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Le categorie Acconciatori ed Estetica di Confartigianato disponibili per un confronto con Comuni e Polizia locale nell’applicazione delle norme sugli spostamenti, stabiliti dal nuovo Decreto, a favore dei clienti: “C’è troppa confusione”

Comunicato  159 – 22  dicembre  2020

“In qualità di professionisti assicuriamo anzitutto le massime condizioni di igiene e sicurezza nei nostri saloni, chiedendo il rispetto scrupoloso delle misure ai nostri clienti. Nel recente Decreto però ci sono parecchi punti non chiari e che non aiutano a capire quale comportamento debbano tenere i clienti; servirebbe più buon senso”. Questo il parere di Renata Scanagatta e Valeria Sylvia Ferron, presidenti provinciali delle categorie Acconciatori e Estetica di Confartigianato Vicenza, in seguito ai provvedimenti presi prima dalla Regione Veneto con l’ordinanza n. 169 e successivamente dal Governo con il Decreto Legge n. 172. Una coincidenza di provvedimenti che, in concomitanza a un periodo intenso di lavoro come quello a ridosso delle festività natalizie, ha inevitabilmente favorito una varietà di interpretazioni alimentando quindi la confusione tra le imprese del settore e poi anche nei clienti, che non comprendono quale sia il comportamento più corretto da tenere.

“Ad esempio – prosegue Scanagatta – nei “giorni rossi” i saloni di parrucchiere possono rimanere aperti ma non è chiarito se il cliente possa uscire di casa. Confartigianato da tempo ha chiesto chiarimenti, ma dal Governo non abbiamo ancora visto risposte ufficiali”.
I parrucchieri evidenziano inoltre il fatto che il rapporto tra cliente e salone è “fiduciario”, e sulla base di pronunciamenti già espressi dalle Prefetture di altre Regioni, va lasciata la possibilità al cliente di raggiungere il proprio acconciatore di fiducia anche se è oltre certi limiti territoriali.
“Ci adeguiamo con sacrificio al fatto che i nostri centri estetici debbano rimanere chiusi nei giorni prefestivi – aggiunge Valeria Sylvia Ferron – ma la troviamo una scelta incomprensibile considerato tutta l’attenzione che i nostri istituti prestano per prevenire i contagi. Inoltre, certi limiti agli spostamenti appaiono fuori luogo per realtà come le nostre in cui riceviamo singolarmente e su appuntamento i clienti i quali partono dalla loro abitazione per raggiungere un luogo altrettanto sicuro e non affollato”.
Dai Comuni e dalla Polizia locale è emersa la necessità di un confronto diretto con Confartigianato per adottare una linea comune che dia, per quanto possibile, certezze tanto alle imprese quanto ai clienti. Da qui il suggerimento di interpretare il contenuto del Decreto usando il buon senso: ovvero che siano consentiti ai clienti gli spostamenti verso saloni e centri di bellezza trattandosi di attività non sospese. “Questo in considerazione anche del fatto che i nostri clienti provengono in media da 5/10km di distanza dal nostro esercizio – concludono le Presidenti – va perciò compreso che i limiti territoriali sono relativi. In questo periodo, garantire a tutti i nostri clienti un trattamento di bellezza e benessere vuol dire anche allentare la tensione per le tante apprensioni legate a questo difficile momento”.