Cavion: “Sul caro bollette servono misure tempestive qui e ora”

“Seppur comprensibili, i tempi lunghi della politica non collimano con le urgenze delle imprese e famiglie”

7 ottobre 2022

Il caro bollette non dà tregua alle imprese e alle famiglie del Veneto: ad agosto 2022 i prezzi dell’elettricità, del gas e degli altri combustibili sono cresciuti, in media, del 75,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. Dato leggermente inferiore alla media Italia (76,4%) ma ben 23,6 punti in più rispetto al 51,9% dell’Eurozona.

Le crescite sono state rilevate dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza che ha analizzato i dati ISTAT tra il 2021 e 2022. E l’ennesimo aumento dei costi annunciato per i prossimi mesi è la raffigurazione tangibile e concreta dello tsunami energetico che avanza inesorabile.

PROVVEDIMENTI IMMEDIATI

“Serve una squadra di Governo e serve subito – afferma Gianluca Cavion Presidente di Confartigianato Imprese Vicenza – abbiamo bisogno di interventi consistenti, immediati e automatici quindi semplici nella loro fruibilità perché la complicazione delle procedure burocratiche costituisce per le piccole imprese una barriera all’accesso degli stessi. Sono necessari ulteriori sgravi e incentivi a copertura dei costi in bolletta e non possiamo più permetterci tempi lunghi per poterli avere. Il rischio è quello di una grave crisi del settore produttivo. Abbiamo bisogno di due cose: lo sconto diretto in bolletta e saperne in anticipo l’importo. Non è infatti possibile lavorare nell’incertezza totale di quale cifra ci sarà sulla prossima bolletta”.

EMERGENZA SENZA PRECEDENTI

“L’ennesimo aumento dei costi energetici, annunciati da questo mese, ci pone davanti ad un’emergenza senza precedenti perché rischiamo un punto di non ritorno per alcune attività e una diffusa insostenibilità dei costi per le famiglie – continua il presidente –. Il prossimo Esecutivo deve intervenire subito perché migliaia di attività potrebbero chiudere. È indispensabile che lo Stato individui le risorse necessarie e aggiuntive anche eventualmente utilizzando i fondi europei per calmierare subito il costo delle bollette”. “Qualsiasi intervento strutturale anche se importante -prosegue Cavion – ha tempi lunghissimi, non compatibili con l’emergenza in atto. In questo momento dobbiamo fare di tutto affinché le nostre imprese continuino a lavorare, in caso contrario l’impatto sociale sarà terribile con costi inimmaginabili e non solo di tipo economico. Quindi ben vengano incisive politiche di diversificazione del mix energetico che agevolino le energie rinnovabili e l’efficienza, oltre ai necessari interventi strutturali sugli oneri di sistema, probabilmente in una logica di fiscalità generale. Ma ora è il momento di andare oltre, ci aspettiamo interventi maggiori di abbattimento dei costi della materia prima gas e elettricità. Non possiamo affrontare l’autunno e l’inverno con il rischio che il caro bolletta porti il Paese verso una nuova recessione”.

“APPREZZIAMO QUANTO FATTO FINORA”

“Apprezziamo quanto fatto dal Governo con l’introduzione del credito d’imposta per buona parte (ma non tutte) delle imprese, ma nel contempo dobbiamo affermare che il meccanismo introdotto rischia di limitarne l’utilizzo a molte imprese. Avrà pure un significato se molti professionisti si rifiutano di fare i conteggi per arrivare alla definizione del credito d’imposta spettante. Molte aziende si stanno rivolgendo a terzi per fare i conteggi necessari, sostenendo costi che riducono il beneficio derivante da tale credito d’imposta. Inoltre è innegabile che la modalità di calcolo del credito d’imposta continua a non essere agevole per coloro che hanno cambiato gestore dal 2019 ad oggi, e sono tanti”.

CI VUOLE UN CAMBIO DI IMPOSTAZIONE

“Riteniamo possa essere più funzionale per le imprese l’applicazione di una riduzione diretta in bolletta dei benefici previsti – continua Cavion – per i quali continuiamo a sostenere che devono essere non inferiori al 50% dei costi della materia prima. Che senso ha peraltro dover calcolare se i costi dello specifico trimestre del 2022 raffrontato a quello analogo del 2019 siano superiori al 30%, per poter poi calcolare il credito d’imposta, quando tutti sappiamo che siamo a livelli di aumenti sempre superiori, quando va bene, al 300%. Ci aspettiamo quindi un cambio di impostazione sui benefici legiferati per l’abbattimento dei costi in bolletta. Ci aspettiamo sostegni reali e importanti, superiori a quelli attuali, veloci nell’essere applicati e non a posteriori all’emissione delle bollette, e soprattutto semplici nel loro utilizzo.


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