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Iscrizioni scuole superiori. A Vicenza aumentano gli iscritti agli indirizzi strategici dei tecnologici

Le aziende hanno bisogno di figure che sappiano rispondere alle diverse esigenze

17 febbraio 2021

Chiuse le iscrizioni per il nuovo anno scolastico è tempo di bilanci anche per Confartigianato Imprese Vicenza che nelle nuove generazioni vede il futuro delle proprie aziende. I dati vicentini sono stati analizzati dall’Ufficio Scuola. Nonostante la pandemia e la didattica a distanza, circa 22.000 studenti vicentini delle primarie e secondarie ritorneranno sui banchi per un nuovo anno scolastico.

La nota più evidente di questa ripartenza è il confermato e accresciuto calo demografico: -9.3% tra i bambini iscritti alla scuola primaria a Vicenza e -3.1% tra i ragazzi delle superiori. Percentuali confermate anche a livello regionale.
Rispetto alla scelta della scuola superiore, crocevia per il futuro professionale: le famiglie vicentine sembrano preferire i licei (passando dal 39.1% dello scorso anno, all’attuale 42.4%) che rappresentano la forte e generalista cultura di base, a dispetto dei tecnici (passati dal 44.8% al 41.3%) capaci di garantire occupabilità immediata.
Il primato va quindi ai licei con un +4%, con particolare incremento dell’opzione Scienza Applicate (+1,2%).
Quanto agli Istituti Tecnici va distinto l’indirizzo commerciale e da quello tecnologico. Il primo in Veneto registra un contraccolpo (-1.9%) mentre il secondo migliora (+0.9%). Le famiglie venete prediligono il liceo scientifico opzione Scienze Applicate (+1%) e l’indirizzo Meccanica, meccatronica ed Energia (+0.6%) e quello informatico (+1.6%) negli Istituti Tecnologici. Una tendenza confermata anche in area berica. Sul fronte degli Istituti tecnologici, pur registrando una flessione generale, crescono infatti gli indirizzi “Meccanica, meccatronica energia” (+0,5%), informatica e telecomunicazioni (+0,8%).
Fino a qui i risultati si allineano al Veneto, mentre nel caso della preoccupante situazione degli Istituti Professionali, Vicenza registra un +0.3% contro il -0.6% regionale. E, pur perdendo un punto percentuale, e nonostante la situazione di difficoltà, gli indirizzi dell’Industria e Artigianato per il Made in Italy (+0.2%) e della Manutenzione e Assistenza Tecnica (+0,2%) registrano un saldo positivo.
“Segnali che fanno ben sperare perché vanno a riempire i grandi vuoti di domanda del mondo imprenditoriale, in particolare della micro e piccola impresa – afferma Sandro Venzo, delegato alle politiche del lavoro, scuola e formazione di Confartigianato Imprese Vicenza -. D’altra parte, non c’è motivo perché un liceale (soprattutto dell’indirizzo Scienze Applicate fortemente orientato verso l’informatica) non possa decidere di iscriversi ad un ITS e capitalizzare le sue competenze STEM con un lavoro in azienda. Le imprese, infatti, non hanno bisogno solo di diplomati ai professionali o ai tecnici, ma anche di figure intermedie che sappiano fare da interfaccia tra le diverse aree della produzione, della logistica, della progettazione, del commerciale e della sostenibilità”.
“I dati, che arrivano a livello provinciale e regionale, in controtendenza con quelli nazionale, incoraggiano Confartigianato Vicenza a continuare nella costante attività di orientamento e di sostegno al mondo scolastico. Le famiglie non devono farsi fuorviare da messaggi spesso contradditori, ma fare attenzione ai dati e alle tendenze – continua Venzo -. Il futuro sostenibile avrà due grandi direttrici sia a livello europeo che internazionale: il green e il digitale, temi sui quali da tempo Confartigianato è in prima linea. I numeri in crescita sul fronte degli iscritti agli indirizzi meccatronica, informatica e Made in Italy, fanno ben sperare sul capitale umano su cui le imprese potranno contare domani. Nel Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza, sono stati dedicati più di 16 miliardi alla componente ‘potenziamento delle competenze e diritto allo studio’ della missione Istruzione e Ricerca, parte dei quali saranno indirizzati alla riforma sull’orientamento e al potenziamento degli ITS perché il Paese ha capito che lo sviluppo dipenderà soltanto dalle nuove competenze tecnologiche e ambientali dei giovani e dalla formazione dei docenti, sulla quale il Piano ha fatto un’ importante riflessione sia in termini di aggiornamento professionale obbligatorio che di riconoscimento di crediti formativi per l’avanzamento di carriera”.
“Condivido l’analisi sui dati vicentini fatta dall’Ufficio Scuola di Confartigianato – commenta Carlo Alberto Formaggio, Provveditore degli Studi di Vicenza-. Nel leggere i numeri bisogna anche tener presente che le iscrizioni alle scuole superiori sono avvenute quest’anno in piena situazione di emergenza causa Covid. Infatti, non sono state consentite dalle disposizioni ministeriali attività di orientamento in presenza e quindi i tradizionali Open Day o gli stage dentro la scuola sono stati attuati solo a distanza. Il lato positivo è che sicuramente sono state sviluppate nuove competenze e nuovi strumenti di orientamento sia per il personale che per le famiglie, ma è mancato il contatto diretto. Il mio augurio è che l’anno prossimo le attività possano riprendere integrate tra le innovazioni digitali e le tradizionali iniziative in presenza”.