Edilizia, l’Attestazione di Congruità

Un approfondimento promosso da Confartigianato Imprese Vicenza su uno strumento a tutela delle imprese del settore edile che lavorano nel rispetto delle norme e della professionalità

Un adempimento che va nella direzione della tutela delle imprese che lavorano nel rispetto delle norme e della correttezza contrattuale; dei lavoratori; del committente, che può evitare successive e complesse problematiche a fronte di lavori fatti in maniera poco professionale. Questi in sostanza gli obiettivi dell’Attestazione di Congruità, nota come DURC di Congruità, con la quale viene verificata la congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili.

Tale strumento è stato oggetto di un incontro di approfondimento promosso da Confartigianato Imprese Vicenza cui sono intervenuti: Giovanni Lovato, presidente Sistema Casa Confartigianato Imprese Vicenza e vice presidente Nazionale ANAEPA Confartigianato Edilizia; Michele Adami, direttore di Edilcassa Veneto, per presentare alcuni numeri del DURC di Congruità; Marco Pantaleoni, responsabile nazionale di ANAEPA; l’ingegnere Gianni Dal Pont responsabile attivazione DURC di Congruità Edilcassa Veneto che ha illustrato alcuni casi pratici. La chiusura dei lavori è stata affidata a Stefano Crestini, Presidente Nazionale ANAEPA Confartigianato Edilizia e a Thomas Fantin Presidente berico delle Attività Complementari all’Edilizia.

In apertura del convegno è stato spiegato come ci sia stato un tempo in cui nel settore edile proliferavano contratti nazionali firmati da organizzazioni datoriali e sindacali diverse da quelle maggiormente rappresentative i cui contenuti erano orientati al ribasso e caratterizzati da tabelle contributive non conformi. Tali contratti preve­devano trattamenti più favorevoli che facilitavano offerte a più basso costo, in questo modo falsando la concorrenza tra imprese. Con il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), entrato in vigore nel gennaio 2006, si è cercato di porre un limite a questo feno­meno e, a partire da novembre 2021, è stato fatto un ulteriore passo in avanti aggiungendo anche la verifica della congruità dell’inci­denza della manodopera nei lavori edili (che si applica a tutti gli appalti pubblici e agli appalti privati il cui valore complessivo dell’opera sia pari o superiore a € 70.000).

“Il DURC di Congruità non deve far paura a quelle imprese che lavorano nella legalità. Si tratta infatti di un sistema che calcola l’importo minimo, riferito alla manodopera, per la realizzazione di un’opera edile in relazione al tipo di lavoratore e in considerazione delle imprese presenti nel cantiere e lo confronta con i dati reali che vengono comunicati dalle imprese stesse: se i dati comunicati rispettano la percentuale di riferimento l’impresa può dirsi congrua – ricorda Crestini-. Si tratta di un adempimento che intende così combattere tutte quelle forme di ‘imprese improvvisate’ riconoscendo, invece, quanti lavorano nel rispetto delle leggi”.
Attraverso l’Attestazione di Congruità emerge il dato reale della manodopera presente nei sin­goli cantieri edili che deve essere proporzionato all’incarico affidato all’impresa, e quindi ai lavori che dovranno essere realizzati. Non solo, il sistema permette anche di individuare quelle imprese che svolgono, di fatto, attività edile o prevalentemente tale applicano però, in maniera non appropriata, contratti diversi da quello dell’edilizia, creando così un danno alla regolare concorrenza nel settore.

La CNCE, Commissione nazionale delle Casse Edili ha definito le mo­dalità e le istruzioni operative per la comunicazione delle informazioni rendendo disponibile il sistema EdilConnect. L’obiettivo è governare e rendere il DURC di Congruità meno oneroso possibile per le imprese in termini di impatto burocratico, quindi adottando modalità quanto più possibile semplificate, come ha ricordato Pantaleoni evidenziando anche come con i bonus e il superbonus abbiano fatto decollare questa attestazione da parte delle imprese ma anche dei committenti privati e pubblici.

Al proposito, considerato che spesso in corso d’opera ci siano richieste di variazioni da parte del committente ai lavori oggetto di verifica, l’im­presa deve dimostrare la congruità in relazione al valore complessivo dell’opera aggiornato sulla base delle varianti. La verifica sarà quindi sul costo della manodopera impiegata nella rea­lizzazione dei lavori edili da parte di imprese affidatarie, in appalto o in subappalto, ovvero da lavoratori autonomi coinvolti a qualsiasi titolo, per attestarne che l’incidenza percentuale come stabilito dagli indici minimi riportati nelle tabelle.


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