Malinverni (Ristoratori): “Clienti spaesati tra norme, regole e DPCM, e in tanti chiamano per annullare gli appuntamenti. Per i gestori una situazione non più sostenibile economicamente”

Comunicato 155 – 18 dicembre 2020

Regna un clima di confusione più che di Natale. È questo il sentimento di molti cittadini e operatori economici in primis tra i Ristoratori che, man mano che passano i giorni, vedono sfumare la speranza di recuperare, durante le festività natalizie, una parte di quanto perso in primavera in termini di lavoro. Le restrizioni decise in questi giorni per frenare lo spostamento delle persone e per contrastare la diffusione del contagio, sono provvedimenti che, ancora una volta, rischiano di mettere in ginocchio le attività di somministrazione. In attesa delle ulteriori decisioni annunciate dal Governo, con l’ordinanza n. 169 la Regione Veneto ha stabilito il divieto di spostamento delle persone oltre le ore 14.00 al di fuori del proprio Comune, se non per motivi di necessità, pur salvaguardando la possibilità ai clienti dei ristoranti di rientrare presso le proprie abitazioni dopo il pranzo.
“Riteniamo comprensibile e condivisibile lo sforzo prodotto dal Governo regionale per ostacolare gli assembramenti, ma la percezione nelle persone è diversa – spiega Christian Malinverni, presidente dei Ristoratori di Confartigianato Imprese Vicenza-. Il clima di apprensione sta dando il colpo di grazia alle nostre attività: continuano, infatti, ad arrivare disdette di appuntamenti, per altro già pochi. Stiamo registrando un calo attorno all’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: dicembre infatti non è solo Natale e Capodanno, è il mese delle cene aziendali, compagnie, matrimoni, convention aziendali, fiere. Riconosciamo alla Regione il fatto di aver precisato che rimane la possibilità di raggiungere i ristoranti collocati in comuni diversi da quello di residenza entro le ore 14; e che il rientro possa avvenire anche oltre tale orario, a seguito della consumazione del pranzo. Nonostante ciò, rimane nel cliente una profonda incertezza che aggrava una crisi già conclamata per il nostro settore”.
All’orizzonte, poi, si stanno profilando i nuovi annunciati provvedimenti del Governo che minacciano ulteriori limitazioni: il nostro Paese potrebbe diventare interamente zona rossa nei giorni festivi e prefestivi che vanno dal 24 dicembre al 3 gennaio. Ma è possibile anche un lockdown nazionale totale dal 24 dicembre al 6 gennaio. 

“Sembra che non smetta di piovere sul bagnato e ancora una volta le misure proposte si orientano alle limitazioni e non al sostegno alle imprese in grave difficoltà – aggiunge Malinverni-. Le regole di igiene e sicurezza nei nostri esercizi vengono osservate, ormai sono mesi che conviviamo con il virus. Vanno penalizzati gli assembramenti ingiustificati e i comportamenti fuorilegge, non il diritto di svolgere la nostra attività: lo abbiamo già detto e lo ribadiamo nuovamente, potrà attutirsi la diffusione del contagio ma si sta acuendo irrimediabilmente la crisi di un settore che non si riprenderà, se non verranno presi urgenti provvedimenti di ristoro”.