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  • Contro l’abusivismo gli operatori del settore benessere scendono in campo con uno spot per richiamare l’attenzione del pubblico sui rischi, e mancate entrate erariali, che si corrono rivolgendosi ai non professionisti

Contro l’abusivismo gli operatori del settore benessere scendono in campo con uno spot per richiamare l’attenzione del pubblico sui rischi, e mancate entrate erariali, che si corrono rivolgendosi ai non professionisti

Sono due bambine le protagoniste di uno spot, diffuso anche attraverso i canali social, a lanciare il grido di allarme contro l’abusivismo dalle categorie Acconciatori e Estetica di Confartigianato Vicenza. Le due bambine giocano alla parrucchiera e all’estetista e, nell’ingenuità del gioco simbolico del “far finta di”, pongono alcuni interrogativi a quanti, recandosi dagli abusivi, pensano così di trarre vantaggio per la propria salute e per il futuro dei loro figli.
“È necessario rivolgere un messaggio forte e chiaro non agli irregolari – spiegano Renata Scanagatta e Valeria Ferron, presidenti delle categorie Acconciatori e Estetica – ma a coloro che recandosi dagli abusivi alimentano il mercato clandestino. Parliamo di persone che pensano di trarre vantaggio da una situazione di rischio elevato: sia per il pericolo di contrarre patologie e danni alla propria salute, sia perché compromettono il futuro delle prossime generazioni, causando l’impoverimento dello Stato e conseguentemente dei servizi ai cittadini”.
Si stima la presenza di circa 2.500 operatori abusivi nel territorio vicentino, tanti quante sono le imprese in regola: in ogni paese si conoscono persone che svolgono queste professioni in barba alle regole di sicurezza, igiene e in forma sconosciuta al fisco, addirittura pubblicizzando impunemente la loro attività tramite volantini o social. Attività che penalizzano fortemente le imprese regolari nel settore e che soprattutto aumentano l’illegalità, i danni di tutta la collettività.
“Soprattutto è importante capire – proseguono le presidenti – che è controproducente curare la propria bellezza affidandosi a chi non è professionista del settore. È come scommettere di guarire da un malanno affidandosi a uno stregone”.
La campagna proseguirà per il mese di novembre e durante il periodo prenatalizio, al passo con una azione sindacale di sensibilizzazione intrapresa con diversi Comuni della provincia, disposti a intensificare le azioni di controllo nel territorio: il fenomeno dell’abusivismo infatti lede le casse sia statali sia comunali. L’obiettivo di Confartigianato in collaborazione con le Polizie locali è quello ridurre il numero di operatori abusivi, anche grazie alla raccolta di segnalazioni effettuate da parte di chi viene a conoscenza di illeciti.
“È chiaro che chi non opera in regola applica prezzi inferiori a chi assolve le incombenze richieste dalle norme e dalle leggi per l’esercizio della propria professione. La domanda che ci si dovrebbe porre quindi è: la qualità e professionalità posso essere messe sullo stesso piano della convenienza economica? In ballo c’è la sicurezza propria e della collettività. Sarebbe come portare in tavola un alimento di scarsa qualità, di cui non si conoscono gli ingredienti. Chi lo farebbe?”, concludono Scanagatta e Ferron.