Conflitto in Medio Oriente. Gli effetti su export e costi energetici. Preoccupazione anche per le imprese vicentine
Confartigianato Imprese Vicenza segue di ora in ora gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Accanto alla solidarietà per i cittadini dei Paesi coinvolti, e agli italiani che si trovano per lavoro nei territori scenario del conflitto e sono in attesa di tornare a casa, c’è la preoccupazione delle ripercussioni sulle imprese e sulle famiglie vicentine.
“Le notizie che giungono a ritmo serrato dai territori coinvolti nel conflitto e la chiusura dello Stretto di Hormuz, aggiungono tensione a una situazione internazionale già complicata e tesa – commenta il presidente di Confartigianato Imprese Vicenza-. Non c’è dubbio, infatti, che questo nuovo focolare di guerra metta sotto pressione scambi, filiere e costi produttivi. Quel che sta accadendo non è solo una tragedia umana e sociale, ma un nuovo duro colpo per la stabilità economica che crea nuova incertezza in un contesto geopolitico già complesso”.
Anche il vicentino, infatti, rischia di subire contraccolpi sia sul fronte dell’export sia su quello dei costi energetici. Dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Vicenza, negli ultimi 12 mesi (ottobre 2024 settembre 2025) le imprese vicentine esportano prodotti manifatturieri nell’area del Medio Oriente per 1.222 milioni di euro, pari al 5,5% dell’export manifatturiero totale.
Nei primi nove mesi del 2025 l’export verso il Medio Oriente è salito del 10,3%, facendo decisamente meglio del -0,4% della media del made in Vicenza.
Il primo mercato del Medio Oriente è quello degli Emirati Arabi Uniti, che vale 622 milioni di euro di esportazioni e nei primi nove mesi del 2025 è salito del 21,5%, seguito da Israele con 195 milioni di euro e un aumento dell’1,9%, e Arabia Saudita con 165 milioni di euro che segna però una flessione dello 0,6% nello stesso periodo.
Tra gli altri maggiori mercati del Medio Oriente in espansione si trova Azerbaigian con 25 milioni di euro di export, in crescita del 94,2% nei primi nove mesi del 2025 e il Libano con 41 milioni di euro, in crescita del 41,4%. Al contrario, segnano una diminuzione delle vendite del made in Vicenza: il Qatar con 35 milioni di euro di export negli ultimi 12 mesi, con un calo del 30,3%, il Kuwait con 22 milioni, in calo del 17,9% e la Giordania con 28 milioni, in calo del 16,8%.
Il vicentino esporta principalmente Prodotti orafi (474,8 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, pari al 38,9% dell’export manifatturiero verso Medio Oriente), Macchinari e apparecchiature per 219,3 milioni di euro (18,0%), Apparecchiature elettriche e non per uso domestico per 189,9 milioni di euro (11,4%), Articoli in pelle per 67,9 milioni di euro (5,6%) e Metallurgia per 64,5 milioni di euro (5,3%). Questi 5 settori da soli rappresentano il 79,0% del Made in Vicenza verso il Medio Oriente.
Per quanto riguarda i settori con una maggiore presenza di micro e piccole imprese – alimentare, moda, legno e arredo, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – cumulano 686 milioni di euro di esportazioni in Medio Oriente, pari al 56,1% dell’export manifatturiero, superiore di 12,1 punti percentuali all’incidenza osservata su totale mondo (44,0%).
“Alla luce dello scenario attuale, le criticità per Vicenza non sono tanto sui volumi quanto su alcuni fattori strutturali – prosegue Cavion- come la volatilità dell’oro, che può rallentare gli scambi pur in presenza di valori elevati, ele tensioni sui costi energetici, in particolare sul gas, con ripercussioni ad esempio sulle filiere manifatturiere energivore come ceramica, concia, plastica e non solo. In ogni caso la durata del conflitto determinerà inevitabilmente l’andamento dei costi energetici. I primi effetti si potranno riscontrare nelle fatture di aprile relative alle forniture energetiche del mese di marzo. Ricordo peraltro che si è in attesa di conoscere in questi giorni i primi effetti del DL Energia per famiglie e imprese, ma vista la situazione i benefici reali potrebbero essere ben pochi. Infine, ci sono le incertezze logistiche sugli approvvigionamenti di gas naturale liquefatto (GNL) dal Qatar, principale esportatore dell’area del Golfo”. “
Comunicato 26