Cura del verde, settore in crescita
In termini di aziende (+5,5% a fine 2025) con molte professionalità richieste ma difficili da trovare (il 58,2% del totale)
Quello della cura del verde è un settore che negli ultimi anni è cresciuto e che continua a registrare una buona dinamica. Anche nel vicentino. Lo confermano i numeri relativi alla spesa per piante e fiori e il numero di imprese e di addetti in crescita.
Per quanto riguarda la spesa, l’Ufficio Studi di Confartigianato registra che le famiglie vicentine nel 2024 (ultimi dato disponibile) hanno speso 55 milioni di euro per arredo giardino, prodotti per giardinaggio, piante e fiori. Nel dettaglio l’81,8%, pari a 45 milioni di euro, è per prodotti per giardinaggio, piante e fiori ed il restante 18,2%, pari a 10 milioni, è per arredo giardino e camping. Vicenza rientra così tra le 16 province con una spesa superiore ai 50 milioni di euro, mentre il Veneto, dal confronto con gli altri territori, risulta la terza regione per maggior spesa delle famiglie per arredo giardino e prodotti di giardinaggio, piante e fiori con 317 milioni di euro, dietro a Lombardia (683 milioni) e Lazio (366 milioni).
Ma è soprattutto sul lato offerta che si nota la crescita. A fornire i loro servizi sono imprese non agricole della cura del verde, manutenzione del paesaggio, installazione di impianti di irrigazione per giardini (inclusa manutenzione e riparazione) che il Sistema Imprese Confartigianato riunisce nel mestiere “imprese del verde” appartenente al Sistema Servizi e terziario. Un settore che alla fine del 2025 nel vicentino conta 424 imprese registrate nella Cura del verde di cui 383 artigiane, pari al 90,3%, quota nettamente maggiore sia al 28,6% del totale economia sia al 17% dei Servizi.
La vocazione artigiana delle imprese della Cura del verde a Vicenza è particolarmente elevata, collocando la provincia berica al 6° posto in Italia dietro Asti (93,5%), Ferrara (92,1%), Biella (91,4%), Como (91,2%) e Varese (90,6%), e al 1° in Veneto superando la media regionale che è pari all’83,6%.
Dati che mostrano come l’attività della cura del verde rientra tra i servizi dell’artigianato a maggiore dinamismo a fronte dell’evoluzione dei modelli di consumo e ai nuovi stili del consumatore. Nel dettaglio, alla fine del 2025 le imprese artigiane vicentine della Cura del verde crescono del 5,5% su base annua a fronte del calo dello 0,3% registrato per il totale delle imprese artigiane. Il fenomeno si consolida nell’arco di cinque anni con l’artigianato del settore che cresce del 24,4%, pari a 75 imprese in più, in controtendenza rispetto alla flessione del 3% osservata per il totale dell’artigianato. Dati che collocano Vicenza al 2° posto per maggior dinamismo del settore nell’ultimo anno, dietro solo a Bologna (che segna una crescita del +7,5%), e 1° per maggior dinamismo del settore negli ultimi 5 anni, davanti a Padova (+21,4%), Bergamo (+20,1%), Treviso (+17,8%) e Brescia (+17,3%).
Per quanto riguarda l’occupazione i dati sono disponibili per la Cura e manutenzione del paesaggio – che è la quasi totalità delle imprese della Cura del verde (99% e 99,2% per il segmento artigiano). In provincia di Vicenza si contano 886 addetti nella Cura e manutenzione del paesaggio, di cui 469 addetti nelle imprese artigiane, pari al 52,9% degli addetti totali del settore, una vocazione artigiana nell’occupazione più elevata della media regionale (pari al 47,0%) e nazionale (42,7%).
Dai dati Unioncamere-Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (o MLPS) relativi alle entrate programmate dalle imprese, nel 2025 in Veneto la richiesta delle imprese è di 4.790 lavoratori in sette professioni più direttamente vocate alla cura del paesaggio ma di queste 2.790 sono difficili da reperire, pari ad una quota del 58,2%. In particolare, sono richiesti 3.070 lavoratori per professioni qualificate che concentrano il 64,1% delle richieste del totale professioni in esame, ma 1.650 sono difficili da reperire, pari al 53,7% di tali lavoratori.
Nel dettaglio delle professioni, la difficoltà di reperimento più alta è pari all’85,7% architetti, pianificatori, paesaggisti, spec. recupero/conservazione territorio (180 entrate difficili da reperire), seguiti dal personale forestale non qualificato con l’83,3% (50 entrate difficili da reperire), personale non qualificato addetto alla manutenzione del verde con il 65,7% (1.090 entrate difficili da reperire), lavoratori forestali specializzati con il 57,1% (40 entrate difficili da reperire), tecnici agronomi e forestali con il 55,0% (110 entrate difficili da reperire), agricoltori e operai agricoli specializzati per giardini e vivai, coltivazione di fiori, piante e orti con il 51,6% (1.300 entrate difficili da reperire) e agronomi e forestali con il 28,1% (20 entrate difficili da reperire).
“La cura del verde non può essere lasciata all’improvvisazione, anche perché una adeguata e competente manutenzione permette di evitare costi aggiuntivi non preventivati – spiega Stefania Dal Maistro, presidente delle Imprese del verde di Confartigianato Vicenza-. Questo vale tanto per il privato cittadino tanto, a maggiore ragione, per il pubblico. Non a caso proprio qualche tempo fa abbiamo organizzato due incontri sul tema, con il sostegno di Ebav e della Camera di Commercio di Vicenza, e in collaborazione con l’associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini e ARGAV (Associazione Regionale Giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e Trentino Alto Adige), rivolti a imprese, professionisti e tecnici della Pubblica Amministrazione. Un’occasione di confronto tra addetti ai lavori, con lo scopo di condividere buone pratiche e proporre soluzioni innovative riassunte in documento per la gestione del patrimonio arboreo, a beneficio deli operatori del settore e della qualità del verde urbano. Inoltre, nel 2026, a 10 anni dall’entrata in vigore della legge 154/2016 che definisce competenze e requisiti professionali del giardiniere, proporremmo un incontro dedicato alla figura del manutentore del verde, professione simbolo di sostenibilità ambientale, che contribuisce al decoro delle città, alla tutela dell’ambiente, al benessere delle persone. Un momento di confronto tra gli operatori del settore per delineare i futuri scenari del comparto e dell’attività associativa”.