Esauriti in poche ore i 400 milioni del Fondo Impresa Femminile

Zanotto (Donne Impresa Confartigianato): “Non ci si può affidare ad un click e a misure una tantum. Vanno ‘premiati’ l’impegno e il merito con interventi strutturali”.

“Spiace notare che, ancora una volta, le dichiarazioni d’intenti non corrispondono poi alla realtà dei fatti. Di nuovo, quindi, per poter accedere a strumenti di sostegno all’impresa, nello specifico all’incentivo Fondo Impresa Femminile, si è utilizzato non il merito, non l’impegno, non le scelte lungimiranti presenti o future delle imprenditrici, ma la velocità e la fortuna”, così Paola Zanotto, presidente del Gruppo Donne Impresa di Confartigianato Vicenza, alla notizia che i 400 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno dello sviluppo e del consolidamento delle imprese femminili si sono esauriti in pochi secondi con un semplice click sulla tastiera.

Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Veneto, su dati Invitalia, il bando si è chiuso con 1.058 domande provenienti dalla dal Veneto (8,1%), su un totale di 13.079 a livello nazionale (totale complessivo domande nascita e sviluppo/consolidamento imprese femminili). Dalla regione, hanno presentato domanda 433 attività con meno di 12 mesi di vita, mentre 625 sono state quelle con più esperienza lavorativa che hanno inoltrato la richiesta.

“Le procedure per accedere a questo incentivo, così come di altri gestiti da Invitalia con risorse anche del PNRR, lasciano perplessi per la modalità iniqua di assegnazione delle risorse – continua Zanotto- e anche per la poca trasparenza.  Le graduatorie dei beneficiari con i tempi di presentazione della domanda, ad esempio, non vengono pubblicate. Si tratta, infatti, di una misura che non va a premiare la bontà e qualità dei progetti imprenditoriali ma solo “la fortuna” di chi arriva primo. Una sorta di lotteria a premi più che una misura di incentivo.”. 

A livello nazionale, il Veneto si classifica al 5° posto (al 4° posto se consideriamo i solo incentivi per imprese attive da almeno 12 mesi). Le Regioni che hanno inviato il maggior numero di richieste sono state la Lombardia (1.904 di cui 1.1176 da imprese già costituite), Lazio (1.707, di cui 978 da imprese già attive), Campania (1.277, di cui 684 da imprese già costituite) ed Emilia Romagna (1.071, di cui 625 da imprese già costituite).

“L’interesse per le misure di sostegno all’imprenditoria femminile messe in campo dal Ministero dello Sviluppo economico impone sia di prevedere un rifinanziamento del Fondo sia di rivisitare le modalità con le quali erogare le risorse, sulle quali nutriamo dubbi di legittimità tra l’altro. Siamo dell’avviso perciò che si debba intervenire in modo strutturale per rendere gli incentivi permanenti almeno per i prossimi 5 anni, anche con una percentuale di aiuto inferiore a quella attuale, e complementari con altre misure di supporto alle imprese femminili”, conclude Zanotto.

Comunicato 93 – 15 giugno 2022