovest vicentino (entrambi -0,1%).  

L’indagine analizza anche i 12 settori driver dell’artigianato, settori che nel 2025 mostrano una dinamica positiva nonostante il trend generale in contrazione, che con 13.291 imprese registrate rappresentano il 40,9% del comparto. Questi settori presentano un saldo positivo 2025 pari a +200 unità, in contrapposizione al saldo di -268 unità registrato dagli altri settori economici. Tra i settori driver principali, con almeno 50 imprese artigiane registrate, il più dinamico risultaProduzione di software, consulenza informativa e attività connesse (+7,2%), a seguire Attività di servizi per edifici e paesaggio (+5%), Riparazione, manutenzione ed installazione di macchine e apparecchiature (+3,9%) e Altre attività di servizi per la persona (+2,6%).

Ampliando l’arco temporale dell’analisi osserviamo come l’accompagnamento della doppia transizione, digitale e green, in corso nell’economia italiana è svolto da segmenti dell’artigianato che presentano un marcato dinamismo, in controtendenza rispetto al processo di selezione delle imprese in essere determinato da fenomeni di mercato e demografici. Tra il 2019 e il 2024, infatti, a fronte di un calo delle imprese artigiane vicentine del 4,9%, in tredici settori cresce il numero delle artigiane: nei settori driver a fine 2024 si registrano oltre 4mila 800 imprese artigiane, pari ad un quinto (21,4%) dell’artigianato vicentino, con una crescita di quasi 300 unità rispetto al 2019, pari al +6,5%. L’analisi per ambito settoriale rivela che il 43,1% di tale aumento si concentra nel cluster dell’Abitare sostenibileche conta 127 imprese in più (+18,5%). La crescita è dovuta ai servizi per gli edifici e di cura del paesaggio.
Un ulteriore 41,7% dell’aumento arriva dal cluster Tecnologia e digitale (+15,5%) con 123 imprese in più in cinque anni. L’ambito è dominato dall’aumento delle imprese artigiane che gestiscono l’“ultimo miglio” nella filiera dei macchinari, offrendo servizi di installazione e manutenzione, un’attività sempre più integrata con le applicazioni digitali per la gestione degli impianti. Inoltre, si osserva un marcato dinamismo per l’artigianato che offre servizi digitali quali software, servizi di informatica e produzione digitale di contenuti video per il web, il cinema e la televisione. Segna una crescita a doppia cifra (+35,1%) anche il cluster della Creatività con 20 imprese in più. La spinta in questo ambito arriva dalle attività creative, artistiche e di intrattenimento, con lo sviluppo di attività di arti performative e artistiche tornate a crescere dopo lo stop imposto dalla pandemia. L’ambito di Ambiente e natura registra 10 imprese in più, con una crescita del +14,3%. L’aumento è principalmente concentrato nelle attività di supporto alla produzione agricola e all’utilizzo di aree forestali. Il segmento dell’artigianato del Benessere registra nel quinquennio in esame 4 imprese in più (+0,2%), una variazione appena positiva dovuta a dinamiche diverse al suo interno, dove un forte dinamismo è rappresentato dalle attività di tatuaggio e piercing (+54 imprese) e dagli istituti di bellezza (+41 imprese).
“I dati evidenziano che le imprese artigiane hanno saputo leggere i cambiamenti in atto e riorganizzarsi e strutturandosi in maniera da essere più flessibili alle dinamiche del mercato. Un lieve saldo ‘negativo’ è fisiologico considerata anche l’evoluzione demografica che pure il vicentino sta vivendo”, commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, Gianluca Cavion. “Notiamo poi che ambiente e tecnologia, i grandi trend del momento, sono stati ben intercettati dalle nostre imprese. Questo vuol dire aver saputo investire in formazione e acquisizione di nuove competenze, grazie anche alle attività di accompagnamento, tanto in formazione quando in aggiornamento, su norme, leggi e bandi, che offre Confartigianato”, prosegue il presidente. E conclude: “Siamo molto soddisfatti, inoltre, nel vedere che a fronte di un sostanziale saldo a pareggio delle nostre imprese, il totale occupati comunque aumenta, sinonimo di strutturazione delle imprese.”

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