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Coronavirus, Bonomo: “Salute pubblica e vita delle persone prima di tutto, ma forte attenzione nei confronti delle imprese”

10 marzo 2020

“Io come più volte ho ribadito, sono dell’idea che la salute pubblica e la vita delle persone vengano prima di tutto. E, in una crisi inedita ed estremamente fluida come quella che stiamo vivendo, ritengo che servano decisioni univoche e dettate da valutazioni scientifiche. Dopo di che l’appello che facciamo, come organizzazione di rappresentanza di decine di migliaia di imprese, è che ci sia una forte attenzione nei confronti delle imprese”.

Lo afferma Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto che prosegue “imprese che, come prima preoccupazione, hanno avuto quella dimettere in sicurezza i propri dipendenti. Da qui i provvedimenti presi, peraltro in perfetta armonia con il Governo e con la Regione Veneto: ricorso alle ferie, al lavoro da casa e inoltre il sostegno al reddito (cassa integrazione) della bilateralità garantito tramite FSBA integrati dalla CIG in deroga, firmata oggi per il Veneto. A tal proposito, -afferma Bonomo- esprimo soddisfazione per l’intervento condiviso oggi pomeriggio con la Regione e le altre parti sociali che rappresenta, per le imprese artigiane, un ulteriore strumento che amplia la dotazione di sostegno al reddito già garantita dalla bilateralità artigiana tramite FSBA e che da subito potrà dare un concreto aiuto a tutte le micro imprese che occupano da uno a cinque addetti altrimenti privi di una soluzione per evitare di licenziare i loro dipendenti. Sono però insufficienti le risorse sin qui stanziate dal Governo per la Cig in deroga. Vanno aumentati lo stanziamento (oggi fermo a 40 milioni per il Veneto) e la copertura temporale, oggi limitata ad un solo mese. Dovranno inoltre essere trovati urgentemente risorse per sostenere anche i lavoratori autonomi”.
Altro grande problema è la liquidità delle imprese. Dobbiamo perciò trovare il sostegno delle banche, alcune hanno già messo a disposizione dei fondi, e servono anche proposte forti, che stiamo facendo, come il blocco del rating al momento dell’inizio della crisi. Questo per mettere insicurezza anche quella che è la solvibilità delle imprese. Poi ci sono le scadenze fiscali che devono non solo essere spostate, ma dilazionate nel tempo.
“Quanto a tenere aperta o meno un’attività -conclude Bonomo- non può esserci una decisione e una valutazione a taglia unica perché ci sono dei settori che se chiudessero forse abbatterebbero i costi, e ci sono invece comparti, come ad esempio la produzione della metalmeccanica, per i quali sospendere l’attività potrebbe avere delle serie ripercussioni sulla tenuta dei rapporti commerciali”.