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Confartigianato ha promosso una ricerca sulle aree urbane di Bassano, Schio, Thiene e Valdagno per valutare la fattibilità di un sistema di trasporto più efficiente

È possibile realizzare un sistema di consegna delle merci che sia più efficiente e meno complicato, che sia in sostanza più “intelligente” a beneficio di tutti, ovvero cittadini, operatori economici e vivibilità dei centri urbani? Ha voluto rispondere a questo quesito lo “Studio di fattibilità per la realizzazione di un Polo Ecologistico”, il progetto-ricerca sui territori comunali della fascia Pedemontana vicentina da Bassano del Grappa a Thiene,d a Schio fino a Valdagno.

La ricerca, promossa da Confartigianato Vicenza e sostenuta dalla Camera di Commercio di Vicenza con il patrocinio delle amministrazioni comunali, è stata coordinata dai professori Maurizio Faccio e Mauro Gamberi del Dipartimento di Tecnica e Gestione dei Sistemi Industriali della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Padova.
L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di valutare la possibilità di rivedere la logistica distributiva delle merci nei centri storici dei Comuni del nord vicentino in un’ottica eco-sostenibile, identificando i principali fattori di fattibilità tecnico-economica e i benefici ottenibili dalla creazione di un eventuale nuovo Polo Ecologistico. Nella prima fase, lo studio ha rilevato e valutato alcuni aspetti, ovvero: gli attuali flussi di merce in ingresso e in uscita da alcune zone dei territori comunali; l’impatto ambientale e sociale nell’odierna gestione del traffico merci; le criticità riscontrate dagli operatori economici in relazione alle attività di approvvigionamento e di carico/scarico; la possibilità di sviluppare ulteriori servizi relativi alla gestione delle merci in grado di supportare gli operatori economici. La ricerca è stata elaborata sulla base anche di questionari distribuiti e raccolti tra gli operatori economici delle aree interessate, in particolare con attività  nei centri urbani. Tanti di questi operatori sono commercianti e, pertanto, anche Confcommercio ha collaborato alla ricerca.  Ne è uscita così  una analisi quantitativa e qualitativa dei flussi logistici in ingresso e uscita, dei costi economici e ambientali, unita a un’altra analisi relativa a quelli che sarebbero i flussi distributivi, i servizi accessori e le caratteristiche ambientali di un nuovo Polo Ecologistico a servizio del territorio di pertinenza.
“Il progetto di Polo Ecologistico della Pedemontana – spiega il presidente di Confartigianato Vicenza, Agostino Bonomo – può rientrare a pieno titolo nel programma europeo Horizon 2020, all’interno della linea Mobility for Growth (Mobilità per la Crescita) in cui vengono ricercati sistemi innovativi che combinino soluzioni tecnologiche di trasporto a basso impatto ambientale, una gestione avanzata dei flussi logistici delle merci e delle informazioni, e azioni politiche mirate al benessere comune. Su questo versante ci siamo mossi sia attraverso il progetto Futuro Elettrizzante, laboratorio per la mobilità sostenibile, sia attraverso iniziative come Reborn, il processo che trasforma auto a benzina in veicoli elettrici”.
 “Il Polo o “hub” della Pedemontana  – prosegue Maria Teresa Faresin, presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Vicenza – da una parte ridurrebbe, infatti, la congestione del traffico dovuta sia al transito sia alla sosta dei mezzi adibiti alla movimentazione delle merci, riducendo nel contempo anche l’impatto ambientale in termini di emissioni inquinanti e acustiche, e dall’altra offrirebbe ai consumatori, siano essi utenti finali o esercizi commerciali, una qualità di servizio che nel tempo si è perduta per lo sfruttamento a bassissimo costo della flessibilità e della disponibilità lavorativa delle imprese”.  
Potrebbe insomma accadere quando è successo per Vicenza,  dove “il centro storico è stato pedonalizzato con sistemi di controllo per gli accessi ed è stato avviato un progetto di logistica urbana che obbligava i vettori a consegnare le merci alla società di gestione La Veloce. Un modello che, di fatto, decongestiona il traffico e diminuisce di polveri sottili. Anche il Logistic City Center di Vicenza è nato dall’intuizione di un gruppo di trasportatori di Confartigianato e, nonostante alcune difficoltà, svolge la propria attività ormai da oltre dieci anni”.
“Non si può, poi, non considerare poi che soluzioni di questi tipo, riducendo inquinamento, usura del manto stradale, congestione del traffico, di fatto portino le Amministrazioni ad aver minori costi sanitari, di manutenzione, di vigilanza sulle strade. Risparmio che può anche incidere nella tassazione locale o nei servizi offerti”,  aggiunge Bonomo.
Ora, terminato lo studio di fattibilità, alla luce anche dei risultati raggiunti, il prossimo obiettivo dei promotori sarà quello di costituire un organismo economico specifico con l’obiettivo di finanziare la realizzazione del Polo Ecologistico anche attraverso i fondi europei.